C’è una verità che ogni fan di Doctor Who impara presto: nulla resta mai davvero uguale. L’universo cambia, i compagni arrivano e se ne vanno, persino il protagonista – il Dottore – si rigenera, mutando volto e personalità come un’entità che sfugge alla linearità del tempo. È un meccanismo narrativo unico nel panorama televisivo, capace di regalare alla serie longevità e freschezza, ma che allo stesso tempo mette a dura prova i cuori dei fan, costretti a dire addio a incarnazioni amate e ad accogliere, non senza diffidenza, nuovi interpreti.
Eppure, tra i tredici volti che hanno scandito la storia del Signore del Tempo, ce n’è uno che, più di tutti, ha lasciato un’impronta indelebile. Non è un caso se, in un sondaggio promosso da The Radio Times con oltre 50.000 partecipanti, il Dottore più amato di sempre sia risultato il Decimo, interpretato da David Tennant. Un plebiscito quasi assoluto: 10.518 voti che hanno permesso all’attore scozzese di superare di un soffio la Tredicesima Dottore di Jodie Whittaker (10.423 voti) e di distanziare Peter Capaldi, l’intenso Dodicesimo, fermo a 8.897 preferenze. Subito dietro, Matt Smith con la sua interpretazione folle e tenera dell’Undicesimo, mentre più staccati compaiono il leggendario Tom Baker e persino William Hartnell, il Primo Dottore, simbolo assoluto dell’inizio.
La vittoria di Tennant non sorprende chi conosce la storia recente della serie. Il Decimo Dottore ha incarnato il perfetto equilibrio tra ironia e tragedia, leggerezza e disperazione, portando la serie a nuova vita in anni in cui il revival firmato Russell T Davies rischiava di non decollare. Proprio per questo, classifiche e premi negli anni hanno continuato a premiarlo: nel 2013 IGN lo inserì sul podio dietro a Tom Baker, mentre Digital Spy nel 2017 lo incoronò al primo posto assoluto per carisma, stile e profondità emotiva.
Dietro questa iconicità, però, si nasconde una storia che sfiora il paradosso. Tennant ha rivelato nel suo podcast David Tennant Does a Podcast With… che, quando ricevette la proposta di diventare il Dottore, il suo agente lo invitò a rifiutare. All’epoca la serie non era ancora il colosso culturale che conosciamo oggi: il revival era appena ripartito, la stagione con Christopher Eccleston aveva riacceso qualche scintilla ma non aveva ancora garantito un successo sicuro. Accettare significava rischiare di restare imprigionato in un ruolo ingombrante, sacrificando forse una carriera ancora in costruzione.
Tennant, però, seguì l’istinto. Con la complicità di Davies, che arrivò persino a mostrargli gli episodi del nuovo corso direttamente a casa sua, scelse di lanciarsi in quell’avventura. Il risultato è noto: tra il 2005 e il 2010, il Decimo Dottore divenne non solo il volto più riconoscibile della serie, ma anche una figura centrale della cultura pop britannica e internazionale.
Il legame tra Tennant e la serie, tuttavia, non si è esaurito con la sua “morte” e la rigenerazione. È tornato per il 50° anniversario e, ancora una volta, per il 60°, addirittura con una nuova incarnazione: il Quattordicesimo Dottore. Un ritorno che ha mandato in visibilio i fan, confermando che, a distanza di quasi vent’anni, la sua interpretazione resta un punto fermo nell’immaginario collettivo.
Eppure, la storia di Tennant nel Whoniverse avrebbe potuto prendere una piega ancora più sorprendente. Steven Moffat, che raccolse il testimone da Davies come showrunner, rivelò nel 2013 che avrebbe voluto Tennant a bordo per una stagione extra, quella che avrebbe introdotto Amy Pond. Nei suoi piani, il Decimo Dottore sarebbe apparso nel giardino della giovane Amelia, malconcio e vicino alla rigenerazione, in una sorta di preludio struggente al suo addio. Un’idea affascinante che, però, non vide mai la luce, lasciando spazio all’esordio del “raggedy man” Matt Smith e all’inizio di una nuova era.
Guardando oggi al percorso della serie, è difficile immaginare Doctor Who senza il volto intenso e sorridente di David Tennant. La sua interpretazione ha ridefinito il concetto stesso di Dottore, portando in scena un personaggio capace di amare e soffrire come mai prima, un eroe che ha mostrato tutta la fragilità dietro il mito. Per questo, quando i fan lo incoronano come il Dottore definitivo, non stanno solo votando per un attore o per una stagione, ma per un’emozione che ha segnato un’intera generazione.
Il futuro della serie resta aperto, come sempre accade quando si parla di viaggi nel tempo e nello spazio. Ma una cosa è certa: se il Dottore è eterno perché capace di cambiare volto, il Decimo resterà per sempre il cuore pulsante di questa lunga avventura. Un ricordo che vive, rigenera e ritorna, proprio come il Signore del Tempo che Tennant ha reso immortale.
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