Dietro ogni cosplayer esiste una storia diversa. Alcune iniziano da un manga consumato fino all’ultima pagina, altre da un videogioco capace di lasciare un segno indelebile nell’immaginario. La storia di Bo_kat_ale, all’anagrafe Alessandra, prende invece una strada meno prevedibile e forse proprio per questo ancora più affascinante. Fino al 2017 il mondo nerd era per lei poco più di un territorio lontano, qualcosa che osservava da fuori senza sentirsi realmente coinvolta. Le sue passioni gravitavano attorno ai libri, alle serie televisive e al cinema, mentre anime, manga e videogiochi restavano universi di cui conosceva appena l’esistenza.
Poi accade qualcosa che molti appassionati riconoscono immediatamente: l’incontro con una community. Non attraverso uno schermo, non tramite internet, ma dal vivo, respirando quell’atmosfera unica che solo una fiera può regalare. Accompagnando il marito, che aveva appena acquistato e indossato una spettacolare armatura da Stormtrooper di Star Wars, Alessandra visita il Teramo Comix. Quella giornata rappresenta una svolta inattesa. Tra stand, costumi, fotografie e sorrisi scopre una realtà fatta di immaginazione condivisa, dove persone di ogni età riescono a trasformarsi nei personaggi che amano e, almeno per qualche ora, a lasciarsi alle spalle le preoccupazioni quotidiane. Per chi si è sempre sentito fuori posto, trovare un ambiente in cui nessuno giudica e tutti condividono la stessa passione può assumere un significato enorme. Alessandra comprende quasi subito che quel mondo potrebbe diventare anche il suo. Decide di provarci senza esperienza, senza conoscenze tecniche e senza particolari aspettative. Il primo cosplay nasce in maniera estremamente spontanea, costruito recuperando vestiti dall’armadio, senza trucco elaborato e senza accessori professionali. Eppure quel primo tentativo contiene già tutto ciò che conta davvero: entusiasmo, curiosità e voglia di mettersi in gioco.
Osservando gli altri cosplayer e parlando con loro, scopre una delle lezioni più importanti che il cosplay riesce a trasmettere. Nessuno nasce esperto. Ogni armatura perfetta, ogni costume impeccabile e ogni interpretazione memorabile sono il risultato di studio, errori, tentativi e tanta passione. Proprio questa consapevolezza la spinge a compiere un passo ulteriore. Pur non avendo alcuna esperienza di sartoria, acquista una macchina da cucire economica e inizia a sperimentare. Non frequenta scuole specializzate e non possiede competenze pregresse. Impara osservando, provando e sbagliando. Punto dopo punto, tessuto dopo tessuto, realizza la sua prima vera creazione: una tunica Jedi. Un progetto apparentemente semplice che però apre una porta destinata a non richiudersi più.
Da quel momento la lavorazione dei tessuti diventa parte integrante del suo percorso. Arrivano costumi sempre più complessi, personaggi sempre più ambiziosi e una crescente voglia di migliorarsi. Tra le sue realizzazioni figurano versioni di Leia Bounty Hunter e il mantello di Qi’ra, personaggi amatissimi dell’universo di Star Wars. Non si limita però a creare per sé stessa. La passione si trasforma presto in collaborazione, contribuendo anche alla realizzazione della parte sartoriale di costumi dedicati a figure iconiche come Darth Vader e Savage Opress.
Nonostante anni di esperienza accumulata, Alessandra continua a definirsi una persona in costante apprendimento. Ammira profondamente artigiani e cosplayer capaci di raggiungere livelli di dettaglio straordinari, tra cui il noto creator conosciuto come “L’Angolo di Anto”, che considera una fonte continua di ispirazione. Questo atteggiamento racconta molto della sua personalità. Lontana dall’autocompiacimento, preferisce osservare, imparare e migliorare passo dopo passo. Accanto al lavoro sartoriale esiste poi un altro aspetto fondamentale del cosplay: quello delle props e degli accessori. Spade, armature, elmi e dettagli scenici rappresentano spesso la parte più spettacolare di un costume. In questo ambito Alessandra può contare sul contributo del marito, dell’amico Fralans 3D Creations e di altri artigiani specializzati che condividono la stessa passione per la cultura cosplay e la realizzazione di oggetti scenici.Naturalmente non tutti i progetti possono essere affrontati in autonomia. Alcuni personaggi richiedono competenze molto specifiche, mentre il tempo libero spesso non basta per seguire ogni fase della produzione. Per questo, in varie occasioni, si è affidata a professionisti del settore come Francesca Murisciano oppure ha acquistato costumi già realizzati, personalizzandoli successivamente per adattarli alle proprie esigenze e alla propria fisicità.
Se esiste una costante lungo tutto il suo percorso, quella costante si chiama Star Wars. La saga creata da George Lucas rappresenta molto più di una semplice passione. Attraverso fiere ed eventi nelle Marche e in Abruzzo, Alessandra entra in contatto con altri appassionati dell’universo galattico. Dalle chiacchierate tra stand e dalle amicizie nate durante le convention prende forma qualcosa di speciale.
Alla conclusione del San Beach Comix del 2018, quel gruppo di amici decide di unirsi sotto un’unica identità, dando vita ai The Rogue Ones – Star Wars Adriatic Fan Club. Quella che inizialmente sembrava una semplice aggregazione di fan si trasforma rapidamente in una vera famiglia allargata. Le amicizie costruite in quegli anni resistono ancora oggi e portano il gruppo a partecipare a numerose manifestazioni in tutta Italia. Nel 2019 arrivano persino al San Marino Comics come ospiti, ricoprendo anche il ruolo di giurati durante le competizioni cosplay.
Attraverso eventi, incontri e attività divulgative, Alessandra e i suoi compagni di viaggio contribuiscono a diffondere la conoscenza dell’universo di Star Wars, raccontandone personaggi, storie e curiosità a un pubblico sempre più vasto.
Tra tutti i personaggi interpretati, alcuni occupano un posto speciale nella sua memoria. Leia Cacciatrice di Taglie, Trilla Suduri da Star Wars Jedi: Fallen Order, Qi’ra e molte altre figure femminili della galassia lontana lontana hanno accompagnato il suo percorso creativo. Nessuna però è riuscita a lasciare un’impronta profonda quanto Bo-Katan Kryze.
Interpretata sia nella versione animata di Star Wars: The Clone Wars sia in quella live action di The Mandalorian, Bo-Katan rappresenta per Alessandra il simbolo di una donna forte, indipendente e determinata. Un personaggio che sente particolarmente vicino e che ha ispirato persino il nickname con cui oggi viene conosciuta all’interno della community cosplay.
Con il passare degli anni, tuttavia, la curiosità la spinge oltre i confini della galassia di Star Wars. Il 2023 segna un altro momento importante del suo cammino. Decide infatti di uscire dalla propria zona di comfort e interpreta per la prima volta Triss Merigold di The Witcher 3: Wild Hunt, affiancata dal marito nei panni di Geralt di Rivia. Un’esperienza che apre nuove prospettive e la incoraggia a esplorare universi differenti.
Da quel momento iniziano ad apparire personaggi provenienti da Cyberpunk 2077, dal mondo di Harry Potter, dall’estetica western e perfino dall’immaginario cinematografico di Kill Bill. Una varietà che testimonia quanto il cosplay possa diventare uno strumento di esplorazione culturale e creativa.
Il percorso, però, è tutt’altro che concluso. Alessandra sogna di imparare a lavorare il foam per realizzare armature complete e guarda con grande ammirazione al lavoro della cosplayer Adularia, che considera un riferimento assoluto in questo ambito. Ancora più affascinante è il progetto che custodisce nel cassetto da tempo: dare vita a una delle leggendarie Sisters of Battle di Warhammer 40,000, un obiettivo che richiederà studio, tecnica e moltissima dedizione.
Pur amando profondamente il cosplay, Alessandra mantiene una visione molto lucida di questa passione. È convinta che non tutti i personaggi siano adatti a chiunque e che il rispetto verso il character interpretato debba sempre avere un ruolo centrale. Non si tratta di imporre limiti agli altri, ma di scegliere con consapevolezza ciò che si desidera rappresentare, cercando sempre di rendere omaggio all’opera originale senza trasformarla in una caricatura involontaria.
Forse è proprio questa sensibilità che emerge nelle parole con cui descrive il significato più autentico del cosplay. Per lei non basta indossare un costume o costruire un’armatura spettacolare. Il vero obiettivo consiste nel credere profondamente nel personaggio, comprenderne l’essenza e riuscire a trasmetterla a chi osserva.
Ed è qui che si arriva alla parte più emozionante della sua storia. Non ai premi, non ai riconoscimenti e nemmeno ai costumi più elaborati. La soddisfazione più grande nasce dall’incontro con il pubblico. Da quel momento irripetibile in cui qualcuno riconosce il personaggio, chiede una fotografia e sorride come un bambino che ha appena visto prendere vita un frammento della propria immaginazione.
Per Bo_kat_ale il successo di un cosplay non si misura nella perfezione di una cucitura o nella complessità di un’armatura. Si misura negli occhi delle persone. In quella scintilla che compare per un istante e che racconta molto più di qualsiasi trofeo. Perché alla fine il cosplay, come tutte le forme di cultura nerd che amiamo, non parla soltanto di costumi o personaggi. Parla di emozioni condivise, amicizie nate per caso, sogni che trovano spazio nella realtà e della straordinaria capacità che abbiamo, come community, di trasformare la fantasia in qualcosa di sorprendentemente vero.
E voi? Quale personaggio vi ha fatto innamorare del cosplay per la prima volta? La storia di Bo_kat_ale dimostra che non esiste un’età giusta, un percorso prestabilito o un manuale da seguire. A volte basta attraversare le porte di una convention per scoprire un universo che non sapevamo di star cercando.
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