- Questo evento è passato.
Cocco Bill contro la guerra: le tavole originali di Benito Jacovitti in mostra a Bolognano di Arco

L’umorismo ha sempre avuto una strana capacità: riesce a infilarsi tra le pieghe della realtà, disinnescare le certezze e raccontare persino gli argomenti più scomodi con una forza che spesso sfugge ai discorsi più solenni. Chi è cresciuto divorando fumetti italiani lo sa bene, perché pochi autori hanno saputo usare il paradosso come arma narrativa con la genialità di Benito Jacovitti. Le sue pagine sembravano esplodere di dettagli assurdi, salami appesi ovunque, vermi con gli occhi, cavalli improbabili e personaggi fuori da qualsiasi logica, eppure dietro quel caos perfettamente orchestrato si nascondeva uno sguardo lucidissimo sulla società. Per questo motivo l’arrivo di alcune sue tavole originali in Trentino rappresenta molto più di una semplice esposizione dedicata a un grande maestro del fumetto italiano.
Dal 10 al 26 luglio lo Spazio Nemos di Bolognano di Arco ospiterà “Cocco Bill contro la guerra!”, una mostra organizzata dall’associazione Il Paradosso APS insieme alla sezione trentina di Emergency, capace di mettere in dialogo arte, satira e memoria civile attraverso uno dei personaggi più iconici mai usciti dalla matita di Jacovitti. L’appuntamento inaugurale, fissato per venerdì 10 luglio alle ore 20, promette di trasformarsi in qualcosa di molto diverso dalla classica apertura di una mostra, perché il percorso costruito attorno alle opere invita il pubblico a guardare oltre il disegno, oltre la gag, oltre la risata.
Per chi ama davvero il fumetto italiano, Benito Jacovitti rappresenta una figura impossibile da imitare. Basta osservare una sua tavola per riconoscerla a colpo d’occhio. Ogni centimetro dello spazio sembra vivere di vita propria, popolato da oggetti senza alcuna funzione apparente, animali che osservano il lettore, personaggi che sembrano ignorare qualsiasi legge della fisica e una quantità impressionante di microstorie che convivono nello stesso riquadro. Una ricchezza grafica che ancora oggi lascia increduli, soprattutto se si pensa al lavoro manuale necessario per raggiungere un simile livello di dettaglio.
In mezzo a questo universo surreale continua a cavalcare Cocco Bill, probabilmente il personaggio più celebre creato dall’autore. Il cowboy che preferisce la camomilla al whisky è diventato negli anni un simbolo di anticonformismo tutto italiano, una parodia affettuosa del western americano capace di ribaltare continuamente le convenzioni del genere. Mentre altri eroi affrontavano pistoleri e banditi con tono epico, lui attraversava scenari assurdi mantenendo sempre quello spirito ironico che rendeva ogni avventura imprevedibile.
Proprio questa apparente leggerezza costituisce uno degli aspetti più affascinanti dell’opera di Jacovitti. Molti ricordano le sue storie soltanto per l’umorismo travolgente, ma basta fermarsi qualche istante in più davanti alle sue tavole per accorgersi di quanto fosse sottile il modo con cui riusciva a raccontare il potere, l’assurdità dei conflitti, le contraddizioni della società e l’insensatezza della violenza. Senza trasformarsi in un autore moralista, riusciva a insinuare dubbi, a smontare stereotipi e a mettere il lettore davanti alle proprie convinzioni utilizzando la satira come strumento di riflessione.
La scelta di dedicare questa esposizione proprio al rapporto tra Cocco Bill e la guerra assume quindi un significato particolarmente forte. L’umorismo diventa un linguaggio universale capace di affrontare uno dei temi più drammatici della storia umana senza perdere profondità. Una risata, in questo caso, non serve a banalizzare il dolore, ma a mettere in crisi quei meccanismi che spesso rendono accettabile ciò che accettabile non dovrebbe mai diventare.
Trovo affascinante il fatto che un personaggio nato decenni fa riesca ancora a dialogare con il presente. Viviamo immersi in un flusso continuo di immagini, notizie e conflitti raccontati quasi in tempo reale, tanto da rischiare di sviluppare una pericolosa assuefazione. Rivedere oggi le tavole originali di Jacovitti significa rallentare, osservare il tratto, cogliere le sfumature e lasciarsi sorprendere dalla modernità del suo linguaggio. Alcuni autori sembrano appartenere esclusivamente al proprio tempo; altri, invece, continuano a parlare alle generazioni successive senza perdere un grammo della loro forza espressiva.
A rendere ancora più preziosa l’inaugurazione contribuirà la presenza del curatore Alessandro Santi, che accompagnerà i visitatori attraverso il percorso espositivo raccontando il contesto creativo e artistico delle opere. Sarà un’occasione rara per entrare nei retroscena di una produzione che continua a influenzare illustratori, fumettisti e appassionati di narrativa disegnata.
Il collegamento online con Silvia Jacovitti aggiungerà inevitabilmente una dimensione ancora più personale all’evento. Ascoltare i ricordi della figlia di un autore così importante significa avvicinarsi non soltanto al professionista celebrato dai libri di storia del fumetto, ma anche all’uomo che viveva dietro quella matita instancabile, capace di inventare mondi interi partendo da un semplice foglio bianco.
Manifestazioni come questa ricordano quanto il fumetto abbia conquistato, finalmente, il riconoscimento culturale che meritava da sempre. Per troppo tempo le nuvole parlanti sono state considerate un linguaggio minore, quasi un passatempo destinato esclusivamente ai più giovani. Oggi nessuno può più sostenere una simile tesi senza ignorare decenni di produzione artistica capace di affrontare filosofia, politica, memoria storica, diritti civili e identità attraverso immagini che spesso arrivano più in profondità di molte pagine di saggistica.
Osservare dal vivo una tavola originale cambia completamente la percezione dell’opera. Le correzioni, il segno della china, la pressione della mano, le imperfezioni della carta raccontano un processo creativo che nessuna ristampa riesce davvero a restituire. Chi frequenta mostre dedicate al fumetto conosce quella sensazione particolare che si prova davanti agli originali: improvvisamente il disegno smette di essere soltanto un’immagine stampata e torna a essere un oggetto fisico, costruito con pazienza, talento e una quantità impressionante di lavoro invisibile.
L’iniziativa promossa insieme a Emergency aggiunge inoltre una dimensione etica che dialoga perfettamente con lo spirito delle opere esposte. L’arte non offre risposte definitive, ma continua a porre domande. Jacovitti lo faceva con una matita piena di ironia, trasformando il paradosso in uno specchio attraverso cui osservare le contraddizioni della realtà senza mai rinunciare alla fantasia.
Per chi ama il fumetto italiano, per chi colleziona tavole originali, per chi ha trascorso l’infanzia leggendo le avventure di Cocco Bill o semplicemente desidera scoprire uno degli autori più straordinari del Novecento, questa esposizione rappresenta un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Alcune mostre raccontano un artista. Altre finiscono per raccontare anche qualcosa di noi, del modo in cui guardiamo il mondo e delle domande che continuiamo a portarci dietro. Forse è proprio questo il motivo per cui le storie di Jacovitti continuano a funzionare così bene ancora oggi. E sono curioso di sapere se anche voi, osservando quelle tavole, ritroverete la stessa sensazione di meraviglia che accompagna ogni incontro con i grandi maestri del fumetto italiano.
Scopri di più da CorriereNerd.it - Il magazine nerd by Satyrnet
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Se sei un ufficio stampa o un’agenzia di eventi e vuoi inviare il COMUNICATO
STAMPA del tuo prossimo evento invia una mail alla nostra redazione alla nostra
redazione: press@satyrnet.it!



