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Giocattorino 2026: il grande ritorno del giocattolo vintage sotto i portici di Torino

14 Marzo @ 8:00 - 18:00

Segnate la data sul calendario con un pennarello rosso, di quelli indelebili come i ricordi d’infanzia: 14 marzo 2026. Sotto i portici di Torino, in una delle piazze più iconiche e cinematografiche della città, torna Torino Giocattorino, la mostra mercato dedicata al giocattolo vintage e da collezione che promette di trasformare una giornata qualunque in un viaggio interdimensionale tra bambole, robottoni, fumetti, vinili e giochi da tavolo leggendari.

Dalle 8 alle 18, Piazza Statuto si trasforma in un corridoio temporale. Un luogo dove la plastica colorata degli anni Ottanta incontra il legno lavorato dei primi del Novecento, dove le scatole un po’ rovinate raccontano più storie di qualsiasi manuale di storia contemporanea. E sì, sto parlando proprio di quei balocchi che credevamo silenziosi e dimenticati, e che invece tornano a parlarci con una voce fortissima.

Torino Giocattorino 2026: la nostalgia diventa esperienza

Organizzato dall’Associazione Casa Malta con la direzione artistica di Paola Paolucci, l’evento non è soltanto una mostra mercato di collezionismo. È una dichiarazione d’amore verso tutto ciò che ha costruito la nostra identità geek prima ancora che la parola “geek” diventasse cool.

Giocattorino mette insieme collezionismo, giochi, libri, fumetti e vinili in un mosaico che attraversa oltre un secolo di immaginario. Si passa dalle bambole iconiche come Barbie e Tanya ai robottoni che hanno acceso le nostre fantasie mecha, dai giochi di società cult come “Il Piccolo Chirurgo” e “Risiko” fino a chicche rarissime che fanno brillare gli occhi ai collezionisti più navigati, come “Ryu il ragazzo delle caverne”.

E qui permettetemi una confessione personale. Davanti a certi pezzi non si resta freddi. Si sente proprio quella fitta allo stomaco, quella sensazione di ritorno a casa che solo un oggetto del passato sa regalare. Perché un giocattolo non è mai solo un oggetto: è un frammento di identità.

Dal primo ’900 agli anni Novanta: una geografia ludica che racconta chi siamo

Passeggiare tra gli stand di Torino Giocattorino significa attraversare un atlante emotivo. Ogni banco è una tappa di un viaggio che parte dagli anni del primo Novecento e arriva fino alle generazioni cresciute tra anime pomeridiani e telefilm cult.

Non è solo una questione di nostalgia. È antropologia pop. È osservare come il modo di giocare abbia modellato linguaggi, posture, sogni.

La mostra mercato diventa così un laboratorio culturale a cielo aperto. Famiglie che si confrontano, genitori che raccontano ai figli cosa significasse aspettare un gioco per mesi, magari segnato su un catalogo natalizio. Ragazzi che scoprono per la prima volta nomi come “Animillo”, “The Other World”, “Bestioids – i guerrieri della mutazione” o “Bebi Mia”, titoli che sembrano usciti da una timeline alternativa ma che, per qualcuno, sono stati l’universo intero.

Collezionismo e cultura nerd: molto più di un passatempo

Chi ancora pensa che il collezionismo di giocattoli sia un capriccio infantile non ha mai respirato l’aria di un evento come Torino Giocattorino. Qui si capisce che dietro ogni pezzo da collezione c’è ricerca, memoria, cura. C’è la voglia di preservare un patrimonio culturale che troppo spesso viene sottovalutato.

Il fumetto vintage, il gioco da tavolo fuori produzione, il vinile con la sigla di un cartone animato: tutto concorre a disegnare una mappa della cultura pop italiana e internazionale. E in una città come Torino, da sempre attenta alle sue radici culturali, questo tipo di evento assume un valore ancora più forte.

Non si tratta soltanto di comprare o vendere. Si tratta di raccontare. Di ascoltare le storie degli espositori, di scoprire aneddoti improbabili, di vedere brillare gli occhi di chi trova finalmente quel pezzo mancante alla propria collezione. È un rito collettivo che unisce generazioni diverse sotto gli stessi portici.

Aree gioco gratuite e community: il lato vivo dell’evento

Torino Giocattorino non si limita alla dimensione espositiva. Le aree gioco gratuite permettono di tornare bambini per qualche ora, di sedersi a un tavolo e riscoprire il piacere del gioco condiviso. E questa è forse la parte più bella: il gioco che torna a essere incontro.

In un’epoca dominata dagli schermi e dalle notifiche, riscoprire la fisicità di una pedina, il rumore di una scatola che si apre, l’odore della carta stampata diventa quasi un atto rivoluzionario. Un modo per ricordarci che il divertimento non è solo consumo rapido, ma tempo di qualità.

Informazioni utili per partecipare a Torino Giocattorino 2026

L’appuntamento è fissato per sabato 14 marzo 2026, dalle 8 alle 18, sotto i portici di Piazza Statuto a Torino. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’Associazione Casa Malta ai numeri 011/19908438, 3483577275 o 3770854119.

Ma al di là dei dettagli tecnici, la vera domanda è un’altra. Siete pronti a lasciarvi sorprendere? Siete pronti a rimettere le mani su un pezzo della vostra storia?

Torino Giocattorino non è soltanto un evento dedicato al giocattolo vintage e da collezione. È un portale temporale che si apre per un giorno, un’occasione per riscoprire la magia del gioco e la forza della memoria condivisa.

Raccontatemi nei commenti qual è il giocattolo che ha segnato la vostra infanzia. Quello che, se lo rivedeste su un banco sotto i portici di Piazza Statuto, vi farebbe battere il cuore come allora. Perché la cultura nerd, quella vera, nasce anche da lì: da una scatola impolverata che aspetta solo di essere riaperta.


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