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EXTRA Sci-Fi Festival Verona 2026: fantascienza, anime cult e visioni dal futuro conquistano la città

12 Marzo - 29 Marzo

Marzo porta sempre con sé una strana magia per chi ama la fantascienza. Forse dipende dal fatto che la primavera somiglia a un piccolo reboot del mondo, oppure perché proprio in questo periodo festival, rassegne e proiezioni speciali iniziano a moltiplicarsi come universi paralleli. Verona, città di pietra antica e romanticismo shakespeariano, si prepara ancora una volta ad aprire una finestra su dimensioni alternative grazie alla quinta edizione dell’EXTRA Sci-Fi Festival Verona, una manifestazione ormai diventata appuntamento fisso per chi vive di cinema fantastico, immaginari distopici e sperimentazioni visive.

Dal 12 al 29 marzo 2026, tra sale cinematografiche storiche, luoghi culturali e spazi universitari, la città scaligera accoglierà quindici eventi dedicati al cinema di fantascienza e al cinema di genere. Non si tratta soltanto di una rassegna cinematografica: la sensazione è quella di entrare in una piccola costellazione culturale che mescola film, cortometraggi, masterclass, incontri accademici, libri illustrati e attività per le nuove generazioni di nerd in erba.

Cinema Nuovo San Michele, Cinema Alcione e altri spazi culturali cittadini diventeranno per quasi tre settimane un laboratorio di immaginari futuri, ospitando proiezioni, incontri e momenti di confronto che attraversano il genere sci-fi da prospettive molto diverse.

E fidatevi: il programma sembra costruito apposta per chi vive la fantascienza non solo come intrattenimento, ma come lente attraverso cui leggere il presente.


Un festival sci-fi che cresce anno dopo anno

La quinta edizione dell’EXTRA Sci-Fi Festival rappresenta un nuovo passo nella crescita di un progetto culturale nato dal basso. L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale Anarres con l’obiettivo di diffondere la cultura della fantascienza e del fantastico andando oltre il semplice intrattenimento cinematografico.

Dietro la rassegna si nasconde una visione molto chiara: usare la fantascienza come strumento per esplorare temi sociali, politici e scientifici che riguardano il nostro presente. In altre parole, raccontare il futuro per comprendere meglio il mondo in cui viviamo.

La collaborazione con due festival storici del panorama italiano rafforza ulteriormente questo approccio. Da un lato il Trieste Science+Fiction Festival, riferimento assoluto per il cinema sci-fi in Italia; dall’altro il TOHorror Fantastic Film Fest, manifestazione torinese che da oltre venticinque anni celebra il lato oscuro e fantastico del cinema di genere.

Proprio da questi due eventi provengono molte delle opere selezionate per il festival veronese: lungometraggi e cortometraggi scelti tra le produzioni più interessanti presentate negli ultimi mesi nel circuito internazionale del cinema fantastico.


L’apertura con un capolavoro anime: L’uovo dell’angelo

La serata inaugurale promette già di essere uno di quei momenti che ogni appassionato di animazione giapponese sogna di vivere sul grande schermo.

Il festival prende il via con una proiezione speciale di “Tenshi no Tamago”, conosciuto in Italia come L’uovo dell’angelo, opera visionaria diretta da Mamoru Oshii. Tre proiezioni consecutive permetteranno al pubblico di immergersi in uno degli anime più enigmatici e poetici mai realizzati.

Per chi frequenta il mondo degli anime da anni, il film rappresenta qualcosa di quasi mitologico. Un racconto minimalista, simbolico e profondamente filosofico che ha segnato l’immaginario dell’animazione giapponese e che continua ancora oggi a influenzare autori e registi.

A introdurre la proiezione sarà Marco Bellano, docente di History of Animation all’Università di Padova e autore del volume Che cos’è un cartone animato. La presenza di uno studioso dell’animazione promette di trasformare la visione in una vera esperienza critica, arricchendo il film con chiavi di lettura e contesti storici.


Tra cult immortali e nuovi film da scoprire

Uno degli aspetti più affascinanti dell’EXTRA Sci-Fi Festival Verona sta nella capacità di affiancare grandi classici del passato a produzioni contemporanee, creando un dialogo continuo tra epoche diverse della fantascienza.

Tra le proiezioni cult spicca il leggendario “Il pianeta delle scimmie” del 1968, adattamento cinematografico del romanzo di Pierre Boulle che ha rivoluzionato il modo di raccontare la distopia al cinema. Guardarlo oggi significa confrontarsi con una visione che continua a interrogare il rapporto tra civiltà, evoluzione e potere.

Accanto a questo monumento della fantascienza arriva un altro titolo che ogni nerd ha nel DNA: “Fuga da New York”, il capolavoro cyberpunk di John Carpenter con Kurt Russell nei panni di Snake Plissken. Atmosfere sporche, città decadenti e una tensione politica che oggi appare quasi profetica.

A completare la trilogia della mini-rassegna “Escape from Dystopia” troviamo “I figli degli uomini” di Alfonso Cuarón, film che negli anni è diventato una pietra miliare del cinema distopico moderno grazie alla sua visione cupa ma potentemente umana di un mondo senza futuro.

Questi tre classici non saranno semplicemente proiettati: ogni visione verrà accompagnata da masterclass curate dalla redazione de I 400 Calci, rivista online celebre per il suo approccio ironico e appassionato alla critica cinematografica.

Chi frequenta quel sito sa bene cosa aspettarsi: analisi profonde, linguaggio pop e una sana dose di nerdaggine.


Il concorso tra fantascienza sperimentale e body horror

La sezione competitiva del festival include sei lungometraggi provenienti dal circuito internazionale dei festival di genere.

Tra i titoli più attesi figura “Meanwhile on Earth” del regista francese Jérémy Clapin, autore capace di mescolare fantascienza e introspezione emotiva in modo sorprendente.

Atmosfere completamente diverse caratterizzano “The Invisible Raptor”, film che promette un approccio ironico e sopra le righe al genere sci-fi. Creatura invisibile, scienziati disperati e una narrazione volutamente sopra le righe sembrano perfetti per chi ama il lato più folle del cinema fantastico.

Curiosità particolare circonda anche “Deathstalker”, nuova reinterpretazione di uno dei cult sword & sorcery più iconici degli anni Ottanta, firmata da Steven Kostanski, autore noto per lavori come The Void e Psycho Goreman.

Chi cerca visioni più estreme troverà pane per i propri denti con “Else”, opera del regista francese Thibault Emin che promette un viaggio filosofico nel body horror contemporaneo.


Cortometraggi da tutto il mondo

Il formato breve rimane una delle forme più pure di sperimentazione cinematografica, e il festival dedica ampio spazio anche ai cortometraggi.

Produzioni provenienti da Irlanda, Spagna, Francia, Canada, Grecia e Italia compongono una selezione che attraversa generi e linguaggi molto diversi. Alcuni lavori esplorano scenari distopici, altri giocano con il surrealismo o con la fantascienza filosofica.

Tra i titoli presentati figurano Save Me From Heaven, Pobre Marciano, Le altre vite, Itération, Soap Box, The Synthetic Age e il curioso /HAAW/.

Visioni rapide ma spesso potentissime, capaci di raccontare universi complessi in pochi minuti.


Fantascienza anche per i più piccoli

Uno degli aspetti più belli del festival riguarda l’attenzione dedicata ai giovani spettatori. La rassegna “Piccoli alieni”, ospitata al Cinema Alcione nelle domeniche di marzo, porta sul grande schermo tre classici che hanno formato intere generazioni di nerd.

Steven Spielberg guida il viaggio con E.T. l’extra-terrestre, film che ha insegnato a milioni di spettatori che la fantascienza può essere anche una storia di amicizia.

Seguono Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi, avventura scientifica anni Novanta che ha fatto sognare chiunque abbia immaginato di esplorare un giardino come se fosse una giungla aliena, e Il gigante di ferro, capolavoro animato di Brad Bird capace di far piangere anche gli spettatori più coriacei.

Le proiezioni saranno precedute da attività a tema per bambini: cacce all’alieno, quiz dal vivo e un laboratorio creativo dedicato alla costruzione di robot.


Fantascienza e accademia: una giornata di studi all’Università di Verona

La dimensione culturale del festival si estende anche al mondo accademico.

Presso il Polo Santa Marta dell’Università di Verona si terrà una giornata di studi intitolata “Le cose. Materiali e risorse (in)naturali nella fantascienza anglofona”.

Il tema può sembrare specialistico, ma tocca in realtà uno degli aspetti più affascinanti della fantascienza: il modo in cui materiali, tecnologie e risorse naturali diventano elementi simbolici nelle narrazioni speculative.

Ricercatori e studiosi analizzeranno il ruolo di questi elementi nei mondi immaginari della letteratura e del cinema, collegando le storie di fantascienza alle questioni ecologiche e politiche del presente.


Libri, illustrazione e cultura nerd

Cinema e letteratura fantastica hanno sempre dialogato tra loro. Proprio per questo il festival ospita anche la presentazione dell’artbook “Chimera” dell’illustratore Luca Falesiedi, artista che ha firmato l’immagine ufficiale dell’edizione 2026.

L’evento sarà accompagnato dalla proiezione di alcuni cortometraggi selezionati dalle ultime edizioni del Trieste Science+Fiction Festival e del TOHorror Fantastic Film Fest.

Durante tutte le giornate della manifestazione saranno presenti spazi dedicati ai libri e ai fumetti curati da librerie specializzate, trasformando le sale cinematografiche in piccoli avamposti della cultura nerd.


Fantascienza come linguaggio culturale

Dietro tutto questo programma si intravede una visione molto chiara: trattare la fantascienza non come semplice intrattenimento, ma come linguaggio culturale capace di raccontare il nostro tempo.

Secondo gli organizzatori, il festival nasce proprio con l’obiettivo di diffondere la cultura del fantastico attraversando più discipline: cinema, letteratura, teatro, arte e persino speculazione scientifica.

L’ambizione dichiarata è trasformare EXTRA Sci-Fi Festival Verona in un punto di riferimento regionale per tutti gli appassionati del genere, ampliando la proposta culturale della città anche al di fuori del periodo del festival.

Un obiettivo che, a giudicare dall’energia della manifestazione, sembra tutt’altro che irrealistico.


Fantascienza, community e immaginazione condivisa

Guardando il programma della quinta edizione si ha la sensazione che questo festival sia nato soprattutto per creare incontri.

Incontri tra appassionati, tra studiosi e spettatori, tra vecchie generazioni cresciute con i classici della fantascienza e nuove generazioni che scoprono il genere attraverso anime, videogiochi e cinema contemporaneo.

La fantascienza ha sempre avuto questa capacità: creare comunità.

Riunire persone diverse attorno alla stessa domanda gigantesca che attraversa ogni storia del genere: e se il futuro fosse diverso da come lo immaginiamo?

Marzo, Verona e una manciata di sale cinematografiche diventano così una piccola porta dimensionale pronta a spalancarsi su galassie lontane, città distopiche, robot malinconici e alieni gentili.

E a questo punto la domanda passa direttamente a voi, community nerd: quale film non vedete l’ora di recuperare sul grande schermo?


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