Se vi dicessi che esiste un luogo dove il silenzio non è solo un’assenza di rumore, ma una vera e propria entità capace di inghiottirti, mi credereste? Da appassionata di misteri, tecnologia e stranezze nerd, non potevo non farmi affascinare dalla storia della camera anecoica della Microsoft a Redmond, nello Stato di Washington. Non è solo la stanza più silenziosa del mondo secondo il Guinness dei primati: è un’esperienza sensoriale ai limiti della sopportazione umana, un posto dove la quiete si trasforma in un mostro invisibile pronto a divorarti dall’interno.
Immaginate di entrare in un cubo perfetto, sei strati di materiali fonoassorbenti — acciaio, vetro, feltro e chissà quale altra magia ingegneristica — che creano un isolamento totale dal mondo esterno. Là dentro, il frastuono della vita scompare, i clacson, i cellulari che vibrano, le chiacchiere di sottofondo, il ronzio dei computer… tutto svanisce. Vi resta solo il silenzio, ma non il tipo romantico, alla Studio Ghibli, di una passeggiata sotto gli alberi in un pomeriggio d’estate. Qui parliamo di un silenzio estremo: -20,3 decibel. Per darvi un’idea, è così silenzioso che l’unico suono misurabile è il moto browniano, cioè le particelle d’aria che sbattono le une contro le altre. Roba che sembra uscita da un manuale di fisica quantistica o da un racconto di fantascienza di Isaac Asimov.
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