Ci sono storie che non si guardano soltanto: si vivono sulla pelle, si respirano, ti restano addosso come una canzone che non smetti mai di canticchiare sotto voce. Ecco, “The Untamed” – o per dirla alla cinese, Chen Qing Ling (陈情令) – è esattamente una di quelle. Non è un semplice drama, non è solo una serie tv fantasy: è un’esperienza culturale totale, una sorta di tempesta emotiva che ha spazzato via ogni confine, geografico e generazionale, a partire dal suo debutto su Tencent Video tra giugno e agosto del 2019. E sì, oggi possiamo tranquillamente dire che ha lasciato un segno profondo anche nel cuore nerd di chi, come me, si nutre di storie di magia, fratellanza, lotte interiori e mondi sospesi tra mito e realtà.
Partiamo dall’inizio. “The Untamed” è l’adattamento del romanzo Mo Dao Zu Shi (魔道祖师, Il gran maestro della scuola demoniaca) firmato da Mò Xiāng Tóng Xiù, opera amatissima in Cina e già di per sé un cult del genere xianxia, quella fascinosa corrente del fantasy cinese intrisa di taoismo, arti marziali, immortalità e lotta tra bene e male. Il punto di forza della serie? Essere riuscita a mantenere viva l’essenza dell’opera originale, pur dovendo navigare a vista in un mare di censura che ha imposto il taglio di qualsiasi riferimento esplicito all’omosessualità. Un’impresa titanica, considerato che al centro della storia c’è proprio il rapporto intenso, stratificato e potentemente emozionale tra i due protagonisti, Wei Wuxian e Lan Wangji.
Wei Wuxian è un personaggio che ti entra nel cuore e ci resta: brillante, ribelle, anticonformista, sempre pronto a sacrificarsi per gli altri, anche a costo di smarrire sé stesso. Ma è Lan Wangji, il suo opposto, a rendere il tutto ancora più magnetico: silenzioso, austero, devoto al dovere eppure pronto a mettere in discussione le regole per proteggere chi ama. La loro relazione è un crescendo di sguardi, gesti trattenuti, parole non dette che gridano più di mille dichiarazioni. E qui va detto: Xiao Zhan e Wang Yibo hanno messo in scena un’alchimia che è roba da studiare nelle scuole di recitazione. Non a caso il fandom internazionale è esploso, e non solo in Asia: con l’arrivo su Netflix nell’ottobre 2019, Chen Qing Ling ha fatto breccia nei cuori di mezzo mondo, portando il genere xianxia sotto i riflettori globali.
Dal punto di vista visivo, siamo davanti a un capolavoro. I costumi, ispirati alle dinastie Sòng, Shāng e Táng, sono pura poesia tessuta a mano, capaci di raccontare i clan, i personaggi e persino i momenti emotivi della storia. Le ambientazioni sono veri e propri quadri in movimento: montagne avvolte nella nebbia, palazzi raffinati, cortili silenziosi che sembrano sospesi nel tempo. Ogni dettaglio parla, ogni inquadratura ha un’anima. E poi c’è la colonna sonora, firmata Lin Hai, con quel gioiello intitolato “Unrestrained” (Wu Ji), cantato dagli stessi Xiao Zhan e Wang Yibo, diventato subito un inno per i fan, capace di evocare in pochi accordi tutto il carico emotivo della serie. Non è un caso se l’album ha frantumato record su QQ Music, diventando una delle colonne sonore più ascoltate della piattaforma.
Il successo di The Untamed è andato ben oltre la serie stessa. Due film spin-off, Shēng Hún e Luàn Pò, hanno ampliato l’universo narrativo, esplorando storie secondarie e personaggi amatissimi come Wen Ning e il clan Nie. Live show, concerti, fan meeting, merchandising ufficiale: siamo davanti a un fenomeno transmediale che ha travalicato lo schermo per diventare parte della vita quotidiana di una fanbase devota e creativa. Basti pensare al numero di cosplayer che popolano le convention di tutto il mondo, agli artisti che sfornano fanart a raffica, ai fanwriter che continuano a espandere l’universo narrativo con storie alternative e finali riscritti.
Dietro tutto questo c’è stata una produzione epica. Più di due anni di pre-produzione, una sceneggiatura rivista e adattata per superare i paletti della censura, difficoltà logistiche (incluso un incendio sul set che avrebbe potuto far deragliare tutto) e due registi, Zhèng WěiWén e Chén JiāLín, che sono riusciti a tessere una narrazione complessa fatta di flashback, salti temporali e misteri svelati a poco a poco. Nulla è lasciato al caso: ogni oggetto di scena ha un senso, ogni personaggio, anche quello apparentemente marginale, ha una sua traiettoria e un suo peso nell’economia della storia.
Il vero miracolo di Chen Qing Ling è proprio questo: essere riuscito a parlare di amore, lealtà, sacrificio e accettazione in un contesto che fa di tutto per soffocare certi temi. Il risultato? Un’opera capace di parlare a chiunque, al di là di genere, lingua e cultura, che ha lanciato nell’olimpo delle star attori come Xiao Zhan e che ha contribuito a sdoganare la cultura pop cinese su scala globale.
A distanza di anni dalla sua uscita, The Untamed non ha perso un briciolo del suo fascino. Anzi, continua a trovare nuovi spettatori, a ispirare nuovi progetti, a fare scuola tra le produzioni xianxia e non solo. È una di quelle storie che restano, che continuano a echeggiare nei cuori e nelle conversazioni dei fan, online e offline.
E tu, l’hai già visto? Sei pronto a lasciarti travolgere dal legame potente tra Wei Wuxian e Lan Wangji? Se hai già fatto parte di questo viaggio emozionale, raccontaci nei commenti cosa ti ha colpito di più, quale scena ti ha strappato il cuore, quale personaggio non riesci a dimenticare. E se conosci qualcuno che ancora non si è lasciato incantare da Chen Qing Ling, condividi questo articolo sui tuoi social: fidati, il mondo ha bisogno di più Untamed!
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