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Berserk of Gluttony 2: il ritorno dell’anime dark fantasy che ha conquistato il mondo

Un certo tipo di hype lo riconosci subito, ti entra sotto pelle ancora prima che escano trailer seri o date ufficiali, e questa notizia ha esattamente quel sapore lì: il ritorno di Berserk of Gluttony non è semplicemente un “annuncio di seconda stagione”, è una di quelle cose che nel feed ti fa fermare lo scroll, tipo quando becchi una fanart perfetta del tuo personaggio preferito e rimani a fissarla più del dovuto.

Perché sì, chi c’era nell’autunno 2023 lo sa benissimo: questo dark fantasy un po’ spietato, un po’ edgy, con quella vena quasi da power fantasy che sfiora il guilty pleasure ma poi si ferma un attimo prima di diventarlo davvero, ha fatto il giro del mondo con una facilità quasi sospetta. Dal Giappone ai thread su Discord, passando per TikTok pieni di edit con effetti glitch e soundtrack aggressive, Fate è diventato uno di quei protagonisti che o ami o osservi con curiosità, ma non ignori mai davvero.

E adesso siamo qui, con una seconda stagione ufficiale che non si limita a dire “torniamo”, ma rilancia con un’immagine che sembra fatta apposta per chi vive di dettagli: Fate e Roxy che si intrecciano in quel gesto quasi simbolico a formare un numero due, come se stessero dicendo “la storia continua, ma anche noi siamo cambiati”. E Roxy… ok, parliamone un secondo. Nuovo outfit, nuova energia, quella vibe da Holy Knight che non ha più bisogno di dimostrare niente ma allo stesso tempo promette evoluzione narrativa. Io lo dico: già immagino il cosplay rifatto da zero, upgrade incluso, perché certe variazioni non le lasci passare.

Ripensando al percorso della serie, è impossibile non tornare a quell’idea iniziale che sembrava quasi crudele nella sua semplicità: un mondo in cui il valore di una persona è determinato da una skill. Fine. Nessuna sfumatura, nessun compromesso. E Fate nasce nel lato sbagliato di questa equazione, con quella “Gluttony” che all’inizio sembra una maledizione più che un potere, un debuff permanente che ti costringe a vivere in una fame continua, non solo fisica ma sociale, emotiva, esistenziale. È una premessa che, se giochi abbastanza RPG, senti familiare ma qui viene portata all’estremo, quasi a voler dire: e se il sistema fosse davvero così ingiusto come spesso lo percepiamo mentre giochiamo?

Poi succede qualcosa, e chi ha visto la prima stagione lo ricorda ancora con quella sensazione di “ok, adesso cambia tutto”. Un incontro casuale, una morte improvvisa, e improvvisamente quella skill inutile diventa una delle più pericolose in assoluto. Assorbire abilità, divorare potere, crescere in modo esponenziale… è il classico momento da build rotta, ma qui non è mai davvero liberatorio, perché ogni step in avanti ha sempre un retrogusto oscuro. Non è solo forza, è dipendenza. Non è solo crescita, è consumo.

E qui entra in scena Greed, la spada. Non un semplice equipaggiamento, ma una presenza viva, sarcastica, quasi fastidiosamente lucida. Se hai mai giocato con un’arma senziente in un RPG o letto certe light novel dove l’oggetto è più interessante del protagonista, capisci subito il tipo di dinamica. Greed non è lì per aiutare Fate a diventare un eroe classico, ma per accompagnarlo lungo una strada che si sporca sempre di più, passo dopo passo.

Nel mezzo, Roxy resta quel punto fermo che tiene tutto insieme, nonostante il caos. Non è solo la figura da proteggere, sarebbe troppo facile ridurla così. È il motivo per cui Fate continua a scegliere, anche quando scegliere diventa complicato. Ed è anche il motivo per cui questa seconda stagione promette di andare oltre il semplice power scaling, spingendo più forte sul lato emotivo e sulle contraddizioni dei personaggi.

La cosa interessante è come Berserk of Gluttony riesca a stare in equilibrio tra più anime contemporaneamente. Da una parte il classico viaggio di crescita, quasi da shonen, dall’altra una componente più cupa, quasi disturbante, che ricorda certe derive del dark fantasy moderno. Non è mai completamente una cosa o l’altra, e forse è proprio questo che lo rende così discusso nella community, tra chi lo vede come un guilty pleasure ben confezionato e chi invece ci legge dentro qualcosa di più stratificato.

E poi, diciamolo senza filtri: il successo non arriva per caso. La light novel originale ha fatto il suo percorso partendo da quelle piattaforme dove spesso nascono storie destinate a diventare fenomeni, e il passaggio a manga e anime ha amplificato tutto, portando la serie a numeri che parlano chiaro. Oltre due milioni di copie in circolazione non sono un incidente, sono un segnale.

La seconda stagione arriva quindi con aspettative alte, forse anche più alte di quanto la serie stessa si aspettasse all’inizio. Perché ora non basta più sorprendere, bisogna confermare, espandere, rischiare. E conoscendo il tipo di narrativa, non mi aspetto una strada tranquilla. Anzi, più si va avanti, più sembra inevitabile che Fate debba confrontarsi con il lato più oscuro di sé stesso, quello che non puoi semplicemente sconfiggere con una combo perfetta o una skill più forte.

Se devo essere sincera, quello che mi incuriosisce davvero non è tanto “quanto diventerà potente”, ma “quanto riuscirà a restare umano”. È una domanda che mi porto dietro da quando ho finito la prima stagione, e ogni volta che ripenso a certe scene mi torna addosso con più forza.

E ora che sappiamo che il viaggio continua, la sensazione è quella di essere di nuovo davanti a una porta aperta su qualcosa che potrebbe andare ovunque, tra scontri sempre più intensi, scelte sempre più pesanti e quel costante equilibrio tra desiderio e perdita che rende tutto un po’ più… reale, anche dentro un mondo pieno di skill e spade parlanti.

Quindi sì, hype alle stelle, cosplay già in lista mentale, e mille teorie che iniziano a girare nella testa come build da ottimizzare prima di un raid.

Adesso però la domanda vera è un’altra, e la lascio qui come si fa tra fan, senza risposte definitive: secondo voi Fate riuscirà davvero a controllare la sua fame… o finirà per diventare esattamente ciò che ha sempre temuto?

Note: AI-Generated Content

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