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Building Fandom a Roma: Coppa Pizzeria e il laboratorio live che ridefinisce le community

Qualcosa si è rotto — o forse finalmente si è acceso — nel modo in cui viviamo i brand, gli eventi e perfino le storie che ci accompagnano da sempre, perché chi arriva da anni di fiere cosplay, community online, forum notturni e code infinite davanti ai padiglioni sa benissimo che il pubblico non è mai stato davvero “pubblico” e basta, semmai una materia viva pronta a esplodere appena qualcuno le concede lo spazio giusto, ed è proprio lì che si inserisce una serata che, sulla carta, potrebbe sembrare un semplice incontro ma che in realtà ha tutta l’aria di essere un piccolo laboratorio alchemico dove fandom, cultura e identità si mischiano fino a diventare qualcosa di difficilmente etichettabile.
Il 21 aprile 2026, a Roma, dentro quell’ecosistema creativo un po’ fuori dalle coordinate tradizionali che è La Pizzeria | Daniele Sigalot | art studio, prende forma BUILDING FANDOM, un esperimento live che ruota attorno a una domanda che, se mastichi cultura nerd, ti perseguita da anni: a chi appartengono davvero le storie? Alle aziende che le producono o a chi le vive, le trasforma, le indossa e le condivide fino a renderle qualcosa di completamente diverso?
Dietro questa provocazione c’è Plural, guidata da Marco Diotallevi, che con il progetto Co-Stories ha deciso di smettere di raccontare la comunicazione come una linea retta e iniziare a trattarla per quello che è diventata davvero: una rete di connessioni, appropriazioni, reinterpretazioni continue dove il confine tra autore e spettatore si dissolve fino a diventare irrilevante.
E qui entra in scena una delle realtà più affascinanti e strane — nel senso migliore possibile — del panorama artistico contemporaneo: Coppa Pizzeria, guidata da Daniele Sigalot insieme a Antonello Collaps. Se non li hai mai incrociati, immagina qualcosa che parte dal calcio ma lo usa solo come pretesto, poi spostalo fuori da qualsiasi stadio e infilalo in spazi improbabili, porti industriali, architetture temporanee, scenografie che sembrano uscite da un concept art di un videogame post-apocalittico, e aggiungi centinaia di persone che non stanno “assistendo” ma stanno partecipando a un rito collettivo che cambia ogni volta.
La performance del porto di Napoli, con quel Colosseo di container che ha fatto impazzire non solo il pubblico ma anche brand di moda e sportswear, non è solo un episodio spettacolare, è un esempio perfetto di come uno spazio urbano possa essere hackerato narrativamente, trasformato in qualcosa che vive oltre la sua funzione originale, un po’ come succede quando una community prende un franchise e lo rende più grande di chi lo ha creato.
E qui, inevitabilmente, scatta quel collegamento che chi bazzica il mondo nerd sente quasi a livello istintivo, perché tutto questo non è poi così distante da ciò che succede nei fandom di anime, videogiochi o serie tv, dove il contenuto ufficiale è solo il punto di partenza e il resto lo costruiscono le persone, tra cosplay, fan art, roleplay e storytelling condiviso, una dinamica che chi segue CorriereNerd.it conosce bene, perché fa parte del DNA stesso della cultura pop contemporanea .
BUILDING FANDOM prova a prendere questa energia e metterla sotto una lente, senza sterilizzarla, senza trasformarla in una lezione accademica, ma trattandola come un fenomeno vivo, qualcosa che si può osservare solo mentre accade, ed è per questo che il format Co-Stories Live non funziona come una conferenza classica ma come uno spazio di confronto, quasi una sessione di debugging collettivo dove si cerca di capire perché alcune community esplodono e altre restano ferme, perché alcune narrazioni diventano rituali e altre si esauriscono nel giro di una stagione.
Dentro questa serata si incrociano prospettive diverse che raramente si trovano nello stesso spazio, perché accanto a chi costruisce eventi e performance c’è anche chi lavora su scala globale, come Alfredo Accatino, mente dietro cerimonie olimpiche e grandi produzioni che trasformano intere città in palcoscenici narrativi, e questa contaminazione tra mondi è forse l’aspetto più interessante, perché mette insieme linguaggi che di solito non dialogano ma che in realtà stanno raccontando la stessa cosa con strumenti diversi.

E poi c’è una presenza che, se segui la scena nerd italiana da un po’, non può passare inosservata: Gianluca Falletta, uno di quelli che ha vissuto il fandom prima ancora che diventasse una parola inflazionata, quando significava costruire community dal basso, inventarsi eventi, portare il cosplay fuori dalle nicchie e trasformarlo in linguaggio culturale, una figura che negli anni ha attraversato mondi diversi, dai parchi a tema all’experience design, sempre con quell’idea fissa che l’intrattenimento non sia qualcosa da guardare ma da abitare.
Chi lo ha visto lavorare lo sa: tutto parte sempre da una scintilla condivisa, da quel momento in cui qualcuno decide di non limitarsi a consumare una storia ma di entrarci dentro, modificarla, farla propria, e a quel punto il gioco cambia completamente, perché non esiste più una distinzione netta tra palco e pubblico, tra autore e spettatore, tra evento e memoria.
Ed è proprio questa zona grigia, questo territorio instabile e affascinante, che BUILDING FANDOM prova a esplorare senza la pretesa di dare risposte definitive, piuttosto con la voglia di aprire nuove domande, di mettere in discussione quello che pensiamo di sapere su community, brand e narrazione.
Roma, per una sera, diventa un punto di convergenza per chi queste cose non le studia soltanto ma le vive, tra chi arriva dal mondo dell’arte, chi dalla comunicazione, chi dalle subculture nerd e chi semplicemente sente che qualcosa, nel modo in cui partecipiamo alle storie, sta cambiando in modo irreversibile.
E forse è proprio questo il dettaglio che rende l’appuntamento interessante, più di qualsiasi slogan o definizione: la sensazione che non si stia assistendo a qualcosa di già scritto, ma a un processo in corso, un esperimento aperto dove ogni persona presente diventa parte della narrazione stessa.
Perché alla fine, se ci pensi bene, il fandom non è mai stato una categoria, è sempre stato un comportamento, una tensione, una forma di appartenenza che sfugge alle etichette e si reinventa ogni volta, e allora viene quasi spontaneo chiedersi cosa succederà quando questa consapevolezza smetterà di essere una nicchia e diventerà il modo principale di costruire esperienze, eventi, identità.
Magari la risposta non arriva in una sera, magari nemmeno serve davvero trovarla subito, però certe conversazioni, se partono nel modo giusto, tendono a lasciare tracce molto più profonde di quanto si immagini… e a quel punto il bello diventa capire dove porteranno.
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Dettagli
- Data: 21 Aprile, 26
-
Ora:
19:00 - 22:00
- Categorie Evento: Arte e Cultura, Convention
- Tag Evento:alfredo accatino, Building Fandom, Building Fandom aprile 2026, Co-Stories Live, community building, community curation, Coppa Pizzeria, cultura nerd, cultura pop Italia, Daniele Sigalot, eventi roma aprile 2026, fandom, gianluca falletta, marketing esperienziale, plural, plural agency, Plural agenzia creativa, Roma eventi 2026, storytelling partecipativo
- Sito web: https://www.eventbrite.it/e/building-fandom-coppa-pizzeria-tickets-1986984650578
Organizzatore
- Plural Agency
- Visualizza il sito dell'Organizzatore
Luogo
- La Pizzeria | Daniele Sigalot | art studio
-
Via Francesco Negri, 59
Roma, RM 00154 Italy + Google Maps
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