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Au Revoir Windows: La Francia molla Microsoft e si lancia tra le braccia di Tux

Mentre noi comuni mortali passiamo le domeniche a combattere con gli aggiornamenti di Windows che decidono di partire esattamente quando stiamo per lanciare una partita a Elden Ring, il governo francese ha deciso di tagliare la testa al toro. O meglio, al logo di Redmond. La notizia è ufficiale: la Francia ha iniziato il grande trasloco verso Linux in nome della sacra “sovranità digitale”.

La riscossa di Tux (con la baguette sotto braccio)

La DINUM (che suona come un’agenzia segreta di un anime sci-fi, ma è “solo” la Direzione Interministeriale del Digitale) ha sganciato la bomba: basta dipendere dai giganti extra-europei. Entro l’autunno, ogni ministero dovrà presentare un report dettagliato su quanto siamo messi male — ops, volevo dire, quanto siamo dipendenti — da software americano per qualunque cosa: dagli antivirus all’intelligenza artificiale, passando per i database.

L’obiettivo? Creare una sorta di distribuzione Linux “alla francese”. Non sappiamo ancora se avrà un’interfaccia color bordeaux o se risponderà solo a comandi impartiti con sdegno, ma il messaggio è chiaro: l’Europa vuole riprendersi le chiavi di casa propria.

Non è solo una questione di “feticismo” per l’Open Source

Dietro questa mossa non c’è solo la voglia di smanettare con il kernel (a proposito, il supporto per i chip M1 di Apple è ormai realtà consolidata, giusto per dire che Linux non è più roba da terminali a riga di comando anni ’90). C’è una questione geopolitica grossa come una casa. Le tensioni tra USA ed Europa stanno spingendo molti governi a chiedersi: “Ma perché dobbiamo regalare tutti i nostri dati e i nostri soldi a Big Tech?”.

La Francia sta aprendo la strada, seguendo l’esempio di chi, con un po’ di coraggio, ci ha già provato:

  • Danimarca: Hanno detto addio a Microsoft Office per passare a LibreOffice.

  • Monaco di Baviera: La città tedesca vive una relazione tossica con Linux. Lo hanno adottato, poi hanno avuto un ritorno di fiamma per Windows nel 2017, e nel 2020 sono tornati di nuovo tra le braccia del software libero. Una soap opera nerd in piena regola.

Sarà davvero l’anno del Desktop Linux?

Sì, lo sappiamo, è il meme più vecchio dell’internet. Però, se uno Stato intero decide di migrare, il segnale è forte. Se l’esperimento francese dovesse funzionare senza far implodere la burocrazia di Parigi, potremmo trovarci davanti a un effetto domino.

Prepariamo i popcorn: la sfida alla sovranità digitale è appena entrata nel vivo e, per una volta, il protagonista non è un supereroe in tutina, ma un pinguino molto determinato.


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maio

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Massimiliano Oliosi, nato a Roma nel 1981, laureato in giurisprudenza, ma amante degli eventi e dell'organizzazione di essi, dal 1999 tramite varie realtà associative locali e nazionali partecipa ad eventi su tutto il territorio nazionale con un occhio particolare al dietro le quinte, alla macchina che fa girare tutto.

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