Viselia: un talento che sboccia ad ogni cosplay!

Viselia, in simpatia Vis, nome d’arte di Carlotta, è un giovanissimo talento di Torino. Amante dei libri, degli animali, del teatro e della recitazione, del cantare a squarciagola senza vergogna alcuna e…dei Cosplay! Il nome nasce da un curioso scambio di battute con il ragazzo, il quale, a detta di Viselia, era stato assillato da lei nella disperata ricerca di un nome che potesse dare l’idea di “caloroso”. Alla fine scelse quello che secondo lei più si addiceva, nome iconico di una delle due armi usate dal suo primo personaggio di D&D a cui era più affezionata e che tanto le piaceva.

Quest’anno, nel 2022, Viselia compie dieci anni di Cosplay, e si ricorda ancora con emozione la volta che ha portato il suo primo personaggio in fiera, nell’aprile del 2012 al Torino Comics: Rukia Kuchiki da Bleach. Ciò nonostante ha deciso di aprire pagine social e di farsi conoscere con questo nome (nuovo) da poco, un po’ per la sua riservatezza, un po’ perché fino a quel momento aveva temuto cambiasse qualcosa nel suo modo di dedicarsi a una delle sue più grandi passioni.

Carlotta ha da sempre avuto il desiderio di travestire i panni dei suoi personaggi preferiti, anche se da bambina non aveva la benché minima idea di cosa volesse dire “fare Cosplay”, non conosceva quella parola. Sapeva che le sarebbe piaciuto avere un bel vestitino della maghetta Melody di Doremì (anche se il suo preferito, crescendo, è diventato un altro, e se ci pensa le viene da ridere) e aveva chiesto alla zia, ancora oggi sua compagna di avventure e di cucito, se questo fosse possibile. Solo molti anni dopo, grazie a una sua amica di vecchia data, scopre il mondo delle fumetterie e delle fiere. E la prima volta si agita così tanto che non vede l’ora di portare il suo primo personaggio alla fiera dell’anno dopo, preparandosi un po’ maldestramente. Quel giorno non è importante per lei solo come “Battesimo Del Fuoco”, ma anche perché grazie a quel Cosplay lei ha conosciuto il suo gruppo storico di amici ancora presente nella sua vita, sempre più numeroso e che la accompagna.

Vis ha interpretato diversi personaggi femminili e maschili e in più versioni diverse: è passata da anime, a manga, manhwa, videogiochi di generi differenti, fino ai giochi di carte. E la lista è sempre in aggiornamento con progetti nuovi. I personaggi che sceglie sono dati da una fortissima attrazione che le fa sempre dire “Voglio fare il suo Cosplay” e cerca di impegnarsi al meglio per realizzarlo, anche se è maldestra e poco manuale. Per questo motivo, lei è legata a qualsiasi personaggio che interpreta, chi scelto con più interesse e con più conoscenza e intimità, chi con più leggerezza. Ma se deve scegliere, probabilmente opterebbe per Violet, di Violet Evergarden: ha sempre sentito un feeling speciale per lei, e l’ha sempre fatta sentire totalmente a suo agio, tanto dal desiderare di avvicinarsi per la prima volta al pensiero di ricreare dei set appositi che si adattassero a lei e a personaggi futuri.

Che sia un abito fatto a mano o da zero a lei va bene in entrambi i casi, se è di buona fattura lo prende volentieri su internet, in caso contrario le piace mettersi alla prova e realizzarlo da sé. Armi e accessori, però, preferisce crearli. Proprio nella realizzazione di personaggi difficili ai quali si era approcciata nei suoi primi lavori da inesperta, consapevole che ancora oggi è un percorso non finito e in costante crescita, ha trovato l’ispirazione di grandi Cosplayer che ammira profondamente come Narga, Kinpatsu e Kamui, pur stimando sempre chi, anche se di minor fama, riesca a dare vita a un personaggio.

Secondo lei non esiste una formula unica per essere un bravo Cosplayer, ogni persona ha il suo stile e il suo genere di contenuti, e crede che l’importante sia valorizzare la propria idea nel miglior modo che si ritiene utile. Sicuramente questo è un hobby molto costoso e per migliorare e professionalizzarsi servono molte energie, ma se alla base c’è il divertimento, la voglia di mettersi in gioco, creatività e rispetto allora ci si può ritenere sempre soddisfatti.

A pensarci, qualche volta può essere capitato a Carlotta di essere stata paragonata ad altri Cosplayer e l’essere stata un po’ sminuita, ma si ritiene fortunata a non essere mai stata offesa fino a ora per il modo in cui fa Cosplay, e per il fatto di aver sempre trovato persone molto gentili e disponibili nell’offrire, invece, consigli costruttivi sul come poter migliorare, magari una prop (accessori), il trucco, o il materiale utilizzato.

Per lei fare Cosplay significa tante cose. Farlo la rende felice, si sente orgogliosa di quello che fa e  continuerà a farlo con amore. Per lei è una scelta. E ognuno deve sentirsi libero di decidere la strada che più preferisce: se lasciare che sia un hobby e passione, vederlo con più leggerezza, oppure renderlo un vero e proprio lavoro. Personalmente crede che non ci sia nulla di male se un Cosplayer decidesse di farsi supportare da altre persone o vederci una possibilità di guadagno, proprio perché è e dovrebbe essere un mondo variegato. Ha aggiunto, in merito al punto, che a lei piace a prescindere da tutto questo, e certamente, dovesse capitare di raggiungere un altro livello di professionalità, sarebbe lusingata di ricevere un supporto economico da chi vuole sostenere i suoi lavori e che apprezza.

Grazie ai social, che però pensa abbiano una duplice facciata, si sono aperte molte più possibilità, e il settore cambia costantemente, fornendo rispetto a prima molte alternative per contenuti diversi. Dice duplice perché se da una parte si ha molteplici mezzi per vedere, interagire ed esprimersi, chiusura, maleducazione, spietatezza e oppressione sono un aspetto da tenere in considerazione e su cui riflettere.

Per il discorso Original, per lei qualsiasi sia il tipo di personaggio, esistente in altre opere, o meno, se fa piacere e c’è volontà di farlo non ci vede nulla di male. Ha visto molte idee valide e affascinanti, e sostiene che non debba necessariamente far parte del mondo di anime o manga per essere considerato un Cosplay. Chiaramente vede la “difficoltà” che essi possano generare in fiere in cui la gestione richiede di mostrare i riferimenti dei personaggi e nomi per evitare invece chi ne approfitta e in alcun modo sta portando un Cosplay, ma resta comunque un’idea interessante a cui tutti possano affacciarsi.

Negli ultimi anni ha preso parte a diverse fiere, le piacerebbe provare le più famose alle quali non è ancora stata e vedere quelle al di fuori dell’Italia. Le fiere/eventi estivi sono una novità dall’anno scorso, e, amante dell’estate, le farebbe davvero piacere poter andare a Rimini Comix 2022 quest’anno, meta sempre consigliata e di cui ha sentito molto parlare. Se ci sono occasioni diverse da fiere ne è molto incuriosita, ed è molto contenta ci siano tante occasioni nuove da poter sperimentare. Le piace scegliere un fiore per ogni evento diverso e applicarlo alla serie di foto legate a esso, come se fosse un Easter Egg speciale, e, siccome è un tipo molto vivace e allegro, ogni situazione è buona per fare gag tra amici e molte risate. Sostiene che se manca quello, allora manchi una parte di qualcosa. Il 90% delle sue foto in fiera dice siano quasi tutte meme e l’ultima volta al Parco del Sigurtà ha raccontato di essere stata completamente inzuppata da una carpa, turbata dal suo tentativo di essere “accarezzata”.

Quello che si sente dire ai nuovi, o quasi, che si avvicinano ai Cosplay è di continuare a fare quello che più vogliono fare, di non smettere mai di divertirsi, di non scendere a compromessi, ma soprattutto di creare momenti preziosi di cui poter parlare nel futuro. E per concludere, ringrazia la sua famiglia, che teneramente la sostiene e si burla dei drammatici colpi di scena che, come sappiamo, tutti i Cosplayer hanno. Un grande grazie a chi le ha concesso questa intervista, e a chi leggerà.

Se volete approfondire il talento di Viselia vi invitiamo a visitare i suoi profili ufficiali all’indirizzo: linktr.ee/Viselia

Pop e Asia: Starry Sky KJ

Si sono per una volta incontrati in Italia, Pop e Asia: Starry Sky KJ li rappresentano ed hanno il giusto DNA. Un DNA di energia, sinuosità, frizzantezza ed eleganza, leggerezza e fascino. Non è facile trovare tutte queste caratteristiche in un solo progetto musicale, ma in questo caso le carte ci sono tutte per una partita già vinta in partenza.

Dal loro esordio ai festival comics and games in ad inizio 2022 hanno già raggiunto il cuore dei fan del Kpop e della cultura pop cinese, ma anche della cultura otaku dal Giappone come anime, manga e cosplay. Una crew che include sette ballerine, una cantante, un DJ come produttore, e l’ambizione a crescere in qualità e quantità.

Gli ingredienti del successo: pop e Asia: Starry Sky KJ

Lo spettacolo è fondato sul ballo, con coreografie di musica Kpop tra le più amate degli ultimi anni. Continuo cambio di costumi, video creati su misura, e movimenti impeccabili incendiano il palco ed incantano il pubblico. Non solo ballo: il canto di pezzi pop in lingua cinese è una parte importante di ciò che avviene sul palco. Importante ma non indispensabile: ogni membro è fondamentale, nessuno è insostituibile, tanto che potreste vedere diverse formazioni ospiti di diversi festival. Le caratteristiche sono però sempre le stesse: creatività, professionalità, fascino.

La formazione “base” comprende:

  • Wang Yi Zhou (voce)
  • Giulia Gao
  • Giulia Wang
  • Hu Lingjing
  • Li Huiling
  • Shao Yihe
  • Sabrina Zhou
  • Yu Jessica Yu Quian

Esiste addirittura il gruppo Starry Sky JR, le nuove leve che si allenano per entrare un giorno nel gruppo SSKJ, ma che per ora supportano e fanno il tifo per le “titolari”.

L’estremo oriente continua dunque a conquistare i favori del pubblico europeo, specialmente giovane e nerd, ma non solo. Da Parasite che conquista l’oscar ai BTS che arrivano primi in classifica, dai manga ai videogames, noi tutti guardiamo ad est per capire dove andrà la moda, il design, e la musica.

I social delle Starry Sky KJ

Sito Ufficiale Starry Sky KJ
Profilo Instagram delle Starry Sky KJ
Canale YouTube Starry Sky / K-ble Jungle K-ble Jungle – YouTube
Profilo Instagram DJ Shiru
Starry Sky KJ: crew Kpop e molto di più

Idol Italiane: Yume Lee

Il talento artistico di Yume Lee sboccia ufficialmente nel 2016 come coverist e cantante solista. Appassionata della cultura giapponese e coreana, si è presto avvicinata alla musica asiatica dapprima grazie alle sigle di apertura e chiusura degli anime, per poi cominciare ad ascoltare gruppi e cantanti definiti «idol», partendo dalle più comuni idol giapponesi fino a raggiungere i territori coreani. Nata e cresciuta a Verona, si è poi trasferita nella provincia romana, territorio sul quale ha, anche se in rare occasioni, operato maggiormente. Tutto ciò che pubblica, dalle cover alle foto, è autoprodotto: oltre a registrare, Yume Lee si occupa dell’audio mixing e del video editing di tutte le sue cover.

La passione per la musica e il canto nasce durante il periodo delle scuole elementari: nei pomeriggi liberi, una piccola Yume Lee e la sorella maggiore si dilettavano a cantare i brani dei Nightwish a tutto volume nel salotto di casa. Da quel suo primo approccio al canto, spronato dalla figura di sua sorella, Yume Lee si rende conto di quanto sia divertente cantare e da quel momento non ha più voluto abbandonare quella sua passione crescente.

Il suo primo vero approccio con la cultura idol giapponese avvenne nel 2013, quando scoprì il franchise di Love Live! School Idol Festival. Già da qualche anno appassionata alla cultura nipponica e agli anime giapponesi, il franchise è stato solo uno dei tanti pretesti che aveva per avvicinarsi e conoscere la musica giapponese in tutto tondo. Da Love Live! è passata ad ascoltare gruppi come le Buono!, fino ad arrivare ad uno dei suoi gruppi preferiti di sempre: le Kalafina, delle quali si è perdutamente innamorata — e per le quali ha creato soltanto di recente un progetto interamente dedicato, affiancata a due colleghe NIIA (New Italian Idols Alliance), Hiyoko e Linx Linch, chiamato Heikou no Maiden.

Nel settembre del 2014 pubblica la sua prima cover jpop nel suo canale YouTube, dapprima chiamato banalmente Yumecchan. «Nocte of Desperatio» di Chata, canzone ispirata alla serie Mahō Shōjo ☆ Madoka Magica, rimane uno dei brani a cui Yume Lee è più legata, tanto da averci fatto una cover remake successivamente nel 2016, in una versione migliorata.

Nel maggio del 2015, Yume Lee fa il suo debutto come Yume in un gruppo idol amatoriale chiamato Amaya, assieme ad altre tre ragazze, sul palco del Mercatino Giapponese di Roma. Nel gruppo ci rimane poco a causa di problemi personali che l’hanno vista costretta ad abbandonare l’idea di esibirsi con le ragazze a soli pochi mesi di distanza. Sono state solamente tre, infatti, le esibizioni dal vivo a cui Yume ha preso parte con il gruppo, tra cui una al Festival dell’Oriente di giugno, al Laghetto dell’EUR di Roma, dove le ragazze hanno fatto la conoscenza di un signore giapponese che, di passaggio, le ha ascoltate e si è complimentato con loro per l’esibizione e l’ottima pronuncia della lingua giapponese.

 

Nell’agosto dello stesso anno, quindi, Yume Lee abbandona il gruppo Amaya, dopo essersi esibita un’ultima volta sul palco del Mercatino Giapponese, vincendo con le ragazze il piccolo contest canoro a cui avevano preso parte. Il 2015, comunque, non è stato solo l’anno della prima esperienza come idol dal vivo di Yume Lee. Il 2015 ha segnato anche l’inizio della sua passione per la musica kpop, genere che attualmente Yume Lee sente più affine alla sua persona e alla sua immagine di cantante. Nonostante l’addio alle Amaya, Yume Lee non ha mai smesso di fare ciò che più le piaceva fare: cantare e reinterpretare i brani che più le piacevano. Infatti, ha continuato a pubblicare cover soliste sul suo canale YouTube individuale, introducendosi sempre di più alla musica sudcoreana, fino a diventare il suo genere fisso. Partendo da gruppi famosi e molto acclamati come le Girls’ Generation, a piccole stelle nascenti come le Oh My Girl!, Yume Lee ha proposto una grandissima varietà di brani, con il tentativo di sperimentare e variare sia nei generi quanto nel modo di utilizzare la sua voce. Si è avvicinata al rap, che fino a poco prima non aveva mai osato sfiorare, così come ha voluto provare ad interpretare brani molto potenti e «catchy», fino ad arrivare a ciò che attualmente sente la rispecchi di più: le ballad. Attualmente la sua più grande ispirazione a livello musicale è Kim Taeyeon, cantante sudcoreana, leader e main vocalist delle Girls’ Generation, alla quale si sente particolarmente vicina come tecnica vocale.

Da quando ha ripreso le attività da solista, purtroppo, Yume Lee non ha avuto molte occasioni per esibirsi su un palco dal vivo. L’ultima esperienza di canto dal vivo risale nel maggio del 2017, dove ha avuto modo di portare un brano di Taeyeon, «U R», ad una piccola sagra patronale locale, nel quartiere in cui si era trasferita da pochissimo, dove ha ricevuto un sacco di consensi dagli spettatori, la maggior parte dei quali non aveva alcuna conoscenza della musica asiatica.

 

 

Dopo quella piccola esibizione, purtroppo, Yume Lee ha soltanto avuto modo di dedicarsi al suo canale YouTube, preferendo la comodità e la sicurezza delle mura di casa ai palchi che avrebbe potuto calcare, a causa di una forte ansia sociale nata ed alimentata da atti di bullismo subiti durante le scuole superiori. Chiusasi in se stessa, ha deciso di evitare il contatto con il pubblico, trovando nel suo canale YouTube e nelle cover registrate nel comfort della propria camera, una potente valvola di sfogo. Yume Lee voleva cantare, voleva farsi sentire, ma al tempo stesso aveva molta paura del giudizio altrui. Dietro ad uno schermo avrebbe potuto sopportare anche le critiche più aspre, ma vis-à-vis era troppo da gestire, proprio a causa della sua ansia. Ha continuato a pubblicare cover, sia da solista che in collaborazioni saltuarie con alcune sue amicizie conosciute online, cambiando il suo pseudonimo da Yumecchan a Yume Lee. La nascita di questo nuovo «nome d’arte» è dovuta ad una sua esigenza di avere qualcosa che facesse riferimento al Giappone, mai veramente abbandonato, ma che introducesse altresì la sua nascente passione per la musica sudcoreana. Yume da «sogno» in giapponese, nickname affibbiatole da una conoscenza sulla piattaforma di forumcommunity, e Lee come il cognome di Lee Taemin, uno dei suoi idol coreani preferiti.

Sfortunatamente, però, tra il 2018 e il 2019 si ammala svariate volte, contraendo continue bronchiti asmatiche, che finiscono per danneggiarle irrimediabilmente i bronchi. Dal 2019, infatti, ogni attività canora di Yume Lee subisce uno stop, poiché non era più in grado di cantare. Da quell’anno in poi, ciò a cui Yume Lee si dedica è la completa cura di se stessa, nel tentativo di trovare un modo per riprendere a praticare quell’unica cosa che la faceva stare bene: il canto. Nonostante i pareri dei medici fossero molto severi e si fosse sentita dire che riprendere a cantare nelle sue condizioni sarebbe stato molto difficile e che, anche in caso di miglioramenti, non avrebbe più potuto farlo come una volta, Yume Lee non riesce a rinunciare completamente al suo sogno. Si rimbocca le maniche e, tra una terapia ed un’altra, riesce a riprendersi in maniera discreta.

Nel giugno del 2020, Yume Lee torna in scena pubblicando una nuova cover, che segna il suo piccolo ritorno sulla piattaforma.

Nell’agosto del 2020 prende coraggio e contatta la NIIA (New Italian Idols Alliance), su Instagram. Dopo aver seguito da lontano le vicende delle idol italiane, decide di rimettersi in gioco come solista, proponendosi al progetto, il quale la accoglie a braccia aperte. Dal suo ingresso nella NIIA, i maggiori eventi a cui prende parte sono i festival interni che vengono organizzati dalla community, primo fra tutti l’ONF, il primo online festival targato NIIA e trasmesso sul loro canale Twitch, a tema natalizio. In quell’occasione si cimenta in una cover sia canora che ballata, sua prima vera performance da idol solista, che sembra riscuotere molto successo. Continuano così le attività nel progetto NIIA , fino all’arrivo del NIIAnimation Memories, festival online organizzato dalla NIIA nel Giugno 2021, in collaborazione con Spazio Sigle che indice un mini-award che avrebbe premiato due performance: una per le idol NIIA e una per gli artisti stranieri che ne avrebbero preso parte.

Yume Lee propone la sua interpretazione del brano «Pesca la tua carta, Sakura», prima sigla italiana dell’anime Card Captor Sakura. Grazie a questa sua cover, Yume Lee risulta essere una delle vincitrici dello Spazio Sigle Award e, un mese dopo, viene pubblicata sul canale di Spazio Sigle la sua prima intervista, affiancata dalla sua performance vocale del brano.

https://youtu.be/-ep1z7YTafw

 

Attualmente Yume Lee è ancora alla ricerca di una vera e propria identità. Le piace molto sperimentare ed interpretare brani diversi e, pur essendo molto convinta del percorso fatto fino ad ora, ha ancora qualche incertezza su quello che vuole fare, sul tipo di performer che le piacerebbe essere, così come il messaggio che vorrebbe trasmettere con la sua voce. Così come le idee sulla sua immagine di idol e performer non sono ben definite, anche la differenza tra Anna e Yume Lee non è lampante: pur tentando di separare la vita privata da quella di artista, Yume Lee percepisce la sua figura di idol come una delle sue sfaccettature, una di quelle che la rendono la persona che è. Ha anche partecipato alle audizioni per il ruolo di doppiatrice di un progetto di idol 2D targato Zeta Flare, un pianista e produttore musicale americano. Yume Lee è riuscita a passare le audizioni, diventando ufficialmente la voce per il personaggio di Nozomi Akehoshi, assieme alla collega Masayume Berry nei panni di Hikari Nijino. Nonostante le difficoltà a livello fisico che sono recentemente riemerse, Yume Lee non demorde: è intenzionata a tornare in scena più forte di prima e a portare contenuti sempre nuovi ed incisivi. Le piacerebbe moltissimo lavorare al suo primo singolo originale, ma per il momento si sta concentrando sulla propria salute.

 

Per approfondire il talento di Yume Lee vi invitiamo a visitare i suoi profili ufficiali:  Youtube, Instagram, Twitter e Soundcloud

 

Mid-Season Invitational 2022 Riot Games in Corea del Sud

Riot Games annuncia oggi che il Mid-Season Invitational (MSI) si terrà dal 10 al 29 maggio a Busan, Corea del Sud. I migliori team delle 11 leghe regionali si contenderanno il titolo di Campione MSI. Per la prima volta dai Worlds 2019, i team si sfideranno dal vivo sul palco della Bexco Exhibition Hall di fronte a un pubblico internazionale. Le informazioni sui biglietti per partecipare all’evento saranno presto disponibili.

Naz Aletaha, Global Head of LoL Esports, dichiara:

“La Corea del Sud è stata una delle nazioni precorritrici nell’industria degli esport per decenni… Siamo davvero emozionati di onorare la tradizione di questo paese negli esport, di celebrare la passione dei fan Coreani e di portare per la prima volta in Corea tutto il talento dei team professionistici MSI. Busan è stata un’incredibile cornice per i Worlds 2014 e 2018, e non vediamo l’ora di tornarci per assistere alla sfida tra i migliori team di League of Legends al mondo.”

FORMAT DEL TORNEO

Le migliori squadre di 11 regioni si sfideranno nel Group Stage, nel Rumble Stage e nel Knockout Stage. La LCL (CIS) non invierà una squadra al MSI a causa della cancellazione del LCL Spring Split.

  • 10-15 maggio: Le squadre saranno sorteggiate in DUE gruppi di QUATTRO e UN gruppo da TRE per giocare un doppio round robin al meglio di uno all’interno del loro rispettivo gruppo durante la FASE A GRUPPI.
  • 18-22 maggio: I due migliori team di ogni Gruppo passeranno al RUMBLE STAGE, dove i sei rimanenti team si sfideranno per in un doppio round robin al meglio di uno.
  • 27-29 maggio: Infine, i migliori quattro team avanzeranno al KNOCKOUT STAGE, dove competeranno in round a eliminazione diretta al meglio dei cinque. Alla fine della battaglia, i due team rimasti si scontreranno nella Finale per eleggere il miglior team di League of Legends della prima metà della stagione competitiva. Il vincitore si aggiudicherà il trofeo e il titolo di Campione MSI 2022.

BUSAN, COREA DEL SUD

Busan è la seconda città più popolosa della Corea ed è considerata la casa degli esport – Gwangalli Beach è una spiaggia di Busan di 1,4 Km dove si sono svolte le finali 2004-2010 di StarCraft Brood War ProLeague. Inoltre, anche la più grande convention annuale di gaming Sud-Coreana, G-Star, ha trovato casa a Busan. La città costiera è conosciuta anche come la Città dei Festival e dei Film, evidenziando la sua importanza nella cultura, nella musica e nell’arte.  Riot Games ha già organizzato altri eventi globali in Corea del Sud, inclusi i Wolrds 2014 e i Worlds 2018.

Park Heong-joon, sindaco di Busan, dichiara:

“Siamo davvero felici di ospitare gli MSI 2022 a Busan… Busan è la mecca degli esport e ha ospitato alcuni dei più importanti tornei esport al mondo. La città di Busan ha unito le forze con l’industria del gaming per creare professionisti dell’esport, oltre ad un’arena dedicata, la BRENA. Prendetevi il tempo di visitare Busan City durante gli MSI 2022 dato che non vediamo l’ora di accogliervi di persona.” Il sindato Park ha poi aggiunto, “Busan è una delle città candidate all’EXPO 2030. Il Torneo MSI 2022 rappresenta un’importante opportunità per l’assegnazione degli EXPO, offrendoci la possibilità di mostrare al mondo quanto Busan sia unica. Sono felice di darvi un caloroso benvenuto a Busan, cuore e pilastro dell’industria del gaming.”

Maggiori informazioni sull’evento verranno condivise presto. Seguite @lolesports, l’hashtag #MSI2022 e lolesports.com per tutti i dettagli.

Baby Shark’s Big Show!

Approda in Prima TV free su Cartoonito (canale 46 del DTT) la serie animata, tratta dal fenomeno virale, che vede protagonista un gruppo di simpatici squaletti alla prese con mille, divertenti disavventure: BABY SHARK’S BIG SHOW.  Un evento da non perdere, la famosissima canzone per bambini BABY SHARK che ha ispirato lo show non è infatti un semplice tormentone, ma un vero fenomeno: ad oggi, con oltre 10 miliardi di visualizzazioni, è il video più visto di sempre su YouTube!

L’appuntamento è a partire dal 4 aprile, dal lunedì al venerdì, alle 21.00.

La serie segue il piccolo protagonista Baby Shark che insieme al suo amico William, alla mamma, al papà e ai nonni, affronta ogni giorno tante avventure e giochi, naturalmente ambientate nell’oceano. Un mondo bizzarro e divertente, nel quale la famiglia di Baby Shark è sempre protagonista: Baby Shark sa  infatti di non essere mai solo e poter sempre contare su di loro per un incoraggiamento o una coccola.

In ogni avventura Baby Shark imparerà qualcosa di importante e prezioso come l’empatia, il rispetto, la gentilezza, la pazienza, la responsabilità e la condivisione. Le situazioni quotidiane che affronterà ricorderanno al simpatico  squaletto che le cose non sempre sono come sembrano…soprattutto in fondo al mare! Il mondo sottomarino è raccontato in modo incredibile, popolato da vere e proprie città, lo sfondo perfetto per le ormai famosissime canzoni e coreografie attarverso le quali Baby Shark e la sua famiglia hanno conquistato i bambini di tutto il mondo.

 

Nasce MaoTV Magazine su Telecapri

In occasione del Capodanno Cinese e l’entrata nell’Anno della Tigre, parte MaoTV Magazine, dal 31.01.2022 tutti i giorni alle 17.30 su Telecapri!

TeleCapri prosegue senza sosta l’implementazione e l’arricchimento della sua programmazione. Oltre all’ampio spazio dedicato al cinema, con titoli che spaziano dalle pellicole d’autore, dal bianco e nero fino ai titoli più recenti, alla musica con la serie di concerti “E Sona mò – Il concerto che ti sei perso”, all’informazione e allo sport, non poteva mancare lo spazio dedicato ai giovani.

E non poteva essere altrimenti visto lo storico successo di programmi di questa fascia di pubblico che hanno reso grande l’emittente dei faraglioni. Sulla scia del vivo interesse maturato negli ultimi mesi da adolescenti e ragazzi nei confronti del mondo orientale, il 31 gennaio, in occasione del Capodanno Cinese e l’entrata nell’Anno della Tigre, TeleCapri ha dato il via a “MaoTV Magazine”.

 

 

Si tratta di un “format crossmediale” dedicato all’intrattenimento ed alla cultura di Cina, Giappone e Corea, della durata di circa trenta minuti, dove si alternano Anime (trailer di anime giapponesi e cinesi), Cosplay (con Cosplay Music Video), Japanese-Chinese-Korean Pop , Videogames (trailer di videogiochi) e Asia Food (il mondo del cibo orientale in generale). Il format fa parte del progetto MaoTV, un canale tematico digitale, dedicato al mondo dell’intrattenimento orientale.

Il programma va in onda tutti i giorni alle ore 17:30 su TeleCapri, canale 19 del digitale terrestre.

Per info: nekotv.tv  |  facebook.com/maotvmagazine

Grande successo per Xmas Comics and Games 2021

Si è chiusa domenica 12 dicembre la settima edizione di Xmas Comics&Games, la grande festa natalizia che ha visto i padiglioni 1 e 3 di Lingotto Fiere animarsi con migliaia di cosplayer e stand con fumetti e manga, gadget, oggetti da collezione, accessori e costumi. I visitatori totali sono stati 20.000. L’evento è andato sold out. I biglietti quest’anno erano infatti limitati a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria; gli ultimi titoli di ingresso disponibili sono esauriti nella giornata di martedì 7 dicembre.

 

Xmas Comics si conferma come uno degli eventi italiani con la maggiore presenza di cosplayer, sia come pubblico della fiera sia soprattutto come partecipanti alle gare. Sono stati 75 gli iscritti alla sfilata competitiva di domenica 12. Il premio per il miglior singolo è andato a Malvagio Cosplay con Aquarius, mentre per il miglior gruppo Moriko e Minami con Love Live hanno sbaragliato la concorrenza. I vincitori si sono aggiudicati buoni amazon, biglietti per il bioparco Zoom e Lucky bag di Kamehouse. Oltre alla competizione, nei due giorni si sono alternati sul palco esibizioni, interviste, karaoke, karacosplay e momenti di animazione, tutto a cura dell’associazione Cospa Family, di cui fa parte anche Massimo Barbera, campione mondiale di Cosplay nel 2013 in Giappone.

Xmas Comics si è confermato anche nel 2021 uno degli appuntamenti più importanti a livello nazionale del settore eSport e videogaming. L’area videogames per questa edizione è stata realizzata in collaborazione con Lega Esport, società sportiva dilettantistica che ha l’obiettivo di promuovere il mondo eSport in Italia. Nei due giorni di evento si sono svolte le finali nazionali dei tornei Philips Hue FIFA 22 University Championship e Philips Hue LOL Championship, frutto della collaborazione tra CUS Torino, Nerds, Lega Esport e Philips Hue Italia. Il torneo di Philips Hue LOL Championship, dedicato al gioco di strategia League of Legends, ha visto trionfare il team Brigantini; al secondo posto il team Politonno, mentre sul gradino più basso del podio sono saliti i ragazzi del team Clusone Esport. Il torneo Philips Hue FIFA 22 University Championship, dedicato al celeberrimo gioco di calcio, è stato vinto da GoDzSaSa09, al secondo posto Roandy e sul terzo gradino del podio Alessandro126. I vincitori si sono aggiudicati i premi tecnologici messi a disposizione da Philips Hue come bridge, dispositivi di rete e lampade wireless.  L’area videogames di Xmas Comics è curata da Lega Esport in partnership con Philips Hue, leader mondiale nei prodotti, nei sistemi e nei servizi d’illuminazione connessa, e Aron, produttore di computer da gaming ad alte prestazioni.

Sull’onda del successo mondiale della serie tv coreana, a Xmas Comics si sono svolti gli Squid game – nerd edition: al Lingotto sono state ricostruite le ambientazioni della serie e i partecipanti si sono sfidati ai famosi giochi, dalle biglie a 1,2,3…stella! (alcuni giochi sono stati rivisitati), sotto il vigile controllo del Frontman e delle guardie. Il vincitore è stato Manuel Colosimo, che si è aggiudicato un ambito privilegio: un accredito a vita per Xmas Comics.

Affollatissima in fiera l’area dedicata al K-pop, genere musicale esportato dalla Corea del Sud che affonda le sue radici nel pop, ma che trae ispirazione da altri generi come rap, rock, soul, l’R&B e funk. La sua popolarità nel mondo sta crescendo a dismisura, così come le band kpop, con le loro hit sempre più presenti ai primi posti delle classifiche, caratterizzate inoltre da coreografie dance curate nei minimi dettagli. Nella giornata di sabato si è svolta la K-stage Battle, una gara di danza Kpop rivolta sia a solisti sia a gruppi.  Inoltre l’area Kpop, uno spazio di oltre 100mq curato dall’associazione Turin Korea Connection, ha visto centinaia di persone cimentarsi in Kpop Random Dance, Giochi Kpop ed esibizioni.

Apprezzata come di consueto l’area creator, che ha ospitato alcuni dei talent del web più amati dai giovanissimi. Grande bagno di folla per il trio di youtuber composto da Leo, Bertra e Totta; ottima partecipazione anche per l’incontro sul placo con i ragazzi di InnTale, progetto di divulgazione sul gioco di ruolo e sul gioco da tavolo su youtube.

Il prossimo appuntamento a Lingotto Fiere è dal 10 al 12 giugno 2022 con la XXVI edizione di Torino Comics.

 

Pescara Comix: Winter is Comix 2021

Winter is Comix, il nuovo evento by Pescara Comix, vi aspetta il 27 e per il  28 novembre 2021 presso il Centro Commerciale l’Arca a Villa Raspa di Spoltore. L’evento pescarese dedicato al mondo dei fumetti sta per tornare. L’edizione invernale sarà una sorta di spin-off di Pescara Comix, vista la cancellazione dell’edizione di ottobre e in attesa di quella del 2022: in due giorni si concentrerà un programma sempre molto interessante e imperdibile; un evento più piccolo nelle dimensioni, ma non nel divertimento: stand, contest, games, cosplay, music  realizzato in piena sicurezza dal punto di vista delle norme anti-Covid.

L’evento sarà aperto dal sabato con la quinta edizione del Baby Village. E’ prevista, naturalmente, la presenza di molti interessanti ospiti del settore, a partire dai fumettisti. Ogni autore, inoltre, avrà la possibilità di promuovere il suo lavoro nello spazio dedicato dell’Artist Alley.

Il primo ospite confermato è il leggendario Pietro Ubaldi, doppiatore, conduttore televisivo, è un cantante, attore e speaker italiano. Attivo soprattutto nel campo del doppiaggio di cartoni animati e anime, e recentemente anche nei videogiochi, è conosciuto anche per il doppiaggio di Geoffrey Rush nella saga di Pirati dei Caraibi nel ruolo del capitan Barbossa. Ha inoltre condotto la trasmissione per bambini Game Boat ed è, da sempre, la voce di Uan e Four di “Bim Bum Bam”. Pietro sarà ospite della manifestazione nella giornata di domenica 28 novembre con un incontro con i fans e con una piccola sorpresa!!!

Ospiti dell’evento anche Arrosticini&Kpop è una community nata nel 2016 che organizza eventi e raduni sul territorio abruzzese dedicati alla musica coreana (l’amatissimo Kpop). Il simpatico nome prende ispirazione dagli arrosticini: un piatto tipico abruzzese che porta con sé non solo la tradizione culinaria del luogo ma anche quel senso di appartenenza ad un gruppo, ad una famiglia, proprio come il Kpop. Così, da un piccolo gruppo di amici ha preso vita, con il passare del tempo, una grande famiglia. I partecipanti sono interessati non solo a conoscere i gruppi più popolari ma anche quelli meno famosi e quelli che hanno fatto la storia del Kpop. Arrosticini Kpop, Corea in Abruzzo e in Italia!

Sfoggiate il vostro miglior cosplay e iscrivetevi alla nostra competizione! Epicos vi aspetta domenica presso per un imperdibile appuntamento Cosplay. Prima di tutto è necessario compilare la liberatoria al seguente link:  epicos.it/liberatoria/ (Attenzione, non vale come iscrizione!). Il Classic Cosplay Contest  si svolgerò la domenica  28 Novembre a partire dalle ore 17.00. La Giuria sarà composta da membri di spicco appartenenti al mondo del Cosplay, Associazioni e Professionisti del settore.I giurati valuteranno ogni concorrente in base alle seguenti caratteristiche: somiglianza globale al personaggio, fattura e difficoltà del costume, interpretazione dei tratti caratteristici del personaggio stesso e originalità e valore artistico della performance. Le decisioni della giuria sono inappellabili.

La raccolta delle iscrizioni verrà effettuata direttamente in fiera, dalle ore 12.00 alle ore 16.00, direttamente all’evento presso il desk Epicos nei pressi del Palco.. L’iscrizione è il momento per consegnare un’immagine su foglio A4, a colori, del personaggio o del gruppo che si intende iscrivere, consigliata per agevolare i lavori della giuria; compilare la liberatoria necessaria per l’iscrizione; consegnare le basi per eventuali interpretazioni (i supporti accettati sono esclusivamente pen-drive USB e schede SD); ricordiamo che eventuali mix di pezzi sono esclusivamente a cura dei concorrenti e debbono essere consegnati già pronti e mixati; chiedere qualsiasi informazione o spiegazione circa lo svolgimento del contest. Il contest inizierà alle ore 17.00: l’accesso al palco sarà regolato da personale dell’organizzazione che inviterà i cosplayers a salire sul palco rispettando l’ordine di chiamata (che rispecchia esattamente quello di iscrizione). Tutte le info sul regolamento sono disponibili all’indirizzo: epicos.it/regolamento-cosplay-contest.

Gli organizzatori ci tengono alla sicurezza di tutti i partecipanti, per tanto saranno particolarmente rigidi su alcune regole necessarie:
– l’accesso nel backstage sarà scaglionato dal nostro staff per evitare assembramenti, entrerete in base al numero d’iscrizione
– nel backstage è necessario indossare la mascherina fino alla salita sul palco
– sul palco è possibile rimuovere la mascherina per l’esibizione, mantenendo comunque le distanze con gli altri membri del gruppo e le altre persone presenti sul palco.
– i microfoni verranno disinfettati al termine di ogni esibizione
– vi preghiamo di prestare la massima attenzione a queste regole per poterci divertire in totale sicurezza!

Per eventuali altre info sul cosplay contest: cosplay@epicos.it e sulla pagina ufficiale: facebook.com/events/592710672059701

Per avere ulteriori info e approfondimenti sul programma è possibile seguire la Pagina Facebook il sito www.pescaracomix.it oppure scrivere all’indirizzo  pescaracomix@gmail.com.

Crash Landing on You – L’amore che ha attraversato il 38° parallelo

Quando una serie coreana riesce a unire il dramma romantico più struggente con un intreccio politico da spy story, e al tempo stesso a conquistare milioni di spettatori nel mondo, significa che ha toccato qualcosa di universale. Crash Landing on You (사랑의 불시착, “L’atterraggio d’emergenza dell’amore”) non è solo una delle serie più amate del decennio, ma un fenomeno socioculturale che ha riscritto le regole del melodramma televisivo. Trasmesse su tvN tra dicembre 2019 e febbraio 2020 e approdate su Netflix, le sedici puntate hanno mantenuto un crescendo di ascolti fino a toccare il 21,7% di share in Corea del Sud, un traguardo da record per una rete via cavo. Ma il successo di Crash Landing on You non si misura solo con i numeri: si misura con la febbre emotiva che ha generato, con le tendenze social esplose a ogni episodio e con l’incredibile eco culturale che ha attraversato tutto l’Asia orientale, dall’Indonesia alle Filippine, fino alla Thailandia.

Una storia d’amore (e di confine)

La trama parte come un moderno mito del destino. Yoon Se-ri (Son Ye-jin), ereditiera sudcoreana e regina dell’imprenditoria nel settore della moda, decide di testare un nuovo prodotto della sua compagnia lanciandosi in un volo in parapendio. Ma un’improvvisa tempesta di vento la trascina oltre il 38° parallelo, facendola precipitare nel territorio della Corea del Nord. Ad accoglierla — o meglio, a trovarla in mezzo alla foresta — è Ri Jeong-hyuk (Hyun Bin), un ufficiale nordcoreano dal cuore nobile e dallo sguardo glaciale.

Da quel momento, il confine più sorvegliato del pianeta diventa teatro di un sentimento impossibile. Se-ri, abituata al lusso e alla libertà del Sud, si ritrova a vivere di nascosto in un villaggio di frontiera, tra sospetti e contraddizioni. Jeong-hyuk, cresciuto nella rigida disciplina militare, scopre nella donna un’umanità e una vulnerabilità che sfidano ogni dogma del suo mondo. È la versione 2.0 di Romeo e Giulietta, ma qui i Montecchi e i Capuleti sono due Stati che non si parlano da oltre settant’anni.

Tra spionaggio, satira e sentimento

Ogni episodio è un equilibrio perfetto tra tensione e ironia. Il tono del racconto cambia come il vento che trascina Se-ri: un attimo prima ti commuove, quello dopo ti strappa una risata. Dietro la storia d’amore si muove un sottotesto politico sorprendentemente lucido: Crash Landing on You non si limita a raccontare il romanticismo, ma umanizza due popoli divisi.

La rappresentazione della Corea del Nord ha stupito critici e disertori: la serie mostra con rispetto e precisione la quotidianità dei villaggi, gli accenti, persino il linguaggio, grazie anche al contributo di consulenti nordcoreani. Una delle comparse, una rifugiata, ha raccontato di essersi sentita “come se fosse tornata davvero a casa”. È un ritratto inedito, privo della propaganda con cui solitamente viene descritto il Nord: un luogo dove si soffre, si ride, si cucina, ci si innamora.

Il professor Yun Suk-jin della Chungnam National University ha osservato che Crash Landing on You “ha cambiato gli stereotipi sulla Corea del Nord, mostrando che anche lì la vita scorre con i suoi ritmi e le sue emozioni”. È una rivoluzione narrativa travestita da commedia romantica.

L’effetto “Crash Landing”: quando la finzione cambia la realtà

Il fenomeno mediatico è stato travolgente. Gli hashtag legati al finale sono diventati trend globali su Twitter, e i prodotti comparsi nella serie — dal pollo fritto di Olive Chicken agli orecchini Swarovski indossati da Son Ye-jin — hanno registrato impennate di vendita del 100%. Anche il turismo interno sudcoreano ha beneficiato del successo del drama: i luoghi delle riprese, tra Seoul e Jeju, sono diventati mete di pellegrinaggio per fan provenienti da tutto il mondo.

Ma la serie ha fatto parlare di sé anche per motivi più delicati. Alcuni partiti conservatori, come il Partito Cristiano Liberale, hanno accusato Crash Landing on You di “romanticizzare il regime nordcoreano”, sostenendo che potesse violare la Legge di Sicurezza Nazionale. Un’accusa che ha avuto scarso impatto sull’entusiasmo del pubblico, ma che ha confermato quanto la fiction avesse toccato corde politiche ancora vive.

L’amore dentro e fuori dallo schermo

Come se non bastasse, il destino ha deciso di scrivere un epilogo degno del più appassionato drama: Hyun Bin e Son Ye-jin, i due protagonisti, si sono innamorati davvero. Il loro matrimonio, celebrato nel 2022, è stato seguito dai media come un evento reale, trasformando la coppia simbolo della serie nel coronamento perfetto della storia che aveva fatto sognare milioni di spettatori.

Dietro le divise militari e le lacrime da soap, Crash Landing on You è una riflessione sul potere disarmante dell’empatia. In un mondo che costruisce muri, la serie mostra che basta un incontro fortuito — un volo, un atterraggio imprevisto — per ricordarci che le barriere, geografiche o culturali, esistono solo finché le accettiamo.

È questo il suo segreto: parlare d’amore, sì, ma di un amore che attraversa il confine più difficile di tutti — quello della paura.

Itaewon Class: la ribellione gentile che ha conquistato il mondo

Quando nel 2020 i riflettori di Netflix si sono accesi su Itaewon Class, molti appassionati lo avevano frettolosamente archiviato come l’ennesimo dramma di formazione condito con un pizzico di romanticismo prevedibile. Tuttavia, episodio dopo episodio, la serie diretta da Kim Sung-yoon e basata sul celebre webtoon di Jo Gwang-jin ha dimostrato di essere una forza narrativa di ben altro spessore: un vero e proprio manifesto generazionale che celebra la libertà di essere sé stessi, il riscatto sociale e la forza dirompente della diversità.

Al centro di questa epopea, ambientata nel vibrante cuore cosmopolita di Seul, c’è la figura di Park Sae-ro-yi, interpretato da un magnetico Park Seo-joon. La sua storia non è solo un racconto personale, ma si intreccia profondamente con le contraddizioni e le tensioni della società coreana. Sae-ro-yi incarna la rabbia del giovane idealista: espulso da scuola per aver difeso un compagno, segnato dalla perdita del padre e da un’esperienza in carcere, decide di rinascere aprendo un piccolo pub nel quartiere di Itaewon, il DanBam, destinato a trasformarsi nel simbolo di una nuova Corea.

Dalla Vendetta alla Redenzione: Il Don Chisciotte del Capitalismo Coreano

La trama, che si estende lungo un arco temporale di quindici anni, è molto più che una semplice storia di rivalsa. È un viaggio intensissimo nella psicologia di un ragazzo che rifiuta ogni forma di compromesso. Con una purezza quasi autolesionista, Sae-ro-yi ingaggia una battaglia frontale contro il potentissimo colosso della ristorazione, la famiglia Jangga, responsabile della tragedia che ha sconvolto la sua vita. Questa crociata, che ha tutte le sembianze di una vendetta, si eleva ben presto a metafora della lotta contro un sistema corrotto e iniquo, dove i sogni dei meno privilegiati vengono sistematicamente calpestati dall’arroganza del potere.

Il pregio più grande di Itaewon Class risiede nella sua capacità di affrontare temi così complessi senza mai sacrificare il ritmo narrativo. La narrazione procede per tasselli di crescita, quasi fosse un avvincente videogame morale in cui ogni caduta è propedeutica a un livello superiore. L’eloquenza degli sguardi, i silenzi e le posture del protagonista comunicano ben più di qualsiasi dialogo: il desiderio di vendetta si trasforma gradualmente in un anelito di redenzione, e il successo, per Sae-ro-yi, non è più misurato in termini economici, ma profondamente umani.

Un Eroe Fuori dal Tempo e la Sua Leggenda Pop

L’origine fumettistica del drama, tratto dal webtoon omonimo, è palpabile in ogni inquadratura. I personaggi sono scolpiti come vere e proprie icone, con linee emotive nette e un sapiente uso della luce che ne esalta la dualità morale. Tuttavia, l’adattamento televisivo, curato dallo stesso creatore Jo Gwang-jin, riesce a preservare l’epicità dell’opera originale, amplificandone al contempo la dimensione realistica. L’intento è cristallino: raccontare la rivincita di chi è sempre stato invisibile.

Il successo in Corea è stato immediato e travolgente. Il finale ha registrato uno sbalorditivo 16,5% di share nazionale sul canale JTBC, consacrando la serie tra le più viste nella storia della televisione via cavo. La distribuzione globale tramite Netflix ha poi trasformato Itaewon Class in un vero e proprio culto planetario. Il fenomeno è uscito dallo schermo, trasformandosi in una tendenza sociale: migliaia di fan in tutto il mondo hanno richiesto l’iconico taglio di capelli a scodella di Park Sae-ro-yi, rendendolo un vero e proprio simbolo pop, al pari della giacca di pelle di Fonzie o del trench di Neo in Matrix.

Sae-ro-yi si distingue come un protagonista profondamente anacronistico. Lontano dal cinismo degli antieroi moderni o dalle ambiguità morali, è un idealista testardo e onesto fino all’eccesso, un moderno Don Chisciotte che sfida il capitalismo coreano a colpi di integrità. In un’epoca dominata da moralità liquide, la sua coerenza risulta rivoluzionaria: non mente, non manipola, e mantiene la sua dignità in ogni sconfitta.

Itaewon: Il Crogiolo della Nuova Corea

È proprio per la sua integrità che Sae-ro-yi diventa un faro per un gruppo di outsider che si aggrega attorno al DanBam: una ragazza transgender, un ex detenuto, un giovane di colore e una manager dall’impulsività travolgente. Queste figure rappresentano la nuova Corea, quella che non accetta più di essere definita da pregiudizi, status o etichette sociali. Nel pub, ognuno trova non solo un rifugio, ma una vera e propria famiglia alternativa e una seconda, meritata possibilità.

Il quartiere che dà il nome alla serie non è una semplice scenografia, ma un personaggio vivo e pulsante. Itaewon è il melting pot di Seul per eccellenza: un microcosmo di culture, neon, odori e vite che si mescolano liberamente. La decisione di Sae-ro-yi di costruire il suo sogno qui, lontano dalle logiche corporative, è un atto politico. La regia esalta questo sfondo con colori saturi e riprese notturne che trasformano ogni vicolo in un videoclip esistenziale. Quando il protagonista solleva il bicchiere di soju, sembra stia brindando a un mondo in cui il vero successo si misura in autenticità, non in bilanci.

Un Inno Zen alla Perseveranza

In ultima analisi, Itaewon Class è una parabola sull’equilibrio cosmico. La giustizia che Sae-ro-yi persegue non è pura vendetta, ma armonia: la profonda convinzione che il bene, anche se sconfitto innumerevoli volte, debba avere sempre l’opportunità di rialzarsi. C’è una nobiltà quasi zen nel modo in cui il protagonista affronta le sue sfide, non con la forza bruta, ma con un’inflessibile perseveranza.

È forse questo il motivo per cui il drama ha risuonato così potentemente anche al di fuori della penisola coreana. In un mondo consumato da cinismo e burnout, Itaewon Class offre un promemoria essenziale: restare fedeli ai propri valori non è una debolezza, ma un atto di eroismo quotidiano. È una lettera d’amore ai sognatori che rifiutano di conformarsi, il racconto di chi, nonostante ogni sconfitta, continua a crederci. Il suo messaggio, semplice quanto potente, non ha bisogno di effetti speciali: si può cambiare il mondo, ma solo dopo aver trovato il coraggio di cambiare se stessi.


Spero che questo approfondito articolo abbia soddisfatto la tua fame di analisi sui kdrama!

Ender Lilies: Quietus of the Knights

Ender Lilies: Quietus of the Knights, metroidvania dark fantasy pubblicato da Binary Haze Interactive, si prepara ad atterrare su Nintendo Switch e ad uscire dal programma Early Access di Steam nella giornata di oggi. La versione europea del gioco sarà disponibile sulla console portatile di Nintendo a partire dalle 24:00 CEST del 22 Giugno 2021. In aggiunta, gli sviluppatori Live Wire, Adglobe Tokyo e Adglobe Montreal Studio renderanno Ender Lilies disponibile anche su PlayStation 5, sfruttando la retrocompatibilità con PlayStation 4, a partire da Martedì 6 Luglio. Maggiori informazioni per quanto riguarda le versioni Xbox Series X|S e Xbox One, invece, saranno disponibili solo nei mesi a venire. Tutte le versioni console includeranno le cinque nuove aree in arrivo su PC con l’aggiornamento alla versione 1.0, portando il totale a 8 location esplorabili e aggiungendo uno spettacolare finale alla storia del gioco.

Svegliatasi in una chiesa, la giovane Lily scopre che i villaggi e la foresta che la circondano sono stati invasi dai non-morti. È qui che inizia il suo viaggio attraverso Finis, un misterioso regno in stile dark-fantasy giapponese, per mettere fine alla maledizione portata dalla necropioggia. Le avventure di Lily ti porteranno a faccia a faccia con nemici di ogni tipo. Dovrai sconfiggere boss impegnativi, tra cui spaventosi mostri armati di mazze e sciamani in grado di scagliare potenti magie, per sbloccare visioni dal passato. Recluta gli spiriti dei tuoi nemici per creare una formidabile squadra di bodyguard e aiuta Lily a superare qualsiasi ostacolo così da scoprire la fonte della pioggia di morte che attanaglia Finis e liberare il mondo dalla sua maledizione.

La versione 1.0 di Ender Lilies include cinque nuove aree – tutte illustrate a mano con estrema cura per i dettagli – per un totale di 8 location esplorabili. Ognuno dei nuovi livelli offrirà ai giocatori boss mai visti prima da sfidare e segreti misteriosi da scoprire.

La colonna sonora del gioco, che include melanconiche tracce composte da Mili, il gruppo dietro alle musiche per Ghost in the Shell e Goblin Slayer così come gli estremamente popolari rythm games Cytus e Deemo, sarà disponibile su Spotify e Apple Music, i negozi di iTunes e Amazon Music e Steam nel 2021. Il CEO di Binary Haze Interactive Hiroyuki Kobayashi ha dicharato:

“I giocatori che hanno provato l’Early Access si sono innamorati della musica e hanno chiesto a gran voce di poter scoprire il finale di Ender Lilies. Speriamo rimarranno emozionati dal resto del viaggio di Lily … Grazie al feedback ricevuto dai giocatori, il nostro gameplay pieno d’azione e la fantastica atmosfera alla quale Mili e i nostri artisti hanno contribuito, siamo sicuri che Ender Lilies sarà un successo sia tra i veterani del metroidvania che tra coloro che si avvicinano al genere per la prima volta…. Siamo rimasti colpiti dalla quantità di commenti positivi ricevuti durante il periodo di Accesso Anticipato e non vediamo l’ora di sapere come reagiranno i nostri fan alla versione completa del gioco”.

Ender Lilies: Quietus of the Knights è disponibile su Steam e Nintendo Switch a 24.99 Euro / $24,99. I giocatori potranno seguire le avventure di Lily in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo (Spagna), portoghese (Brasile), cinese semplificato, cinese tradizionale, koreano o russo. Per maggiori informazioni, potete visitare il sito di Ender Lilies: Quietus of the Knights.

Comic Fest – 20 Giugno 2021 @ Misano Adriatico

All’interno dell’evento Frit Rock Street Food Show, nasce Comic Fest, la domenica all’insegna del divertimento! Il tutto si svolgerà all’aperto ad ingresso gratuito il prossimo 20 giugno 2021, dalle ore 10, presso Misano Adriatico (RImini): un evento realizzato nel rispetto delle normative vigenti anti Covid, creato per condividere con gli appassionati una domenica Nerd con tanti eventi e spettacoli sul palco. Tante iniziative in programma, all’insegna del divertimento con dj set e il video Karaoke con le sigle dei Cartoni Animati, dove si potrà giocare  sul maxi schermo ai classici da sala giochi anni 80 e 90 come Bubble Bobble o Metal Slug. Potrete partecipare o ammirare i Cosplayer, dai super Eroi alle principesse più amate, dai personaggi tratti da Film, Videogames, Manga e Anime, che si esibiranno sul palco per vincere i fantastici premi in palio!

Questo è il programma del palco

14:00 – TELERICORDI (Le videosigle mixate dei Cartoni Animati degli anni 70/80/90 su maxi schermo)
16:00 – RETRO GAME ARCADE (gioca sul maxi schermo ai classici da sala giochi anni 80 e 90)
16:00 – INIZIO ISCRIZIONI GARA COSPLAY
17:00 – KPOP (Evento KPOP con esibizioni sul palco di ballerini/e di musica Coreana)
18:00 – TERMINE ISCRIZIONI GARA COSPLAY
18:00 – DISNEY TRIBUTE (le canzoni più amate dei classici d’animazione Disney)
18:30 – GARA COSPLAY
20:00 – I PLAGI (spettacolo comico sui plagi delle sigle dei cartoni aniamti)
20:30 – PREMIAZIONI GARA COSPLAY
21:00 – KARAOKE (con le videosigle dei Cartoni Animati)
22:00 – STAB FLOW DEEJAY SET Le sigle dei Cartoni Animati
Per aggiornamenti in tempo reale, vi consigliamo di accedere alla pagina ufficiale dell’evento: facebook.com/events/466717224586797
Animatori e presentatori nella giornata di domenica saranno i I BHC sono uno dei gruppi Cosplay più apprezzati in Italia. Alternano la loro bravura nel realizzare abiti e interpretazioni sempre uniche nel loro genere, alla loro competenza nel gestire Eventi Cosplay e Animare moltissime Fiere del Fumetto in Italia.

Domenica il palco si trasformerà in una dancefloor per far ballare e cantare la musica KPOP grazie a KST Kpop Show Time,  un team che trova radici a Bologna e, da ormai 3 anni, è diventato il punto di riferimento per la realtà Kpop nella zona Emiliano Romagnola.  Quello che inizialmente era un passatempo è diventato un vero e proprio impegno. Con tanta passione e volontà, il team KST ha proposto eventi in collaborazione con fanbase Italiane di gruppi Kpop, riuscendo a raggiungere persone anche al di fuori della realtà della regione e a lanciarsi in scommesse sempre più grandi.
Nella manifestazione, troverete in esposizione la bellissima autovettura a tema Gurren Lagan! Insieme a lei, anche la mitica macchina di Ritorno al Futuro arriva al Comic Fest! Il veicolo per viaggiare nel tempo usato da Doc e Martin sarà in esposizione domenica 20 giugno in area palco! Troverete anche personaggi e oggetti di scena di questo film cult intramontabile!

Nella giuria del Cosplay Contest, che si svolgerà alle ore 15.00 del 20 Giugno abbiamo:

Marcello Serafini in arte Iron Sparrow Cosplay, si avvicina al mondo cosplay nel 2013 quando, dopo avere visto il terzo film di Iron Man, decide di cercare su internet come realizzare un costume proprio, creando la sua prima armatura, la Mark 6. Dopo avere scoperto il mondo delle fiere del fumetto, ci si avvicina prima con titubanza, poi con vera passione, realizzando diversi nuovi personaggi, perlopiu’ legati al mondo Marvel. Con il suo Rocket Raccoon viene ingaggiato nel 2017 proprio da Marvel per la promozione ufficiale del film ‘Guardiani della galassia vol.2’, girando il nord Italia. Negli anni successivi realizza l’armatura Mark I di Iron Man per suo padre e il costume dell’Antico per sua madre, con i quali ottiene diversi riconoscimenti: per tre anni consecutivi, vince il Riminicomix (miglior armor con la Mark, miglior coppia con Antico e Doctor Strange e miglior singolo con Doctor Strange), ottiene il premio miglior Armor al Cartoomics 2018 (Mark 1) e infine quello come ‘costume piu’ difficile da realizzare’ al contest Marvel – Lucca Comix 2019. Partecipa molte volte come giurato in diversi contest in Italia. Le sue abilità comprendono lavorazione di forex, scultura, creazione di protesi in lattice, illuminazione led, programmazione arduino, disegno 3D, stampa 3D, robotica e tanto altro, ma non gli piace il termine ‘esperto’….perchè non si smette mai di imparare, e il cosplay è l’ambito giusto per farlo! Ama le nuove sfide e i problemi da risolvere!

Simona Camporesi, 28 anni, nata a Ravenna, Makeup Artist di professione e Cosplayer da 7 anni. Ha iniziato il suo cammino nel mondo artistico gia da piccola per poi tuffarsi nel mondo horror come comparsa, all’interno del parco divertimenti di Mirabilandia, mantenendo i contatti tutt’oggi come truccatrice e diventando insegnante di Make-Up. La passione horror in seguito continua al di fuori facendo parte come staff di una associazione teatrale horror buttando fuori tutta la sua creatività. Affascinata da sempre al mondo cosplay 5 anni fa decide di cominciare e negli anni, creare vari personaggi.Tra i tanti cosplay questi sono i suoi preferiti, Merida the Brave, Anna di Frozen, Sailor Moon e Anastasia, rispecchiandosi in loro come una bimba un po’ pazzerella e ribelle. Cosa le piace del cosplay? Poter essere e sentirsi diversa per qualche ora nei panni di personaggi che piu le stanno a cuore e poter giocare con il makeup con lo scopo di migliorarsi sempre più. (Si ringrazia per la foto Simone Mantovani).

Elyna Cosplay&Art ha iniziato a far parte del mondo del cosplay nel 2015. Oltre al cosplay, le sue passioni sono i videogame, gli anime, i fumetti, ma sopratutto il Crafting e il Prop Making. Specializzata nella creazione di armature, armi e accessori, ama curare le sue creazioni nel dettaglio, utilizzando tanti tipi differenti di materiali e sperimentando ogni volta cose nuove. Per lei, realizzare un costume complesso è come una sfida che le regala tante emozioni positive. Del mondo cosplay adora il lato artistico e creativo, e il poter mostrare la propria creazione durante le fiere del fumetto. I suoi costumi preferiti realizzati finora sono Erza Scarlet da Fairy Tail e l’Armatura Zinogre da Monster Hunter 4U. Qui troverete un interessante approfondimento su Elyna; questa è invece è la sua pagina Facebook.

Ren Kumiho sin da bambina è affascinata dal mondo degli anime, dai videogiochi di final fantasy e dal travestimento. Nel 2008 conosce per la prima volta il cosplay grazie ad una fiera nella sua città e da allora realizza quasi ogni suo progetto da sola. Fa della sartoria cosplay il suo hobby principale e con il tempo anche un lavoro.  I suoi costumi preferiti sono Aerith da FFVII Remake, Kairi da KHIII e Yuna di FFX, ma ogni suo personaggio ha un posto speciale nel suo cuore.

Magico Ste Cosplay, attore e scenografo con un esperienza ventennale, è cresciuto nelle compagnie teatrali, ed è stato organizzatore di eventi nel suo paese e schermidore nell’Oste Ghibellina. Appassionato di manga, anime, film, serie tv & videogiochi, conosce e si innamora del mondo del Cosplay all’edizione 2007 del Lucca Comics and Games, dove partecipa col suo primo personaggio “Sephiroth” da Final Fantasy VII. Oggi Magico Ste ha più di 30 personaggi all’attivo di numerosi e disparati generi, non ne ha uno preferito, per lui il “Cosplay” è pura espressione artistica dove si impegna, ogni volta, non solo a crearli ma portarli alla vita con tutte le particolarità che li contraddistinguono, senza MAI dimenticare di divertirsi.

I BHC nati nel 2005 alternano la loro bravura nel realizzare abiti e interpretazioni sempre uniche nel loro genere, alla loro competenza nel gestire Eventi Cosplay e Animare moltissime Fiere del Fumetto in Italia. I fondatori sono Ramona Lambusta in arte Lady Seth Ramons, è una delle Cosplayer più originali e apprezzate nel circuito fieristico italiano, veterana del mondo Cosplay da oltre quindici anni. Fondatrice dei BHC, vede nelle nuove leve del Cosplay Italiano un sacco di nuova energia positiva in questo ambiente. Sarta e Modellista sta inseguendo il suo sogno… e il suo motto la spinge sempre a superare i propri limiti: “se puoi immaginarlo, puoi farlo”. Marco Veronese in arte Stab è un Cosplayer, nato lo stesso anno in cui la RAI iniziava a trasmettere a colori, cresciuto a Pane e Mazinga. Nasce come fonico e DJ radiofonico per poi abbinare alla passione per il Cosplay la follia per animare e presentare sul palco, segni particolari? E’ un vero animale da palco. I BHC sono impegnati durante l’anno in svariate attività: dal gestire Eventi Cosplay, Animare varie Piazze d’Italia, Parchi di divertimento come Aqualandia e Italia in Miniatura, fino ad arrivare alla direzione artistica di Fiere del Fumetto in tutta Italia unendo professionalità e pizzico di follia. Per maggiori informazioni: facebook.com/BHCcipiace/

Tower of God: l’anime che ha cambiato le regole del battle-action e ci ha fatto temere le stelle

Parlare della prima stagione di Tower of God significa tornare a quel momento in cui l’animazione giapponese ha spalancato definitivamente le porte ai webtoon coreani, mescolando linguaggi, sensibilità e immaginari in un’unica scalata verso qualcosa di più grande. Non è soltanto un anime battle-action. È un rito di passaggio per chi ama le storie di formazione, i tradimenti che fanno male davvero e le amicizie nate sotto pressione, tra prove mortali e promesse sussurrate guardando un cielo che forse non esiste.

L’opera nasce dalla mente di Lee Jong-hui, conosciuto come SIU, e prende vita nel 2010 sulla piattaforma Naver Webtoon, diventando in pochi anni uno dei titoli simbolo dell’epoca d’oro dei webcomic coreani. Da lì la diffusione internazionale, le traduzioni, l’edizione cartacea, fino al grande salto nel mondo dell’animazione grazie allo studio TMS Entertainment, con la distribuzione globale affidata a Crunchyroll. In Italia il manhwa è arrivato grazie a Star Comics, permettendo a molti di noi di stringere tra le mani quella Torre prima ancora di vederla animata.

Ma andiamo al punto. Perché Tower of God, nella sua prima stagione anime, è stato un piccolo terremoto per la community nerd?

La risposta ha un nome semplice e quasi fragile: Bam. O Twenty-Fifth Bam. Un ragazzo cresciuto nell’oscurità, senza memoria del mondo esterno, con un solo legame che gli dà senso: Rachel. Lei sogna di vedere le stelle. Lui sogna solo di non perderla. E per seguirla entra nella Torre, un luogo che promette tutto — potere, ricchezza, felicità, verità — a chi riesce a raggiungerne la cima.

Questa premessa potrebbe sembrare classica. Un eroe ingenuo, una struttura a livelli, prove sempre più difficili. E invece Tower of God ribalta subito il tavolo. Bam non è l’eroe arrogante che vuole dimostrare qualcosa al mondo. Non cerca gloria. Non desidera diventare il più forte. Vuole soltanto restare accanto a Rachel. Questa purezza disarmante è il suo punto di forza e, allo stesso tempo, la sua più grande vulnerabilità.

La prima stagione dell’anime, composta da tredici episodi, adatta l’arco iniziale del manhwa condensando eventi, limando sottotrame e modificando alcune scelte narrative. Il risultato è un racconto più compatto, più diretto, a tratti quasi brutale. L’ingresso di Bam nella Torre è immediato, destabilizzante. Test spietati, esaminatori enigmatici, creature mostruose e una sostanza misteriosa che permea ogni cosa: lo shinsu, energia fluida e letale che diventa strumento di combattimento e simbolo di talento.

Ed è proprio qui che la serie inizia a brillare davvero.

Bam scopre di avere un potenziale fuori scala nella manipolazione dello shinsu. Non lo sa controllare, non lo comprende fino in fondo, ma lo sente. Lo percepisce come un’estensione della sua volontà. Accanto a lui si forma un gruppo di comprimari che, episodio dopo episodio, smettono di essere semplici alleati di passaggio e diventano qualcosa di più.

Khun Aguero Agnis è l’emblema della mente strategica, fredda e affilata. Non combatte solo con la forza, ma con l’intelligenza. Ogni sua mossa sembra parte di un piano più grande. Rak Wraithraiser, invece, è l’istinto puro, l’orgoglio tribale, la fisicità che irrompe nelle scene con energia primordiale. Hatz, Anak, Endorsi: ognuno porta con sé frammenti di un mondo più ampio, di una gerarchia complessa che ruota attorno alla figura quasi mitologica di Jahad e delle sue principesse.

E poi c’è Rachel.

Rachel è il vero centro emotivo della prima stagione di Tower of God. Non perché sia la più forte. Non perché sia la più carismatica. Ma perché rappresenta l’ambiguità assoluta. Apparentemente fragile, mediocre rispetto agli altri, priva di talento straordinario, eppure capace di innescare l’intera scalata. Il suo desiderio di vedere le stelle suona poetico, ma dietro quella frase si nasconde un’invidia corrosiva, una frustrazione che cresce mentre Bam accumula amicizie, vittorie, affetto.

La prima stagione costruisce lentamente questa tensione, fino a esplodere in un finale che ha lasciato molti di noi a fissare lo schermo in silenzio, con quella sensazione di tradimento che non è solo narrativo, ma quasi personale. Perché Bam crede. Crede nelle persone, nelle promesse, nei legami. E vedere quella fiducia incrinarsi è uno dei momenti più duri dell’intero arco iniziale.

Dal punto di vista visivo, l’anime di Tower of God ha scelto una strada particolare. Linee marcate, palette cromatica spesso spenta, atmosfere rarefatte. Non punta al realismo né all’esplosione di dettagli ultra-definiti. Preferisce un’estetica che richiama l’origine webtoon, mantenendo una certa bidimensionalità che, paradossalmente, amplifica il senso di mistero. La Torre non è mai completamente spiegata. Non esistono mappe chiare, coordinate geografiche rassicuranti. Ogni piano è un microcosmo autonomo, quasi un dungeon concettuale.

Questa scelta ha diviso il pubblico. Alcuni si sono sentiti disorientati. Altri, me compresa, hanno trovato proprio in quella mancanza di riferimenti un elemento affascinante. La Torre non deve essere compresa del tutto. Deve essere temuta, esplorata, subita.

La colonna sonora contribuisce in modo decisivo all’identità dell’anime. Le sigle “TOP” e “SLUMP” interpretate dagli Stray Kids aggiungono una dimensione emotiva potentissima, fondendo K-pop e animazione in un connubio che oggi diamo quasi per scontato, ma che nel 2020 aveva ancora il sapore della novità.

Sul piano narrativo, la prima stagione compie scelte coraggiose. Riduce, sintetizza, a volte sacrifica. Alcuni passaggi risultano più rapidi rispetto al manhwa originale, certi personaggi restano volutamente in ombra, come pedine pronte a essere sviluppate in archi successivi. Eppure l’essenza resta intatta: la scalata come metafora della crescita, del dolore, dell’ambizione e del prezzo da pagare per i propri sogni.

Tower of God non è perfetto. Alcuni snodi possono sembrare forzati, il piano di Rachel resta avvolto da una nebbia di motivazioni mai del tutto chiarite, e il worldbuilding — così ricco su carta — nell’anime appare ancora in fase embrionale. Ma forse è proprio questa incompletezza a renderlo così magnetico. La Torre non si concede facilmente. Pretende pazienza, dedizione, voglia di scavare.

La prima stagione si chiude con una frattura netta. Bam separato dai compagni, il futuro incerto, la promessa di una trasformazione che si intravede appena. Chi conosce il prosieguo sa che la sua evoluzione sarà radicale, che l’innocenza iniziale lascerà spazio a qualcosa di più complesso, più oscuro. Ma già nei tredici episodi iniziali si percepisce il seme di quel cambiamento.

Riguardando oggi Tower of God stagione 1, a distanza di anni dal debutto nell’aprile 2020, si avverte ancora quella sensazione di scoperta. La scoperta di un anime diverso, nato da un webtoon coreano ma animato in Giappone, distribuito globalmente, discusso ovunque nelle community online. Un ponte tra culture nerd, un punto di incontro tra battle-action classico e sensibilità più introspettiva.

Per chi ama le storie di amicizia messe alla prova, i tradimenti che ridefiniscono un protagonista, le strutture a livelli che diventano metafora esistenziale, Tower of God resta una tappa obbligata. Non solo per capire l’evoluzione dell’animazione tratta da webtoon, ma per vivere un’esperienza emotiva che lascia il segno.

La domanda, in fondo, resta sempre la stessa. Bam riuscirà a raggiungere la cima? Ritroverà Rachel? O scoprirà che le stelle, forse, non sono fatte per essere toccate?

La Torre osserva. E noi, da spettatori e fan, continuiamo a salire con lui.

Asian Film Festival: dal 17 al 23 giugno 2021

Torna la vetrina sul miglior cinema d’autore dei paesi dell’Estremo Oriente. Una manifestazione che, insieme a proiezioni di film inediti, ha organizzato in passato anche numerose retrospettive dedicate ai maestri e invitato ospiti di gala. Quest’anno un’edizione in sicurezza con molte novità e due giornate-evento speciali dedicate alla Corea e al Vietnam. La diciottesima edizione di Asian Film Festival presenterà 28 lungometraggi e 2 cortometraggi provenienti da 11 paesi dell’Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Cina, Filippine, Hong Kong, Taiwan, Indonesia, Malesia, Thailandia, Vietnam e Singapore), con 5 anteprime internazionali, 6 anteprime europee e numerose anteprime italiane. Il festival si terrà da giovedì 17 a mercoledì 23 giugno 2021, a Roma, al Cinema Farnese (Piazza Campo De’ Fiori 56).

Asian Film Festival, organizzato da Cineforum Robert Bresson e diretto da Antonio Termenini, presenta una selezione del meglio del cinema dell’Asia orientale, arthouse e di genere, con una grande attenzione per gli esordi e i giovani registi della ricca sezione Newcomers.

Il film di apertura della diciottesima edizione sarà “Wife of a Spy” di Kiyoshi Kurosawa, già vincitore del Leone d’Argento all’ultimo festival di Venezia. Tra gli altri film dal Giappone, ci saranno gli stranianti, divertenti e pieni di contaminazioni “Dancing Mary” di Sabu e “Red Post on Escher Street” di Sion Sono e il più autoriale “Under the Stars” di Tatsushi Ohmori.

Dopo il grande successo della scorsa edizione, sabato 19 giugno si terrà il secondo Korean Day – una giornata interamente dedicata al cinema sudcoreano in cui vengono presentati 4 lungometraggi e un cortometraggio, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Coreano di Roma. Dallo sguardo impertinente e autoriale dell’Hong Sang-soo di “The Woman Who Ran” si passa alla commedia sentimentale amara “Our Joyful Summer Days”  e allo sguardo sulle tradizioni delle pescatrici dell’isola di Jeju in “Everglow”, fino al noir al femminile di “Go Back”, della regista indipendente Seo Eun-young.

In collaborazione con l’Ambasciata del Vietnam in Italia sarà inoltre organizzato un Vietnam Day, che presenterà 4 lungometraggi in anteprima assoluta. Si passa dagli straordinari successi, ancora nelle sale in Vietnam, “Dad I’m Sorry”, commedia generazionale, e “Blood Moon Party”, nuovo inaspettato remake di “Perfetti sconosciuti”, per passare all’affascinante “Rom” e l’horror “Home Sweet Home”. L’iniziativa porta a compimento una fruttuosa collaborazione con il Vietnam, dopo la promozione di cinema italiano a Hanoi e Ho Chi Minh City tenutasi lo scorso anno in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Hanoi e il consolato a Ho Chi Minh City.

Dalla Cina, verranno presentati una serie importante di film. Gli spiazzanti e abbacinanti “The Waste Land” e “Sons of Happiness”, firmati da registi esordienti che però dimostrano una grande maturità e uno sguardo forte e riconoscibile, a “Mosaic Portratit”, inteso ritratto di un’adolescente vittima di un abuso.

Altri temi che percorrono in filigrana il festival sono i difficili e complessi rapporti famigliari (il cinese “Grey Fish”, da Singapore “Leaving Home”, il malese “Sometime, Sometime”, “Malu” di Edmund Yeo, il filippino “Tangpuan”), il senso di perdita dovuto a problemi economici (“Repossession”), lo sviluppo sostenibile e i cambiamenti climatici dell’omnibus che attraversa cinque paesi “Mekong 2030”, seguendo il corso del fiume Mekong.

Completano il programma “Genus Pan” del maestro filippino Lav Diaz e l’anteprima europea dell’hongkonghese “Stoma”, film quasi-biografico sul fotografo e regista prematuramente scomparso Julian Lee.

Il K-Pop in Italia

La musica giapponese e coreana hanno conquistato l’ammirazione di milioni di ragazzi. In particolare il K-Pop, grazie a ritmi ballabili, ritornelli accattivanti e passi di danza curati nel minimo dettaglio ha trovato un posto importante nei festival di fumetti, videogiochi e cosplay. Il kpop (Korean Pop) è un genere musicale esportato dalla Corea del Sud che affonda le sue radici nel pop, ma che trae ispirazione da altri generi come rap, rock, soul, l’R&B e funk. La sua popolarità nel mondo sta crescendo a dismisura, così come le band k-pop, con le loro hit sempre più presenti ai primi posti delle classifiche, caratterizzate inoltre da coreografie dance curate nei minimi dettagli.

Il K-pop, che ha iniziato la sua ascesa su scala mondiale nella prima decade degli anni 2000 con gruppi come 2NE1, BIGBANG, Super Junior, Wonder Girls, Girls Generations, ha poi, dopo Psy, avuto una vera esplosione globale, grazie ai BTS e alle BLACKPINK. I gruppi che negli anni si affacciano alla scena musicale K-pop sono molteplici, dagli Exo, alle Twice, dalle ITZY alle Aespa, dagli Stray Kidz agli Ateez, molti dei quali, come Got7, IZ*ONE si sono sciolti, per poi diventare a volte solisti affermatissimi come Sunmi e Somi.

Il fenomeno musicale del momento segna numeri da capogiro: 89 milioni di appassionati sparsi in 113 diversi paesi, 16 milioni gli ascoltatori mensili su Spotify per un genere musicale e culturale carico di esplosività, allegria e vitalità. Il K-pop è una realtà musicale a tutti gli effetti. Anzi, lo stile attualmente più in voga della scena musicale mainstream, è un vero business, un’enorme industria che vale intorno ai 5 miliardi di dollari (rapporto pubblicato dalla Korea Creative Content Agency). Basti pensare che i BTS, pietra miliare del K-pop, secondo Forbes, hanno guadagnato 16,5 milioni di dollari dal loro canale YouTube nel 2021, vendendo più album di celebri colleghi del calibro di Taylor Swift, Billie Eilish e Ariana Grande. Inoltre, grazie al debutto sul mercato azionario sudcoreano della loro etichetta discografica, la Big Hit Entertainment, oggi Hybe, nell’ottobre 2020, ogni membro della band, secondo quanto riportato dalla CNN, ha ricevuto 68.385 azioni, del valore di 7,9 milioni di dollari ciascuna al prezzo di emissione.

Il fenomeno è sbarcato in Italia una decina di anni fa, ma negli ultimi tempi è cresciuto parecchio. La k-wave continua ad abbattersi positivamente nel bel paese e a diventare occasione di incontro per tantissimi giovanissimi della GenZ.  Eventi di ritrovo di appassionati di k-pop e più in generale di cultura coreana sono ormai sempre più frequenti. Merito dell’esplosione che ha avuto in questi ultimi anni il fenomeno trainato da gruppi pluripremiati capaci di varcare i confini nazionali e scalare le classifiche mondiali, incluse quelle statunitensi storicamente mercato musicalmente complesso per artisti non anglofoni. Uno dei primissimi eventi ad ospitare il K-Pop nel nostro paeste è stato il festival della cultura asiatica ESTremamente Orientale, che già dal 2009 proponeva DJ set di musica coreana con DJ Shiru. Anche il Comicon di Napoli è stato proprio uno dei primissimi festival italiani a dedicare il proprio palco principale a questo movimento. Da più di un anno questi festival musicali non si tengono più, ecco perciò che i partecipanti a queste gare di danza si sono spostati online e competono dalle loro camerette.

 

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