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Bricòla 2026: il festival delle autoproduzioni a fumetti torna a Milano e diventa un piccolo multiverso underground

Tra le pieghe più autentiche della cultura fumettistica italiana esistono eventi che non fanno rumore, non inseguono le luci dei grandi palchi e proprio per questo riescono a raccontare qualcosa di infinitamente più vero. Bricòla è uno di questi. Un nome che sembra uscito da un racconto di frontiera, da una leggenda di passaggi segreti tra montagne e confini, e che invece oggi identifica uno degli appuntamenti più vivi e necessari per chi ama il fumetto indipendente.
Sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 Bricòla torna a Milano con una nuova casa, la Casa dei Giochi di via Sant’Uguzzone, e già questa scelta racconta molto più di quanto sembri. Non è solo un cambio di location, è una dichiarazione d’intenti. Spostarsi in uno spazio dedicato al gioco significa abbracciare ancora di più quell’idea di sperimentazione, libertà creativa e contaminazione che da sempre definisce l’anima del festival.
L’ingresso resta libero, quasi come un invito sussurrato ma potentissimo: vieni, entra, esplora. Nessuna barriera, nessun filtro. Solo carta, inchiostro, idee e persone.
Bricòla: contrabbandieri di storie in un mondo omologato
Il nome “Bricòla” non è casuale e ha una forza evocativa incredibile. Indica quella borsa usata dai contrabbandieri lombardi per attraversare montagne e laghi portando merci introvabili. Traslata nel mondo nerd, diventa un simbolo perfetto: le autoproduzioni sono proprio questo, oggetti rari, fuori circuito, spesso invisibili ai radar del mainstream.
E qui succede qualcosa di magico. Quelle “merci proibite” diventano fumetti, zine, stampe, esperimenti grafici, narrazioni fuori schema. Non prodotti perfetti, ma vivi. Imperfetti nel modo più affascinante possibile.
Girare tra gli stand di Bricòla significa entrare in contatto diretto con autrici e autori che non chiedono il permesso a nessuno per raccontare le loro storie. Ed è qui che il festival si trasforma: da semplice evento a esperienza quasi rituale per chi ama davvero il fumetto.
Due giorni, due anime: la mappa segreta dell’indie italiano
Ogni giornata porta con sé una costellazione diversa di realtà indipendenti, collettivi, artisti e micro-editori. Sabato e domenica non sono copie speculari, ma due universi paralleli che si sfiorano senza sovrapporsi del tutto.
Da una parte trovi realtà ormai riconoscibili nel panorama underground, dall’altra nuove voci che emergono con quella fame creativa che si respira solo nei contesti DIY. Il risultato è una varietà incredibile di stili, linguaggi e approcci narrativi, dove si passa dal fumetto sperimentale all’horror indipendente, dalla satira visiva alle autoproduzioni ibride tra gioco e narrazione.
E poi c’è il Bibliobus del Sistema Bibliotecario Milanese, presenza che sembra quasi una “quest secondaria” ma che in realtà aggiunge un livello narrativo ulteriore: la possibilità di prendere in prestito fumetti e libri mentre sei immerso in un festival che celebra la creazione indipendente. Una sorta di ponte tra cultura istituzionale e underground.
Talk, idee e confronto: il lato più nerd del festival
Bricòla non è solo esposizione, è anche dialogo. E qui entra in gioco la parte più meta, quella che ogni nerd adora: parlare del medium, smontarlo, ricostruirlo, capire come funziona davvero.
Il sabato pomeriggio si apre con una riflessione su fumetto e gioco, un tema che negli ultimi anni sta esplodendo sempre di più. Illustrare, progettare e autoprodurre giochi da tavolo e di ruolo non è più una nicchia, ma una vera estensione del linguaggio fumettistico. Narrazione visiva che diventa interattiva, storytelling che si fa esperienza.
Sempre sabato, spazio anche al lato più ludico con “Bricòla – Il gioco di carte”, una delle idee più brillanti di questa edizione. Non un semplice gadget, ma un vero gioco costruito attorno all’identità del festival.
Domenica invece si entra in territori ancora più profondi, quasi filosofici. Il rapporto tra forma e contenuto nelle autoproduzioni diventa terreno di confronto tra autori e autrici, mentre l’horror indipendente si prende il suo spazio con un talk che promette di andare oltre il semplice “spaventare”, esplorando il genere come strumento sociale e narrativo.
Il gioco di carte di Bricòla: quando il festival diventa esperienza
Tra tutte le novità, una merita attenzione speciale perché incarna perfettamente lo spirito del festival: “Bricòla – Il gioco di carte”. Qui il livello nerd sale tantissimo. Non si tratta solo di carte collezionabili, ma di un sistema ludico che trasforma i partecipanti in contrabbandieri di fumetti. Ogni carta rappresenta una realtà presente al festival, con poteri, stili e identità diverse.
Il risultato è una meta-narrazione geniale. Il festival diventa gioco, il gioco diventa racconto, e il racconto diventa memoria. Portarsi a casa una carta significa portarsi via un pezzo di quell’esperienza.
La tiratura limitata lo rende ancora più prezioso, quasi un oggetto da culto per chi vive queste realtà. E il fatto che le illustrazioni siano esposte in mostra aggiunge un ulteriore livello di immersione, trasformando il gioco in una vera e propria galleria artistica diffusa.
Perché Bricòla è importante oggi più che mai
In un panorama dove tutto tende a diventare contenuto veloce, algoritmico, ottimizzato per piacere a tutti, eventi come Bricòla rappresentano una resistenza creativa.
Qui non si cerca la viralità, si cerca la voce. Non si inseguono trend, si costruiscono identità.
Ed è proprio questo il punto che, da fan prima ancora che da giornalista nerd, mi colpisce ogni volta. Bricòla non è un evento da “consumare”, è un luogo da vivere. Ti costringe a rallentare, a parlare con le persone, a sfogliare, a scoprire.
Non è perfetto. Ed è esattamente per questo che funziona.
Un invito alla community nerd
Chi ama davvero il fumetto, quello che nasce dal basso, quello che rischia, quello che sperimenta, non può ignorare un appuntamento del genere. Milano, per due giorni, diventa una piccola capitale dell’autoproduzione, un hub creativo dove ogni tavolo racconta una storia diversa.
La vera domanda però resta una sola, ed è quella che trasforma un evento in esperienza personale: quante storie riuscirai a “contrabbandare” nella tua bricòla?
Parliamone insieme. Hai mai partecipato a Bricòla o a eventi simili? Ti affascina di più il lato artistico o quello più underground e DIY del fumetto? Condividi la tua esperienza nei commenti e continuiamo questa chiacchierata nerd come si deve.
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