Il vento di Shinjuku non ha mai smesso di soffiare. Porta con sé odore di pioggia sull’asfalto, boss fight all’ultimo proiettile e quella risata un po’ sfrontata che solo Ryo Saeba sa regalare prima di premere il grilletto. E adesso sì, possiamo dirlo senza trattenere l’hype: City Hunter torna su console nel 2026 con una Revival Edition che non è un semplice porting nostalgico, ma una vera dichiarazione d’amore alla storia del franchise. Per chi è cresciuto tra pomeriggi su Italia 1 e cartucce infilate con cura quasi rituale, questa notizia ha il sapore di un déjà-vu elettrico. Per chi invece conosce Ryo solo di nome, preparatevi a scoprire uno dei personaggi più iconici dell’animazione giapponese, nato dalla mente di Tsukasa Hojo e diventato leggenda tra manga e anime.
Un classico del 1990 che rinasce nel 2026
Torniamo un attimo indietro. 2 marzo 1990. Giappone. PC Engine. Il primo e unico adattamento videoludico ufficiale di City Hunter arriva sugli scaffali. Un action 2D con scrolling laterale che oggi chiameremmo “retro hardcore”, all’epoca semplicemente… difficile. Spietato. Puro.
Quella versione, rimasta per decenni un piccolo tesoro da collezionisti, rinasce ora in una forma definitiva grazie al lavoro congiunto di Clouded Leopard Entertainment e Red Art Games. Non stiamo parlando di un lifting grafico superficiale. Qui c’è un’operazione filologica, celebrativa, inserita nelle celebrazioni per il quarantesimo anniversario del franchise.
La nuova edizione mantiene l’anima 2D originale, quella pixel art che sa di cabinati e CRT, ma la arricchisce con modalità inedite, miglioramenti tecnici e una cura maniacale per i dettagli. È come rivedere un vecchio amico dopo anni: stesso sorriso, ma con più esperienza addosso.
https://youtu.be/acYcMaPX0n0
Ryo Saeba contro una megacorporazione: una storia inedita
La trama prende ispirazione dalla prima stagione dell’anime, ma introduce una storia completamente originale. Ryo, lo “sweeper” più famoso di Shinjuku, si ritrova a fronteggiare una megacorporazione oscura, una minaccia globale che strizza l’occhio ai complotti techno-thriller.
Protezione di donne in pericolo. Missioni sporche. Nemici armati fino ai denti. E Kaori, partner, coscienza morale e – ovviamente – proprietaria del leggendario martello da 100 tonnellate pronto a calare sulla testa di Ryo al momento giusto.
Il tono resta quello che amiamo: azione serrata, ironia sopra le righe e quell’equilibrio sottile tra noir urbano e commedia romantica che ha reso City Hunter unico.
Modalità Enhanced e Hard: la versione definitiva per veri sweeper
Qui arriva la parte che farà discutere la community.
La Revival Edition permette di giocare l’esperienza così com’era nel 1990 oppure di scegliere due nuove modalità. La Enhanced Mode interviene sui problemi tecnici dell’epoca, rendendo i controlli più reattivi, sistemando bug, lag e collisioni imprecise. Difficoltà e progressione restano fedeli all’originale, ma l’esperienza diventa più fluida, più “giocabile” per il pubblico moderno.
Poi c’è la Hard Mode. E qui si fa sul serio.
Nemici più aggressivi, hit box ricalibrate, danni rivisti, velocità alterate, boss fight rielaborate e persino una sequenza di gameplay completamente nuova. Non è un semplice aumento della difficoltà: è una reinterpretazione pensata per chi vuole mettere davvero alla prova i propri riflessi.
Ammettiamolo: quanti di noi negli anni ’90 avrebbero desiderato il rewind o i save state per superare quel maledetto livello? Ecco, ora li abbiamo. E sì, li useremo senza vergogna.
Quality of Life, localizzazione italiana e chicche per collezionisti
Per la prima volta, City Hunter è completamente localizzato in italiano, oltre che in inglese, francese, tedesco e spagnolo. Una scelta che dimostra attenzione verso un pubblico europeo che ha amato Ryo sin dagli anni d’oro dell’animazione televisiva.
Le novità non finiscono qui. Sono stati introdotti salvataggi rapidi, funzione rewind, filtro CRT per i nostalgici puristi, diversi aspect ratio e persino modelli 3D della scatola, della card e del manuale originali. Un museo digitale interattivo.
La Gallery Mode raccoglie immagini dell’anime, key visual e illustrazioni storiche. Il music player permette di riascoltare la colonna sonora. E poi… lei.
“Get Wild”: un inno generazionale che torna a farci battere il piede
Non è solo una canzone. È un portale temporale. Bastano le prime note per tornare ragazzini, per ricordare le sigle registrate su VHS, le discussioni con gli amici su chi fosse più forte tra Ryo e gli altri eroi dell’epoca.
Inserire “Get Wild” in questa edizione significa aver compreso davvero cosa rappresenta City Hunter per una generazione intera.
Edizioni fisiche: Standard, Deluxe e la mitica XYZ Edition
Per chi, come me, ama ancora l’odore della plastica nuova e delle confezioni appena aperte, la notizia più golosa riguarda le edizioni fisiche per Nintendo Switch e PlayStation 5.
Oltre alla versione Standard, arriverà una Deluxe Edition limitatissima, solo 500 copie per piattaforma, con sleeve esclusiva e portachiavi del martello da 100 tonnellate. Oggetto che già immagino appeso alle chiavi come dichiarazione di identità nerd.
E poi la XYZ Edition. Nome che per i fan significa tutto. Box con cover alternativa, steelcase, stand acrilico, CD della colonna sonora e chicche da collezione. Una di quelle edizioni che non si comprano solo per giocare, ma per custodire.
Il lancio digitale è fissato per il 26 febbraio su Nintendo Switch 2, Nintendo Switch, PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC via Steam. Le edizioni fisiche europee arriveranno a settembre. Tempo sufficiente per organizzare lo spazio sulla mensola.
City Hunter oggi: perché questo ritorno conta davvero
City Hunter non è soltanto un action 2D rimasterizzato. È la dimostrazione che certi franchise non invecchiano, evolvono. In un’epoca dominata da open world sterminati e live service, rivedere un titolo compatto, diretto, con un’identità fortissima, è quasi rivoluzionario.
Ryo Saeba incarna un tipo di eroe diverso: imperfetto, ironico, umano. Un professionista che vive sul filo, ma che non perde mai il lato romantico. Un archetipo che oggi, in mezzo a protagonisti cupissimi e tormentati, torna sorprendentemente attuale.
E allora la domanda la giro a voi, community di CorriereNerd: siete pronti a tornare a Shinjuku? Userete la modalità classica per rispetto storico o vi lancerete subito nella Hard Mode per dimostrare di essere veri sweeper?
Raccontatemi il vostro primo ricordo legato a City Hunter. Era un pomeriggio davanti alla TV? Una cartuccia mai trovata? Una sigla cantata a squarciagola?
Il conto alla rovescia è iniziato. E qualcosa mi dice che, appena partiranno le prime note di “Get Wild”, nessuno di noi resterà davvero seduto sul divano.
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