Quando un gioco di ruolo smette di essere soltanto una promessa e diventa un terreno di discussione acceso tra fan, critici e sviluppatori, significa che qualcosa di importante sta accadendo. Avowed è esattamente quel tipo di titolo. Durante il New Game+ Showcase 2026, Obsidian Entertainment ha finalmente tolto il velo a una notizia che molti aspettavano da tempo: l’action RPG ambientato nelle Terre Viventi approderà anche su PlayStation 5 il 17 febbraio 2026, in contemporanea con l’aggiornamento dell’anniversario. Una data che segna una svolta simbolica, perché porta su console Sony un’esperienza che fino a poco fa sembrava destinata a restare confinata all’ecosistema PC e Xbox.
Per chi segue Obsidian da anni, questa notizia ha il sapore di un cerchio che si chiude. Dopo l’eleganza sperimentale di Pentiment, lo studio torna a misurarsi con un GDR ambizioso, di quelli che non hanno paura di mettere il giocatore davanti a dilemmi scomodi e conseguenze permanenti. Parliamo di un team che ha scritto pagine indelebili del genere con opere come Fallout: New Vegas e The Outer Worlds, titoli capaci di trasformare la libertà di scelta in una vera filosofia di design. Avowed nasce proprio da questa eredità, ma prova a declinarla in una forma nuova, più fisica, più diretta, più vicina all’azione senza rinunciare alla complessità narrativa.
L’ambientazione rappresenta uno dei colpi più riusciti dell’intero progetto. Le Terre Viventi si inseriscono nello stesso universo narrativo di Pillars of Eternity, ma non si limitano a fare da semplice spin-off tridimensionale. Qui Obsidian sceglie un immaginario pre-coloniale, lontano dalle iconografie fantasy più abusate, e costruisce uno scenario stratificato, attraversato da tensioni politiche, religiose e culturali che si riflettono in ogni città, tempio o rovina. Camminare tra questi luoghi dà la sensazione di trovarsi in uno spazio che esiste anche senza il giocatore, con fazioni che si muovono, complotti che maturano e alleanze che possono cambiare direzione da un momento all’altro.
Il level design accompagna questa visione con una struttura che invita alla curiosità. Ogni area è pensata per essere esplorata in verticale e in orizzontale, con scorci nascosti, percorsi alternativi e segreti che premiano l’attenzione. L’influenza degli immersive sim si avverte chiaramente: non esiste una sola strada giusta, ma una rete di possibilità che si apre a seconda delle scelte compiute, delle abilità sviluppate e persino delle parole pronunciate durante un dialogo.
Proprio le scelte rappresentano il vero fulcro dell’esperienza. Avowed non cerca scorciatoie morali, non offre risposte facili e non incasella il giocatore in un ruolo prestabilito. Ogni decisione, anche quella che sembra marginale, può innescare reazioni a catena capaci di ridefinire intere linee narrative. Un’informazione rivelata al momento sbagliato, un documento ignorato, un alleato tradito per convenienza possono cambiare il volto di una regione o il destino di un personaggio chiave. È quella sensazione tipicamente obsidianiana di stare sempre camminando su un terreno instabile, dove nulla è davvero neutrale e tutto ha un peso.
La scrittura accompagna questo sistema con dialoghi densi, spesso taglienti, che riflettono la complessità del mondo di gioco. Non si tratta solo di scegliere cosa dire, ma di capire a chi lo si sta dicendo e in quale contesto. La politica diventa una componente centrale del racconto, trasformando missioni apparentemente semplici in nodi etici difficili da sciogliere. È qui che Avowed riesce a essere davvero memorabile, mettendo il giocatore di fronte a conseguenze che non sempre arrivano subito, ma che restano sospese come un’ombra pronta a tornare.
Non tutto, però, raggiunge lo stesso livello di eccellenza. Il sistema di combattimento, pur funzionale, fatica a tenere il passo con l’ambizione narrativa. Armi, magie e abilità offrono una discreta varietà, ma col passare delle ore emerge una certa monotonia negli scontri. Le animazioni dei nemici risultano a tratti rigide e il feedback dei colpi non sempre restituisce la soddisfazione che ci si aspetterebbe da un action RPG moderno. La magia riesce a dare un po’ di profondità tattica, soprattutto se usata in combinazione con parate e schivate, ma il sistema di progressione delle abilità appare meno incisivo di quanto ci si aspetterebbe da un titolo di questo calibro.
A questo si aggiungono alcune ruvidità tecniche, tra bug e una cura dei dettagli non sempre uniforme, che fanno pensare a un progetto arrivato al traguardo con qualche affanno. Avowed resta un diamante grezzo, luminoso nelle sue idee ma non sempre rifinito come avrebbe meritato. Una sensazione che lascia l’amaro in bocca proprio perché il potenziale è enorme e, con un supporto produttivo più incisivo, l’esperienza avrebbe potuto competere senza timori con i migliori GDR degli ultimi anni.
L’arrivo su PlayStation 5 porta però con sé una seconda possibilità. La versione PS5 includerà fin dal primo giorno tutti i contenuti aggiuntivi previsti, frutto della roadmap annunciata a dicembre 2025. Tra le novità spicca la modalità Nuovo Gioco+, presentata durante l’evento, che consente di ricominciare l’avventura a un livello di difficoltà superiore mantenendo progressi, abilità ed equipaggiamento. Una scelta perfetta per chi vuole esplorare strade narrative alternative senza rinunciare al proprio percorso di crescita.
Alla fine dei conti, Avowed resta un’esperienza che ogni appassionato di giochi di ruolo dovrebbe vivere. Non è un titolo perfetto, ma è uno di quei giochi che lasciano il segno, che fanno discutere, che dividono e appassionano proprio perché osano. Racconta un mondo che reagisce alle nostre azioni, ci mette di fronte a scelte scomode e ci ricorda perché ci siamo innamorati dei GDR: per la sensazione di essere parte attiva di una storia più grande. L’approdo su PlayStation 5 rappresenta l’occasione ideale per scoprire, o riscoprire, questo viaggio tra magia, politica e conseguenze imprevedibili. E adesso la parola passa a voi: siete pronti a tornare nelle Terre Viventi e vedere che tipo di segno lascerete questa volta?
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