Se siete come me — cresciuti a pane, joystick e sogni di mondi esplosivi e alternativi — Deliver At All Costs era probabilmente uno di quei titoli che avevate cerchiato in rosso sul calendario dei videogame da provare nel 2025. Annunciato lo scorso settembre da quella vecchia volpe di Konami Digital Entertainment, sviluppato dai ragazzi di Far Out Games, e arrivato il 22 maggio su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, questo gioco prometteva scintille. Letteralmente. Non ho resistito: dopo aver divorato la demo durante lo Steam Next Fest, il day one era praticamente obbligatorio. Ed eccomi qui, dopo decine di ore passate a distruggere città, inseguire sogni e scoprire verità sepolte, a raccontarvi la mia esperienza nerd con uno dei titoli più folli e retrò degli ultimi tempi.
Un corriere nell’America che balla sul filo della bomba
L’idea alla base di Deliver At All Costs è semplice e geniale: prendere il concetto di un gioco d’azione open world e calarlo nel 1959, tra rock ‘n’ roll, paura atomica, cadillac cromate e radio gracchianti. Non si tratta solo di un vezzo estetico: il contesto storico è parte integrante dell’atmosfera del gioco, che ti fa davvero sentire catapultato in quell’America a metà tra il sogno e l’incubo nucleare.
Nei panni di Winston Green, ex ingegnere dell’Atomic Energy Commission caduto in disgrazia, ci ritroviamo a lavorare come corrieri per la compagnia We Deliver — un lavoretto che diventa presto una corsa a perdifiato tra consegne assurde e cospirazioni da brivido. La trama si snoda in tre città immaginarie, ma così vive da sembrare uscite da un film di Billy Wilder contaminato da Blade Runner: la tropicale St. Monique, il polveroso Shellington Falls e la metropoli noir di New Reed. Ogni location è un piccolo sandbox a tema, zeppo di segreti da scoprire e palazzi da… demolire.
Perché sì, amici miei: in Deliver At All Costs tutto esplode, crolla, si schianta, si incendia. È uno dei giochi più distruttibili che abbia mai provato. Vedere interi edifici sgretolarsi mentre sfrecciate con il vostro pick-up modificato è una goduria per gli occhi — e per l’anima di ogni nerd che adora il caos controllato.
Un gameplay che profuma di GTA… senza pistole
Lo so cosa state pensando: “È un clone di Grand Theft Auto?”. E qui arriva la prima sorpresa. Deliver At All Costs omaggia certamente i primi GTA con la sua visuale isometrica e la libertà d’azione, ma decide di fare a meno della violenza gratuita. Winston può spingere i personaggi, può scappare, può causare incidenti a catena, ma non spara mai un colpo.
La vera arma qui è la vostra abilità di guida e la capacità di interagire con l’ambiente. I veicoli sono tantissimi e spesso bizzarri, ma il vero protagonista resta il vostro We Deliver truck: un pick-up che si evolve di missione in missione. Si aggiungono gru, airbag esterni, cavi da traino, corni da nave e mille altri gadget che rendono ogni consegna una piccola odissea personalizzata.
E le missioni? Spassose e imprevedibili. Si passa dal trasportare marlin vivi e scivolosi al dover consegnare casse di fuochi d’artificio innescati, il tutto schivando la polizia che non aspetta altro che beccarvi. La gestione della legge è una componente strategica divertentissima: superato un certo livello di distruzione, dovrete seminare le volanti e infilarvi di corsa in qualche cassonetto o rifugio segnalato sulla minimappa.
E vi assicuro che l’adrenalina sale quando, con un pacco fragile nel retro e il camion che fuma da ogni parte, dovete affrontare una curva stretta mentre i lampeggianti vi accecano.
Un mondo vivo e reattivo
Una delle cose che più mi ha colpito di Deliver At All Costs è il modo in cui il mondo di gioco reagisce alle vostre azioni. Non siete soli: la città vive, le radio commentano gli ultimi disastri provocati dal vostro passaggio, i cittadini si spaventano o si ribellano, i quartieri cambiano volto in base a ciò che fate. Il sistema di cause ed effetti non è rivoluzionario, ma funziona bene ed è capace di tenervi agganciati all’universo narrativo.
I dialoghi con i vari NPC aggiungono colore e umorismo, e la storyline principale, divisa in tre atti, sorprende con una progressione narrativa che parte da una semplice avventura da corriere per sfociare in un thriller fantascientifico che coinvolge la AEC e persino un misterioso artefatto alieno. Non voglio spoilerarvi troppo, ma vi dico solo che a un certo punto… viaggerete nel tempo.
Personalizzazione e crafting: nerd paradise
Per noi nerd, che adoriamo smanettare e personalizzare ogni cosa, Deliver At All Costs offre un sistema di crafting gustoso, anche se un po’ spartano. Dovrete raccogliere materiali sparsi per le mappe — talvolta nascosti in casse difficili da trovare — per sbloccare potenziamenti e personalizzazioni. Il sistema non è profondissimo, ma aggiunge quel pizzico di grind e di esplorazione che allunga la vita del gioco.
Un piccolo appunto: il diario di gioco, che dovrebbe aiutarvi a tenere traccia di materiali e progressi, è un po’ povero. Mi sarebbe piaciuto qualcosa di più curato, magari con annotazioni personalizzabili da vero corriere-nerd.
Comparto tecnico e atmosfera: un tuffo nel passato
Dal punto di vista visivo, Deliver At All Costs è un gioiellino. Non parliamo di grafica fotorealistica, ma lo stile retrò è curato nei minimi dettagli: insegne al neon, auto d’epoca, abiti a pois, acconciature cotonate. Il filtro visivo che ricorda i film anni ’50, unito a una UI “d’epoca” e alle trasmissioni radiofoniche in background, crea un’atmosfera irresistibile.La colonna sonora poi è fenomenale: brani rockabilly e swing che vi accompagneranno durante ogni folle corsa. È uno di quei giochi che inviti anche gli amici sul divano solo per fargli ascoltare la soundtrack.Su PC il titolo brilla, grazie anche al supporto della community delle mod che già sta iniziando a espandere contenuti e possibilità. Un vero paradiso per chi ama moddare. Le versioni console sono ottime, con qualche sacrificio grafico qua e là, ma l’esperienza resta godibilissima.
Allora, Deliver At All Costs è perfetto? No. Le missioni secondarie tendono a ripetersi un po’, il sistema di crafting poteva essere più rifinito, e a volte il caos in-game sfocia nel confusionario. Ma sapete una cosa? Me ne frega poco. Perché Deliver At All Costs ha cuore, carattere, atmosfera. È un gioco che non ha paura di essere diverso, di non prendersi troppo sul serio, di mescolare noir, sci-fi e commedia in un pacchetto esplosivo. E soprattutto, è un titolo single player che sa raccontare una storia, in un’epoca in cui tanti open world sembrano più parchi giochi senza anima. Se amate il brivido della corsa, il fascino vintage e un pizzico di follia nerd, Deliver At All Costs è un viaggio che vi consiglio caldamente di fare.
Io intanto continuo a girare per New Reed con il mio truck corazzato, in cerca dell’ennesima missione impossibile. E voi? L’avete già provato? Se sì, ditemi cosa ne pensate e condividete questa recensione sui vostri social! Il mondo nerd ha bisogno di sapere che la corsa… è appena cominciata.
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