Salve, benvenuti, o bentornati su questi lidi. Come promesso, ora che quella estiva è entrata nel vivo, nonostante le polemiche attorno a Bleach, e giunto il momento di parlare della stagione primaverile degli Anime del 2026. Ma, al contrario del mio precedente resoconto,forse perché sono stato impegnato a fare altro, questa volta non riesco a dirvi quale serie ha conquistato il ‘premio delle masse’, ma posso fare delle ipotesi.
Istintivamente, mi sarei aspettato Witch Hat Atelier, vista la riscoperta di un fantasy più classico, aka non un isekai, ma io sono rimasto in attesa; perché BUG Films, lo studio che l’ha realizzata, doveva recuperare la mia fiducia, dimostrandomi di riuscire a far uscire una serie da un cour nei tempi stabiliti, al contrario del loro precedente lavoro (alla fine c’è l’hanno fatta, ma si sono lasciati un finale monco).
Passando ora a cos’altro ho visto, poco più di una dozzina di serie, inizierei con Mistress Kanan Is Devilishly Easy, una commedia romantica, con una generosa dose di momenti piccantini; fra un umano e una diavoletta, che però si è persa per strada un personaggio nella seconda metà, il che ha influito sulla mia visione generale dell’opera.
Vi sono poi un duo di cui sto leggendo anche il manga, con Yomi no Tsugai (perché mi rifiuto di usare il nome internazionale “Daemons of the Shadow Realm”), la più recente fatica di Hiromu ‘FMA’ Arakawa; e Mao, l’opera in corso di ‘mamma’ Rumiko Takahashi, in cui però l’episodio più interessante, almeno di questo primo cour, e l’11, per il suo uso del colore, che sfocia nel bianco e nero.
Ora, se sul meglio avevo dei dubbi, questi spariscono per quanto riguarda quello che, per me, è stato il peggio della stagione. E infatti partiamo con qualcosa che mi ha talmente deluso che mi sono rifiutato, cosa molto rara per me, di continuare, ovvero il remake di Ken il Guerriero, fatto quasi tutto in una CGI scadente, perché si vede che non era una priorità di chi ci ha lavorato (quindi lo sconsiglio caldamente).
Continuiamo poi con Liar Game, perché riesco a prevedere i twist dei vari round ma, soprattutto, non capisco a cosa serve farne l’anime adesso, dopo che ha avuto più serie e film live action; la seconda stagione di Mission: Yozakura Family, perché dopo la prima metà ho perso interesse, ma l’ho guardato per obbligo, avendo visto anche la prima, e spero che la situazione migliori col suo secondo cour; e provo lo stesso per la quarta stagione di Re:Zero, ma qui già la terza non mi aveva soddisfatto, quindi quelli di White Fox dovranno impegnarsi ancora di più per non farmi abbandonare il brand.
Adesso rimarrebbe solo la mia top 5 ma, prima di passare ad essa, volevo fare una menzione d’onore per il terzo cour di Dr. Stone Science Future, ovvero la sua quarta ed ultima stagione, perché, nonostante non abbia mai avuto delle animazioni mozzafiato o degli scontri roboanti, e una serie che ha sempre fatto il suo, riuscendo anche a parlare all’umanista che è in me (e non lo dico solo perché nell’edizione italiana c’è il signor Jacopo Calatroni, anche perché io ho visto la serie in lingua originale).
Ed è per questo stesso motivo che al quinto posto metto Snowball Earth, in quanto apprezzo le storie in cui l’umanità deve lottare, con svantaggio, contro ostacoli più grandi di loro, e perché ha una buona CGI; mentre al quarto metto Marriagetoxin, perché ho finito con l’affezionarmi ai personaggi, in particolare Mei Kinosaki, (confermando che non ho nulla contro i personaggi queer) e per la cosa di mostrare gli storyboard dell’episodio nell’ending.
Siamo così arrivati al podio, e la posizione più bassa la concedo ad Akane-banashi, in quanto mi ha conquistato con l’opening, che ho visto è diventata virale, e grazie alla performance di Anna Nagase, che ha conferito la giusta determinazione alla protagonista; peccato non possa dire lo stesso per le effettive storie messe in scena, il che è un problema, visto che e una serie sul rakugo, e che ho aspettato apposta la trasposizione animata.
La medaglia d’argento va invece al primo cour di Magical Sisters Luluttolilly, perché è il grande ritorno, dopo 30 anni, di studio Pierrot al filone delle maghette, e a me fa solo piacere che ci siano serie anche per i più piccoli; mentre all’esatto opposto abbiamo Needy Girl Overdose, una serie che affronta temi adulti come la dipendenza da social e la percezione che gli altri hanno di noi, di fatto creando un seguito spirituale di Lain, e che io ho portato a termine perché spinto dalla cosiddetta “sindrome dell’incidente stradale”.
Quindi, in definitiva, che cosa possiamo dedurre?
Che quella primaverile è stata una stagione molto più variegata, almeno per me, in cui accanto ai sequel troviamo anche nuove proposte e graditi ritorni, andando così incontro ai vari gusti del pubblico, anche se le uscite sono state concentrate principalmente nel weekend. Dal canto mio, invece, devo recuperare Nippon Sangoku e Agents of the Four Seasons Dance of Spring, che vanno ad aggiungersi al backlog, assieme a Journey with Witch e Shiboyugi. Oh bè, un giorno li guarderò.
Bene, se il tempo, lo spazio e il destino lo vorranno ci rincontreremo. Arrivederci.
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