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ARF! Festival 2026: 100% VISCOSA porta il fumetto indipendente alla Garbatella

Roma continua a trasformarsi in una gigantesca tavola disegnata a cielo aperto e ARF! Festival 2026 sembra aver capito una cosa che molti eventi dedicati al fumetto ancora faticano ad accettare: la cultura nerd contemporanea non vive più chiusa dentro i padiglioni fieristici. Respira nei quartieri, si sporca le mani con gli spazi sociali, attraversa collettivi, autoproduzioni, laboratori artistici e amicizie nate davanti a una risograph che fuma come un mecha anni Ottanta dopo una battaglia finale. Proprio per questo motivo la mostra “100% VISCOSA” alla Villetta Social Lab della Garbatella ha il sapore di qualcosa di diverso dalla classica esposizione celebrativa. Sembra quasi il diario mutante di una generazione di autori e autrici che ha deciso di costruirsi il proprio ecosistema fuori dalle regole più rassicuranti dell’editoria tradizionale.
Dal 29 al 31 maggio, durante il terzo weekend di ARF! Festival del Fumetto di Roma, la Garbatella diventa il territorio naturale del Collettivo Viscosa, vincitore del Premio Inkee 2025 come migliore realtà autoprodotta. E già questa definizione racconta soltanto una parte della storia, perché Viscosa non è semplicemente un gruppo di fumettisti. Ha più l’energia di quelle band artistiche che nascono nei corridoi delle accademie, nei server Discord aperti alle tre di notte, nelle chat infinite dove si parla contemporaneamente di stampa artigianale, anime psichedelici, poster punk, graffiti, manga sperimentali e copertine indie americane consumate agli angoli.
La cosa affascinante è proprio la natura quasi incontrollabile del progetto. Basta guardare i nomi coinvolti — Artessandra, Fiordip, Bezuss, Silvetrina, émma, Palù, Toonie, Biene e Zanna — per capire che non si tratta di un collettivo costruito attorno a un’estetica uniforme o a una linea editoriale fredda e studiata a tavolino. Il Colllettivo Viscosa sembra funzionare seguendo una logica più istintiva, quasi da party RPG composto da personaggi incompatibili che però finiscono per diventare devastanti insieme. Un po’ come quelle squadre improbabili degli anime sportivi dove il genio ingestibile, il carattere silenzioso e l’artista caotico improvvisamente trovano un linguaggio comune.
La mostra “100% VISCOSA” prova a catturare esattamente quell’alchimia. Non soltanto esponendo le opere pubblicate sotto l’ormai riconoscibile marchio magenta del collettivo, ma mettendo al centro le singole identità artistiche che convivono dentro questo laboratorio creativo nomade e fluido. Passeggiando tra le sale della Villetta Social Lab si avrà la sensazione di entrare dentro una specie di archivio emotivo della nuova autoproduzione italiana, dove il fumetto smette di essere soltanto “prodotto” e torna a essere gesto, collisione, sperimentazione, urgenza espressiva.
E forse è proprio questa la parola chiave che rende il progetto così interessante oggi: urgenza. In un periodo storico in cui tantissime produzioni pop sembrano costruite per algoritmi, trend TikTok e strategie editoriali ultra-calcolate, iniziative come Viscosa restituiscono quella sensazione quasi adolescenziale del creare senza rete di sicurezza. Fare branco e saltare nel vuoto insieme, come raccontano loro stessi, non è soltanto uno slogan romantico. È una dichiarazione d’identità che parla a un’intera scena artistica cresciuta tra precarietà, autoproduzioni stampate in poche copie, festival indipendenti e la voglia quasi disperata di non omologarsi.
La Garbatella, poi, non poteva essere scelta migliore. Chi frequenta Roma sa bene quanto quel quartiere abbia sempre avuto un rapporto speciale con la cultura alternativa, con gli spazi condivisi, con la creatività che nasce lontano dai circuiti più patinati. La Villetta Social Lab sembra quasi il luogo naturale per ospitare un collettivo del genere. Non una galleria sterile e silenziosa, ma uno spazio che conserva ancora addosso il rumore delle discussioni, dei workshop, dei concerti, delle assemblee e delle notti passate a progettare qualcosa che magari economicamente non aveva alcun senso… ma artisticamente sì, eccome se ne aveva.
Dentro “100% VISCOSA” troveranno spazio anche collaborazioni con realtà come TedxSapienza, Lucha y Siesta e La Revue – L’informazione a fumetti, ulteriore dimostrazione di quanto il fumetto contemporaneo stia diventando sempre più un linguaggio trasversale, capace di dialogare con attivismo, divulgazione, cultura indipendente e comunicazione sociale. Una trasformazione che chi vive il mondo nerd da anni percepisce chiaramente. Il fumetto non è più soltanto intrattenimento o nostalgia da collezionisti. È diventato uno strumento culturale ibrido, mutante, imprevedibile.
ARF! 2026 sembra voler spingere fortissimo proprio in questa direzione. L’idea del festival diffuso sparso tra Parione, Testaccio e Garbatella restituisce infatti una dimensione più organica e urbana alla manifestazione. Non più un unico contenitore, ma un ecosistema di eventi che dialogano con i quartieri e con le persone che li abitano. Alla Garbatella, accanto a “100% VISCOSA”, convivranno anche la SELF® a Casetta Rossa, gli incontri professionali di JOB ARF! all’Hub Culturale Moby Dick e MAGVILLEtta, creando una specie di mini costellazione creativa dedicata all’illustrazione, al fumetto indipendente e alla formazione artistica.
E diciamocelo senza troppi giri: momenti così servono tantissimo alla scena italiana. Perché dietro ogni collettivo autoprodotto spesso si nasconde una quantità assurda di lavoro invisibile, sacrifici economici, stampa notturna, file mandati in export alle quattro del mattino e tavole disegnate tra un turno di lavoro e l’altro. Però proprio da questi spazi nascono spesso le idee più fresche, le estetiche che qualche anno dopo tutti proveranno a imitare, gli autori destinati a ridefinire il linguaggio del fumetto contemporaneo.
“100% VISCOSA” promette quindi di essere molto più di una semplice mostra dedicata a un collettivo emergente. Assomiglia piuttosto a una fotografia sporca, viva e autentica della nuova creatività indipendente italiana, quella che non ha paura di mescolare stili, influenze e identità differenti fino a creare qualcosa di difficile da classificare. E forse è proprio questo il bello. In un panorama culturale sempre più ossessionato dalle etichette, dai generi e dalle nicchie perfettamente targettizzate, progetti come Viscosa ricordano quanto sia ancora importante lasciare spazio al caos creativo.
Chi passerà dalla Villetta Social Lab tra il 29 e il 31 maggio probabilmente non uscirà soltanto con qualche stampa negli occhi o qualche nome nuovo da seguire su Instagram. Porterà via soprattutto quella sensazione elettrica che nasce ogni volta che si entra in contatto con artisti che stanno ancora cercando di inventare il proprio linguaggio senza chiedere il permesso a nessuno. E nel fumetto contemporaneo, oggi più che mai, una cosa del genere vale oro.
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