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Melegnano Comics by ESET 2026: due giorni di fumetti, cosplay e gaming a ingresso gratuito

11 Aprile - 12 Aprile

Aprile ha un modo tutto suo di accendere certe vibrazioni, una specie di richiamo silenzioso che passa dalle dita e arriva dritto alla memoria, come quando apri una scatola di carte Pokémon dimenticata da anni e all’improvviso ti ricordi esattamente chi eri mentre le collezionavi, e in quel flusso un po’ nostalgico e un po’ elettrico si inserisce perfettamente il ritorno di Melegnano Comics by ESET, che l’11 e il 12 aprile 2026 si prepara a trasformare la città in un piccolo universo condiviso dove la cultura nerd smette di essere qualcosa da consumare in solitaria e torna a essere quello che dovrebbe sempre essere: un’esperienza viva, rumorosa, piena di risate, di sguardi complici e di “passami il controller un attimo” che in realtà dura mezz’ora.

Entrare al Melegnano Comics non ha mai avuto quell’effetto da grande fiera dispersiva dove ti senti una particella in mezzo al caos, ma piuttosto qualcosa di più intimo, quasi domestico, come se ogni stand, ogni tavolo, ogni persona fosse lì non per venderti qualcosa ma per condividere un pezzo della propria passione, e questa è una differenza enorme, perché cambia completamente il modo in cui vivi tutto, dal primo passo dentro l’evento fino all’ultimo saluto che non vorresti mai fare. Qui il tempo sembra piegarsi alle relazioni, non alle code, e anche chi arriva per la prima volta finisce per sentirsi parte di qualcosa già dopo pochi minuti.

 

E poi ci sono gli ospiti, che non sono mai semplici “nomi in locandina” ma diventano presenza reale, dialogo, scambio umano. Quando una figura come Valentina Gessaroli sale sul palco, non hai la sensazione di assistere a una lezione, ma a un racconto che si intreccia con il tuo immaginario, con quello che hai vissuto tra film, serie e campagne di gioco, e quel viaggio tra archetipi, personaggi e simboli finisce per farti riflettere su quanto le storie che amiamo siano anche specchi, mappe, strumenti per capire noi stessi.

Poi arriva il momento in cui la magia diventa voce, e non è una metafora, perché sentire parlare dal vivo persone come Francesco De Francesco, Daniele Di Matteo, Guendalina Ward e Livia Amatucci ti fa capire quanto lavoro invisibile esista dietro ogni scena che ci ha fatto trattenere il respiro in Squid Game, quanto ogni pausa, ogni inflessione, ogni silenzio sia costruito con una precisione quasi chirurgica, e in quel momento il doppiaggio smette di essere qualcosa che “dai per scontato” e diventa una forma d’arte che merita tutta la tua attenzione.

La domenica cambia ritmo ma non intensità, perché quando sul palco sale la redazione di Lercio.it succede qualcosa di speciale, una specie di cortocircuito tra realtà e parodia che ti fa ridere mentre ti accorgi che stai anche capendo meglio il mondo intorno a te, e non è una cosa così comune, anzi è forse una delle forme più intelligenti di intrattenimento che possiamo permetterci oggi, soprattutto in un panorama dove distinguere il vero dal falso è diventato quasi un gioco a livelli.

E poi, come se non bastasse, arriva lui, una presenza che per molti di noi coincide con interi pezzi di infanzia, di pomeriggi davanti alla TV, di citazioni ripetute senza nemmeno accorgercene: Pietro Ubaldi. Sentirlo dal vivo non è solo un incontro, è un viaggio temporale, perché in pochi secondi può passare da Doraemon a Patrick Stella fino a Taz, e tu sei lì, adulto, magari con mille responsabilità, ma in quel momento torni esattamente a quando tutto era più semplice e bastava una risata per sistemare ogni cosa.

Camminando tra gli spazi del festival succede qualcosa che chi vive davvero la cultura nerd riconosce subito, quella continuità naturale tra mondi diversi che fuori da qui sembrano separati, ma che qui si parlano senza bisogno di traduzione, perché puoi passare da una sessione con La Tana dei Goblin Lodi dove i dadi raccontano storie fatte di strategia e intuizione, a un’avventura narrativa con Tarantasia dove ogni scelta cambia davvero il corso degli eventi, e poi ritrovarti pochi metri più in là con un controller in mano nell’area di Pokémon Millennium, immerso tra tornei, retrogaming e quella sensazione di community che raramente riesce a uscire dallo schermo con la stessa intensità.

Il cosplay, come sempre, diventa linguaggio, grazie all’energia di Cosplay & Nerd, e non importa se sei lì con un costume perfetto o semplicemente con la curiosità negli occhi, perché la bellezza sta proprio in quell’atto di trasformazione collettiva che rende ogni persona parte dello spettacolo, mentre poco più in là i diorami di Sbricko dimostrano che la creatività può ancora essere qualcosa di concreto, tangibile, costruito pezzo dopo pezzo con una pazienza che oggi sembra quasi rivoluzionaria.

E poi il gaming, quello competitivo, quello che ti fa stringere i denti e trattenere il respiro, prende vita nella Gaming Zone dove titoli come Fortnite e Quake Champions diventano terreno di sfida reale, faccia a faccia, senza filtri, senza lag, solo riflessi, istinto e adrenalina, ed è lì che capisci quanto sia diverso giocare davvero insieme rispetto a farlo dietro uno schermo.

Dietro tutto questo, quasi in sottofondo ma fondamentale, c’è il supporto di ESET e degli altri partner, che non si limitano a “esserci”, ma rendono possibile un evento che resta gratuito, accessibile, aperto a tutti, ed è una cosa che non dovrebbe mai essere data per scontata, soprattutto oggi.

Melegnano Comics by ESET 2026 non è una semplice tappa nel calendario delle fiere, è uno di quei momenti in cui ti ricordi perché ami tutto questo, perché continui a emozionarti davanti a una storia, a un gioco, a una voce, a un costume, ed è anche uno di quei rari spazi dove puoi farlo insieme agli altri senza sentirti fuori posto, anzi, sentendoti esattamente dove dovresti essere. E alla fine, mentre esci con le tasche piene di gadget e la testa piena di immagini, resta una sensazione precisa, difficile da spiegare ma facilissima da riconoscere: quella di aver condiviso qualcosa di vero, qualcosa che esiste solo quando le passioni smettono di essere individuali e diventano comunità.


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