Immaginate di entrare in una libreria, aggirandovi tra scaffali traboccanti di storie di supereroi, epiche battaglie galattiche, vampiri tormentati, detective dell’occulto e manga dai capelli improbabili. E poi, quasi per caso, vi cade l’occhio su un volume che non urla “epicità!” dalla copertina, ma che vi attira con un titolo tenero e semplice: Giochiamo insieme?. È il nuovo fumetto della collana Gatti Sciolti – fumetti senza peli sulla lingua, edito da Eris edizioni, e posso garantirvi che, pur non avendo raggi laser né mantelli svolazzanti, ha dentro una magia rara e potentissima.
Dietro a questo piccolo gioiello si nasconde un duo creativo d’eccezione: Armin Barducci, fumettista già conosciuto e apprezzato nell’ambiente indie italiano, e… sua figlia Zoe, 7 anni. Sì, avete letto bene: sette anni. E no, non è un progetto paternalista tipo “papà fa tutto e la figlia colora un angolino”. Qui Zoe è autrice a tutti gli effetti, con un ruolo narrativo e grafico centrale.
La genesi del fumetto è teneramente disarmante: Armin chiede a Zoe “Giochiamo insieme?”, e Zoe chiede al papà fumettista, intento a lavorare al suo tavolo, la stessa cosa. Da questo doppio invito nasce un libro a quattro mani, o meglio, a otto: quelle di Armin, quelle piccole e instancabili di Zoe, e quelle dei loro personaggi. Perché il volume racconta la stessa storia, ma da due prospettive. Da un lato del libro troviamo la versione di Armin, e girandolo – sì, proprio capovolgendolo fisicamente – ci immergiamo nella versione di Zoe.
La storia che decidono di raccontare è quella di Undici, l’undicesimo elfo di Babbo Natale. Sì, undicesimo, perché evidentemente dieci non bastavano, e in effetti Undici ha quel guizzo in più: la voglia di aiutare, di mettersi in gioco, ma anche la capacità di cacciarsi nei guai in grande stile. Nella sua ansia di rendersi utile, Undici finisce per mandare in tilt la slitta di Babbo Natale, rischiando di lasciare il mondo intero senza regali. Una catastrofe epocale, tipo il Ragnarok natalizio, ma per fortuna con esiti decisamente più felici.
Ma la vera magia di Giochiamo insieme? non sta solo nella trama buffa e dolcissima di elfi, renne e pasticci. Sta nel livello metanarrativo, nello sguardo doppio che Armin e Zoe ci regalano sul loro rapporto padre-figlia. Il fumetto diventa così un diario a fumetti, una finestra aperta sulla loro quotidianità fatta di complicità, gioco e condivisione. Non è comune vedere pubblicato un fumetto dove la voce di una bambina di sette anni ha lo stesso spazio e peso di quella di un autore adulto, e questo rende l’opera preziosa, perché esplora la paternità in modo genuino e autentico, lontano da retoriche zuccherose o stereotipi da spot natalizio.
Sfogliando le pagine, si percepisce quanto per Armin questo progetto non sia stato solo un esperimento artistico, ma un vero atto d’amore. E quanto per Zoe sia stato un momento di espressione pura, libera, senza filtri. I suoi disegni, magari meno tecnici ma pieni di invenzione, ci raccontano un mondo visto con gli occhi di una bambina che gioca, sogna e ride. La forza di questo libro sta proprio qui: nel mostrare come due sguardi diversi possano intrecciarsi, contaminarsi, imparare l’uno dall’altro.
Gatti Sciolti è una collana che ha già abituato i lettori a fumetti diretti, coraggiosi, che non hanno paura di toccare temi personali, scomodi o intimi. Ma con Giochiamo insieme?, la collana raggiunge un nuovo livello di delicatezza e sincerità, portandoci una storia che parla di famiglia, gioco, ascolto e creatività condivisa. Non aspettatevi virtuosismi grafici o trovate narrative iper sofisticate: qui la forza è nella semplicità, nel cuore che palpita sotto ogni vignetta.
Per chi ama la pop culture, i fumetti e tutto ciò che ruota intorno ai mondi immaginari, questo libro è un piccolo promemoria di cosa ci ha fatti innamorare per la prima volta di queste storie: il gioco, il divertimento, la voglia di inventare insieme, senza preoccuparsi di perfezione o tecnica. È un invito non solo a leggere, ma a riscoprire la gioia di creare senza limiti, proprio come facevamo da bambini, quando bastavano due matite e un foglio per dar vita a mondi interi.
Quindi sì, ve lo consiglio caldamente. Perché in un panorama fumettistico che a volte si prende terribilmente sul serio, Giochiamo insieme? ci ricorda che le storie migliori spesso nascono quando ci lasciamo andare al gioco. E, diciamocelo, chi non vorrebbe un elfo pasticcione come Undici a portare un po’ di scompiglio (e dolcezza) nella propria vita?
Se vi va, dopo averlo letto, fatemi sapere cosa ne pensate! Condividete la vostra opinione, magari postando una foto del libro sui vostri social, raccontatemi se vi ha fatto sorridere, emozionare o tornare un po’ bambini. Perché, in fondo, il bello delle storie è proprio questo: giocare insieme.
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