C’è qualcosa di profondamente affascinante nel raccontare l’evoluzione di Internet in Italia. Per noi nerd e geek — quelli cresciuti tra i modem gracchianti, i download eterni e i forum pieni di avatar pixelosi — il viaggio dalla connessione dial-up alla banda ultralarga è stato più di un progresso tecnologico: è stato un cambiamento culturale. E in questo viaggio, un nome ha avuto un ruolo tanto silenzioso quanto fondamentale: Aruba. Dietro ogni blog di cinema sci-fi, ogni sito di cosplay, ogni community di appassionati di manga, c’è stato — spesso invisibile ma costante — un server, un dominio, una connessione che ha permesso a quelle passioni di trovare voce. Come Satyrnet.it sin dal lontanissimo 2000, e poi ora CorriereNerd.it, abbiamoi fatto questo viaggio fianco a fianco con Aruba, che dal 2000 ci ha permesso di portare online i nostri universi immaginari. È anche grazie a loro se la cultura nerd, gamer e cosplay ha potuto radicarsi e prosperare in Italia.
Ma chi è davvero Aruba S.p.A. e come è riuscita a diventare uno degli architravi invisibili del nostro mondo digitale?
Alle origini della rete: la nascita di un gigante italiano
La storia di Aruba parte da lontano, quasi da un’era preistorica per gli standard digitali. Correva il 1994 quando, a Firenze, nacque una piccola realtà chiamata Technorail S.r.l.. A quei tempi Internet era ancora un territorio inesplorato, dominato da modem a 56k e linee telefoniche occupate. Il primo marchio fu Technet.it, ma la vera svolta arrivò nell’aprile del 2000 con la nascita di Aruba.it.
Ed è qui che inizia il nostro racconto nerd: Aruba lanciò un servizio di Free Internet dial-up, consentendo a tantissimi italiani di mettere il naso nel grande mare della rete. Ricordate quei pomeriggi passati a sentire il modem che squillava come un’astronave in decollo? Ecco, dietro molte di quelle connessioni c’era Aruba.
Poco dopo, l’azienda iniziò a offrire registrazione di nomi a dominio e hosting web con spazio illimitato. Era la scintilla che serviva per accendere la creatività di migliaia di appassionati che sognavano di aprire un loro angolo di Internet: siti sui fumetti, sui giochi di ruolo, fanpage dedicate agli anime, archivi di leggende metropolitane… Un intero multiverso digitale prese vita.
Dalla webfarm al Cloud: un impero tecnologico in espansione
Nel 2003 Aruba inaugurò la sua webfarm ad Arezzo: 2000 metri quadri di tecnologia per ospitare i server che stavano alimentando questa esplosione creativa. L’anno successivo la società divenne una S.p.A., segnando l’inizio di una crescita internazionale.
Negli anni successivi, Aruba non si limitò all’Italia. Nel 2005 estese i suoi servizi anche a Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. E nel 2006 nacque Aruba PEC S.p.A., che portò nel nostro Paese innovazioni cruciali come la Posta Elettronica Certificata e la firma digitale.
Il passo successivo fu la creazione di un vero e proprio ecosistema digitale. Nel 2008 Aruba fondò una divisione dedicata al web marketing, e nel 2009 acquisì Actalis S.p.A., rafforzando ulteriormente il settore della PEC e della sicurezza digitale.
Certo, non tutto è stato un percorso senza ostacoli. Nel 2011 un incendio nel data center di Arezzo causò l’interruzione dei servizi per migliaia di siti, tra cui anche portali legati al mondo nerd. Ma ogni crisi è un’opportunità: Aruba ne uscì ancora più forte, inaugurando poco dopo un servizio di Cloud Computing e continuando a investire nella crescita della propria infrastruttura.
L’evoluzione continua: verso un futuro di hyper cloud e intelligenza artificiale
Negli ultimi dieci anni Aruba ha compiuto passi da gigante. Nel 2014 ha vinto l’asta per il dominio .cloud, consolidando la sua posizione di leader nel cloud europeo. E non si è mai fermata: nel 2017 ha aperto il Global Cloud Data Center a Ponte San Pietro, vicino Bergamo, oggi uno dei più avanzati d’Europa.
Nel 2020, con un investimento di 11 milioni di euro, Aruba ha acquisito Idroelettrica Veneta, puntando anche sulla sostenibilità energetica. E nel 2021 è entrata nel mercato della fibra ottica, portando connettività ultra-veloce direttamente nelle case e nelle aziende italiane. Un vero e proprio salto quantico rispetto ai tempi del dial-up.
Nel 2024 Aruba ha inaugurato il futuristico Hyper Cloud Data Center a Roma, un campus di 74.000 m² che rappresenta l’avanguardia assoluta in Europa. E quest’anno ha lanciato Faktura Smart per la fatturazione elettronica in Polonia, a conferma della sua vocazione sempre più internazionale.
Dietro le quinte della nostra cultura nerd
Oggi Aruba offre una gamma vastissima di servizi: registrazione domini, hosting, PEC, SPID, Cloud Computing, soluzioni per l’Enterprise e molto altro ancora. Dietro ogni forum di discussione sui Gundam, ogni fan site dedicato a Dungeons & Dragons, ogni shop di action figure e ogni archivio di fan fiction c’è probabilmente un pezzetto di infrastruttura firmato Aruba.
Non dimentichiamo nemmeno l’anima sportiva dell’azienda: dal 2014 Aruba è partner di Ducati Corse nel campionato mondiale Superbike, con il team Aruba.it Racing – Ducati che ha collezionato successi e podi internazionali. Una passione che ben si sposa con lo spirito competitivo e tecnologico del nostro mondo.
Connettere passioni, generazioni e immaginari
In un certo senso, possiamo dire che Aruba ha connesso generazioni. Dai primi siti amatoriali dei primissimi anni 2000 alle sofisticate piattaforme attuali, il suo supporto infrastrutturale ha permesso alla cultura nerd italiana di espandersi, evolversi e affermarsi anche a livello globale.
Oggi che navighiamo in streaming, condividiamo meme, organizziamo eventi cosplay su Discord e TikTok, spesso dimentichiamo quanto sia importante ciò che sta dietro: i data center, le connessioni, le tecnologie che rendono tutto possibile. E Aruba, con il suo costante impegno nell’innovazione, continua a essere uno dei pilastri di questa infrastruttura invisibile ma essenziale.
Quindi, la prossima volta che vi ritroverete a commentare l’ultimo episodio di The Boys, a leggere una fan theory su Star Wars o a ordinare il modellino della vostra Gundam preferita, pensateci un attimo: dietro a quel piccolo piacere digitale, potrebbe esserci ancora un server Aruba che lavora silenziosamente per voi.
E voi, che ricordi avete dei vostri primi passi nel mondo di Internet? Siete stati anche voi tra quelli che hanno sentito il canto del modem negli anni 2000? Avete mai creato un sito nerd grazie ai servizi di Aruba? Raccontatecelo nei commenti qui sotto e, se vi è piaciuto questo viaggio nella storia digitale italiana, condividete l’articolo sui vostri social per farlo scoprire a tutta la vostra community geek!
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