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Fumetti nel Chill: a Firenze la Resistenza diventa graphic novel tra chiacchiere, memoria e birre condivise

Firenze ha un modo tutto suo di mescolare cultura alta e cultura pop, militanza e musica live, memoria storica e fumetti spillati. E quando queste dimensioni si incontrano in uno spazio che profuma di circolo, palco e discussioni accese, succede qualcosa di speciale. Si chiama Fumetti nel Chill, e già il titolo è una dichiarazione d’intenti: niente cattedre, niente lezioni frontali, ma chiacchiere da bar su storie disegnate e altre faccende solo apparentemente “poco serie”.
Il terzo appuntamento di questo ciclo firmato dalla Biblioteca del Libro Illustrato e del Fumetto riporta al centro una domanda che noi nerd ci facciamo da sempre: il fumetto può raccontare la Storia con la S maiuscola? E soprattutto, può farlo senza perdere la sua anima pop?
La risposta passa da una serata che promette di essere densa, appassionata e anche un po’ necessaria.
Pier Luigi Gaspa e ottant’anni di Resistenza a fumetti
Venerdì 20 febbraio 2026, alle 19.00, alla Casa del Popolo Il Progresso, arriva uno di quei nomi che nel panorama italiano del fumetto non hanno bisogno di presentazioni: Pier Luigi Gaspa.
Il punto di partenza è il suo saggio Sciuscià e i suoi fratelli. Partigiani e Resistenza nel Fumetto, un titolo che già vibra di immaginario popolare, cinema neorealista e carta stampata ingiallita dal tempo. Gaspa non si limita a fare un excursus cronologico: attraversa oltre ottant’anni di fumetti dedicati alla Resistenza, dalle strisce del 1944 fino alle graphic novel contemporanee che oggi riempiono scaffali e feed social.
E qui viene il bello.
Perché parlare di Resistenza nel fumetto significa raccontare come la lotta partigiana, la Liberazione, il coraggio e le contraddizioni di quegli anni siano passati attraverso linguaggi diversissimi. Dalle pubblicazioni nate quasi in tempo reale, mentre la guerra non era ancora finita, fino ai fumetti d’autore più intimisti, passando per il seriale popolare che magari leggevamo da ragazzini senza renderci conto del peso storico che portava con sé.
Il fumetto, in fondo, ha sempre avuto questa doppia anima. Intrattenimento e strumento civile. Avventura e memoria. E Gaspa sembra volerci ricordare proprio questo: che le storie disegnate non sono evasione, ma spesso sono uno dei modi più potenti per tenere viva una memoria collettiva.
Sciuscià, partigiani e immaginario condiviso
Il titolo del saggio evoca Sciuscià, e basta quella parola per aprire un portale mentale. Bambini di strada, dopoguerra, macerie e sogni infranti. Ma nel percorso tracciato da Gaspa, quei ragazzi diventano simbolo di un’intera generazione di personaggi che hanno attraversato le pagine dei fumetti raccontando scelte difficili, conflitti morali, responsabilità.
L’idea che la Resistenza sia stata narrata attraverso balloon e vignette può sorprendere chi associa il fumetto solo ai supereroi in calzamaglia. Ma chi frequenta davvero la nona arte sa che la sua forza sta proprio nella capacità di parlare a tutti, con codici accessibili ma stratificati.
Dalle prime pubblicazioni del 1944, nate in un’Italia ancora ferita, fino alle opere contemporanee che rileggono quegli eventi con uno sguardo critico e magari disilluso, il filo rosso è uno solo: il bisogno di raccontare. Di non dimenticare. Di trasformare la memoria in immaginario condiviso.
E in questo senso, il fumetto diventa archivio emotivo oltre che storico.
Un dialogo vero, tra chi vive il fumetto
La serata non sarà una conferenza ingessata. Gaspa dialogherà con Davide Morena e Gianluca Lamendola, in un confronto aperto, dentro quell’atmosfera preserale che alla Casa del Popolo Il Progresso sa di birra condivisa e palco pronto per i concerti.
Dalle 19.00 alle 20.30, prima che la musica prenda il sopravvento con le serate organizzate dall’associazione La Chute, si parlerà di partigiani disegnati, di tavole che raccontano la Liberazione, di come cambia il linguaggio ma non la necessità di raccontare.
E questo dettaglio per me è fondamentale. Il fumetto che dialoga con la musica, con il territorio, con uno spazio che è simbolo di resistenza culturale. Non in senso retorico, ma concreto. Un circolo che ospita autori, studiosi, appassionati. Una comunità che si ritrova.
L’ingresso è gratuito per i soci Arci, e già questo dice molto sul tipo di pubblico che si vuole coinvolgere: persone che partecipano, che scelgono di esserci, che vedono nella cultura qualcosa di vivo.

Fumetti nel Chill: non solo Resistenza
Il ciclo di incontri non si esaurisce con Gaspa. La settimana successiva si cambia atmosfera con il Japan flavours & primitive guitars festival e un workshop di ideogrammi giapponesi a cura di Luigi Gatti. Un salto laterale che racconta benissimo la natura trasversale di questo progetto: dalla Resistenza italiana ai segni della cultura nipponica, in un continuum che ogni nerd sente familiare.
Poi, il 6 marzo, sarà la volta di Gianluca Lamendola con un titolo che già accende le antenne: Elementare, Matsuda! I manga polizieschi tra tradizione letteraria e cultura contemporanea. Sherlock Holmes che incontra il manga crime, insomma. E ditemi se non è materiale perfetto per discussioni infinite.
Questa alternanza tra memoria storica e immaginario globale è la cifra di un progetto che non vuole chiudersi in una nicchia, ma esplorare le mille declinazioni del fumetto come linguaggio.
Perché parlare di Resistenza oggi, tra graphic novel e community nerd?
La domanda forse più interessante resta sospesa tra le pareti del circolo: perché tornare sulla Resistenza nel 2026, attraverso il fumetto?
Perché ogni generazione ha bisogno delle proprie immagini per capire il passato. E il fumetto, più di altri linguaggi, riesce a parlare a chi magari non aprirebbe un saggio storico, ma si lascia catturare da una tavola disegnata bene.
La Resistenza raccontata a fumetti non è solo celebrazione. È conflitto, è ambiguità, è scelta. È il racconto di ragazzi e ragazze che si sono trovati davanti a un bivio, spesso senza manuale di istruzioni. E se oggi amiamo le storie di eroi imperfetti, di anti-eroi tormentati, forse è anche perché la realtà storica è stata molto più complessa di qualsiasi narrazione semplificata.
Gaspa sembra volerci invitare proprio a questo: guardare alle storie disegnate come a uno specchio, non come a una fuga.
Firenze, fumetti e memoria: un appuntamento da non perdere
Venerdì 20 febbraio 2026, ore 19.00, Via Vittorio Emanuele II 135. Firenze. Casa del Popolo Il Progresso.
Un libro che attraversa ottant’anni di fumetti sulla Resistenza. Uno studioso che ha dedicato anni a scavare tra tavole, albi e archivi. Un dialogo aperto in uno spazio che fa della cultura condivisa la sua missione quotidiana.
Se amate il fumetto non solo come intrattenimento ma come strumento di lettura del mondo, questo è uno di quegli appuntamenti che lasciano qualcosa. Magari non una risposta definitiva, ma nuove domande sì.
E adesso passo la parola a voi.
Avete mai letto un fumetto sulla Resistenza che vi ha colpito davvero? Pensate che la graphic novel possa raccontare la Storia meglio di un manuale scolastico? Oppure vi sembra ancora un linguaggio sottovalutato quando si parla di memoria civile?
Parliamone nei commenti. Perché, in fondo, il bello di incontri come Fumetti nel Chill è proprio questo: trasformare le storie disegnate in conversazioni vive.
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