Mettetevi comodi e preparate le retine, perché la natura ha deciso di regalarci un blockbuster in prima serata. Mercoledì 12 agosto 2026, proprio mentre sarete lì a chiedervi se ordinare la pizza o farvi la doccia dopo il mare, il cielo deciderà di spegnere le luci.
Stiamo parlando dell’eclissi solare, un evento epico che trasformerà il tramonto in un set cinematografico fantascientifico. Ma prima di correre a comprare i biglietti per la Spagna o di fare i saggi guardando il cielo a occhio nudo, facciamo il punto della situazione per capire cosa vedremo davvero dall’Italia senza rischiare di finire all’ospedale oculistico.
Dalla Spagna alla Padania: cosa vedremo in Italia?
Mentre la Spagna si sta già organizzando per il turismo astronomico dell’anno — beccandosi l’eclissi totale proprio al tramonto (la prima in terra iberica da oltre un secolo) —, l’Italia si dovrà accontentare della versione parziale.
Niente panico però: lo spettacolo ci sarà, soprattutto se vivete nel Nord-Ovest. Gli orari (rigorosamente locali) parlano chiaro:
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Milano: inizio alle 19:27, picco massimo alle 20:20 (magnitudine 0,933) e chiusura bottega alle 20:35.
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Torino: si parte alle 19:28, con il botto massimo alle 20:21 (magnitudine 0,941) e fine alle 20:40.
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Roma: spettacolo più corto, dalle 19:32 alle 20:14, con un picco alle 20:11 (magnitudine 0,750).
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Napoli: inizio alle 19:33, massimo alle 20:02 (magnitudine 0,556) e fine alle 00:05… no vabbè, chiude subito alle 20:05.
Insomma, se siete a Ventimiglia vi beccherete una copertura pazzesca vicina al 94,84% alle 20:23. Se siete al Sud… beh, vedrete giusto il Sole che fa capolino con un po’ di timidezza.
La regola d’oro: la ricerca dell’orizzonte perduto
Visto che l’eclissi arriverà a ridosso del tramonto, dimenticatevi di guardarla dal balcone di casa se vivete in mezzo ai palazzoni di città. Vi serve un orizzonte ultra-libero: una spiaggia tirrenica, un belvedere in quota o una collina senza alberi o condomini davanti. Trovarvi un condominio o un pino marittimo giusto davanti agli ultimi gradi di cielo trasformerà la vostra serata epica in un tragico sketch comico.
Se invece volete fare i King e volare in Spagna (che va dalla Galizia alle Baleari), tenete a mente che la totalità durerà una manciata di secondi o pochi minuti. Anche lì, traffico e alberi sbagliati sono dietro l’angolo: organizzarsi prima non è un consiglio, è un obbligo di sopravvivenza vacanziera.
Non fate i duri: usate gli occhiali giusti
Arriviamo alla parte seria e decisamente meno “Instagrammabile”: non guardate il Sole a occhio nudo. Gli occhiali da sole scuri non servono a un bel niente, nemmeno se griffati. Per l’Italia sarà sempre un’eclissi parziale, il che significa che gli occhiali per eclissi certificati ISO 12312-2 vi servono dall’inizio alla fine.
Occhio anche agli smartphone, ai binocoli e alle macchine fotografiche: senza un filtro solare apposito davanti alle lenti, trasformerete la vostra attrezzatura tecnologica in una lente d’ingrandimento pronta a friggere i vostri sensori (e le vostre retine).
Se non avete gli occhiali giusti, tornate alle basi anni ’90: proiezione a foro pinhole con un cartoncino. È meno figo, ma vi evita di passare Ferragosto con una benda da pirata.
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