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Gea 8: L’orda straniera è alle porte – Il penultimo capitolo dell’epica saga di Luca Enoch

Cari lettori di CorriereNerd.it, oggi vi porto in un viaggio che sa di nostalgia, adrenalina, rock e magia: stiamo per parlare di Gea, l’eroina ribelle nata dalla mente di Luca Enoch, che torna in libreria e fumetteria con l’ottavo, penultimo volume della sua saga: Gea 8. Verrà un’orda straniera, in arrivo il 18 luglio.

Se come me avete divorato i volumi precedenti, sapete già che leggere Gea è come tuffarsi in un uragano di emozioni: c’è azione, c’è dramma, c’è ironia pungente, e soprattutto c’è lei, Gea, la ragazza impossibile da incasellare. Ma per chi si fosse perso qualcosa (male, malissimo! Recuperate subito!), facciamo un piccolo ripasso.

Gea è pelle e ossa, allergica alla luce (letteralmente, è fotofobica), aspirante rocker armata di chitarra e anfibi consumati, con un cuore grande come il mondo che è chiamata a proteggere. Perché sì, Gea non è una semplice adolescente incasinata come tante: lei è un Baluardo, l’ultima linea di difesa contro le creature aliene che minacciano di invadere la Terra da altri piani di esistenza.

In questo ottavo volume, le cose precipitano. Il Grande Portale, che permetteva il passaggio tra i mondi, è stato distrutto, ma non prima che l’esercito della Razza Nemica riuscisse a infiltrarsi nel nostro piano. Non stiamo parlando di qualche demone solitario: stiamo parlando di un’orda, un vero esercito. E il loro piano è tanto semplice quanto devastante: spegnere la civiltà umana colpendo il cuore pulsante della nostra esistenza moderna — l’elettricità. Senza energia, senza comunicazioni, senza difese: un’apocalisse tecnologica.

Gea è stremata, fisicamente e psicologicamente. Non è più l’adolescente indistruttibile che ci ha fatto innamorare all’inizio della serie, ma è proprio questa sua fragilità a renderla più umana e, paradossalmente, più eroica. Dovrà proteggere i suoi amici più cari, assistere impotente allo sfacelo del mondo che conosceva e, nonostante tutto, trovare dentro di sé la forza per combattere. Si apre così la fase iniziale della Seconda Grande Guerra tra umani e “diavoli”.

Il volume raccoglie due episodi memorabili: Verrà un’orda straniera e Inverno di guerra. Due capitoli che suonano come titoli di concept album progressive rock, e in effetti la musica è da sempre un elemento centrale nell’universo di Gea. È la sua colonna sonora personale, il rifugio dove scaricare rabbia e frustrazione, ma anche la miccia che accende la sua determinazione.

Non mancano gli approfondimenti sul mondo di Gea e sulle creature che lo abitano, a testimonianza del meticoloso worldbuilding che Enoch ha tessuto fin dal primo volume. Dietro ogni mostro c’è una simbologia, dietro ogni battaglia c’è una riflessione più profonda sull’essere umano, sull’adolescenza, sull’inevitabilità del cambiamento.

E qui arriva il momento di parlare proprio di lui, Luca Enoch, l’uomo dietro la leggenda. Nato a Milano, Enoch ha iniziato come grafico e illustratore, facendo il suo esordio nel mondo del fumetto nei primi anni ’90. Chi ricorda Sprayliz, l’eroina urban-punk armata di bombolette spray? Era già lì che Enoch mostrava il suo talento per le protagoniste ribelli, marginali ma fortissime. Da Legs Weaver a Dragonero (che ha dato vita a una vera e propria saga fantasy alla Bonelli), passando per la cupa e visionaria Senzanima, Enoch non ha mai smesso di raccontare storie che mescolano azione, introspezione e una buona dose di critica sociale.

Con Gea, però, ha toccato un nervo scoperto per molti lettori della mia generazione. Perché Gea non è solo un’eroina fantasy: è un simbolo, un’amica immaginaria, una proiezione delle nostre insicurezze e delle nostre speranze adolescenziali. È la compagna perfetta per chi ha passato notti insonni a leggere con la pila sotto le coperte, per chi ha cercato conforto nelle chitarre distorte dei Nirvana o nei testi graffianti dei The Cure, per chi si è sentito alieno nel proprio stesso mondo.

E non possiamo dimenticare Cagliostro, il famiglio nero come la pece che accompagna Gea: un gatto che non è un semplice animale magico, ma una presenza ironica e affettuosa, spesso più saggia degli umani intorno a lui. La coppia Gea-Cagliostro funziona perché è perfetta nella sua imperfezione: lui è la spalla comica, la coscienza critica, il legame affettivo, tutto insieme.

Con l’uscita del volume 8, ci avviciniamo dunque alla fine di un viaggio lungo e indimenticabile, che si concluderà con il nono volume. Non vi nascondo che da fan ho già un misto di entusiasmo e malinconia all’idea di salutare Gea, come quando finisci una serie tv che ti ha tenuto compagnia per anni o chiudi l’ultimo capitolo di un romanzo che ti ha segnato.

Allora, cari lettori, vi chiedo: quali sono i vostri momenti preferiti della saga di Gea? Quale battaglia vi ha emozionato di più? E, soprattutto, come pensate che finirà questa grande avventura? Scrivetelo nei commenti qui sotto o, se preferite, condividete questo articolo sui vostri social usando l’hashtag #Gea8CorriereNerd. Perché parlare di fumetti, si sa, è già un po’ vivere altre vite. E insieme, queste vite diventano leggenda.


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Enrico Ruocco

Figlio della GOLDRAKE generation, l’amore che avevo da bambino per il fumetto è stato prima stritolato dall’invasione degli ANIME, poi dall’avvento dei Blockbuster e annientato completamente dai giochi prima per PC e poi per CONSOLE.
In seguito con l’arrivo del nuovo millennio, il tanto temuto millennium bug , ha fatto riaffiorare in me una passione sopita soprattutto grazie ad INTERNET.
Era il 2000 quando finalmente in Italia internet diventava sempre più commerciale, ed io decisi di iniziare la mia avventura sul web creando il mio sito TUTTOCARTONI. Sito nato da una piccola ricerca fatta fra quello che “tirava” sul web e le mie passioni. Sappiamo bene cosa tira di più sul web … sinceramente non lo ritenni adatto a me, poi c’era lo sport, altra mia passione ma campo altamente minato. Infine c’erano i cartoon e i fumetti…beh qua mi sentivo preparato e soprattutto pensavo di trovare un mondo PACIFICO…
Man mano che passava il tempo l’interesse si spostava sempre più verso il fumetto, ed oggi, nel 2017, guardandomi indietro e senza vantarmi troppo posso considerarmi un blogger affermato e conosciuto, uno dei padri degli eventi salernitani dedicati al mondo del fumetto ma soprattutto lettore di COMICS di ogni genere.

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