C’è un sogno che accompagna l’umanità sin dai tempi più antichi, un desiderio che ha attraversato secoli di miti, leggende, invenzioni ardite e folli tentativi: il sogno di volare. E poi ci sono persone che, invece di limitarsi a sognarlo, il volo l’hanno fatto diventare realtà. Una di queste è Angelo d’Arrigo, protagonista assoluto del graphic novel “Angelo d’Arrigo. L’uomo che volava nel vento”, edito da BeccoGiallo e firmato da Nicholas Ciuferri e Francesco Carlini, con il prezioso supporto della Fondazione Angelo d’Arrigo, guidata da Laura Mancuso, sua compagna di vita e di avventure.
Ma attenzione, non stiamo parlando solo di un campione di volo libero, nonostante Angelo abbia collezionato premi e riconoscimenti ai massimi livelli internazionali. No, qui ci troviamo davanti a qualcosa di molto più profondo, poetico e ispirante: la storia di un uomo che ha scelto di mettere le proprie ali – nel senso più letterale del termine – al servizio della scienza, della natura, della conoscenza, dell’amore per la Terra e per i suoi abitanti.
Nel mondo del fumetto biografico, non è comune imbattersi in opere che riescano a fondere così bene lo spirito avventuroso con quello scientifico, la tensione narrativa con l’eleganza dell’introspezione, la bellezza visiva con il rispetto per una storia vera. Eppure, “L’uomo che volava nel vento” riesce esattamente in questo. Non solo ci racconta le imprese di un uomo straordinario, ma ci immerge nel suo modo di pensare, nel suo modo di sentire, nel suo rapporto simbiotico con il cielo, con gli uccelli, con le correnti d’aria che lo sollevavano sempre più in alto.
Angelo d’Arrigo non era solo un deltaplanista, era un pioniere. Dopo aver dominato le competizioni, ha deciso di indirizzare la sua vita verso la ricerca scientifica, specializzandosi nello studio del comportamento migratorio degli uccelli. Un progetto folle, si potrebbe pensare, ma anche visionario, rivoluzionario, profondamente umano. E proprio in questa parte della sua vita emerge uno dei legami più straordinari: quello con Nike, un’aquila reale nepalese che Angelo ha allevato fin da quando era solo un pulcino, educandola al volo e accompagnandola lungo le rotte migratorie. Non è una metafora poetica: Angelo volava con lei, al suo fianco, osservando, apprendendo, guidando e proteggendo.
La graphic novel rende giustizia a tutto questo con una delicatezza che raramente si trova nel medium. Le tavole di Carlini restituiscono l’immensità del cielo e la leggerezza del volo con colori ariosi e composizioni che sembrano a tratti sospese, mentre il testo di Ciuferri evita ogni enfasi retorica, scegliendo invece la strada della narrazione empatica, quasi confidenziale. Si ha davvero la sensazione di conoscere Angelo, di camminare (o meglio, planare) con lui.
Ma c’è di più. Questo libro non è solo una biografia illustrata: è una riflessione profonda su tematiche fondamentali per il nostro presente e futuro. La relazione tra esseri umani e natura, il rispetto per gli animali, la possibilità concreta di un’armonia tra tecnologia e ambiente, l’importanza della scienza come strumento di comprensione e tutela del mondo naturale. E, naturalmente, l’elemento che lega ogni pagina: il sogno. Un sogno che parte dal cuore, vola in alto, tocca il cielo, ma resta ben radicato in valori come la solidarietà, l’amicizia, la condivisione.
A ricordarcelo con parole toccanti è anche Piero Angela, che in una sua riflessione su Angelo ha detto: “Aveva la calma dei forti, quella che da sempre distingue i più grandi: era un uomo semplice, ma aveva idee precise e faceva di tutto per portarle avanti. Per questo Angelo d’Arrigo mi ha sempre ricordato Leonardo Da Vinci: per la sua capacità di sognare cose grandiose, e di riuscire a realizzarle.” Una dichiarazione che, per chi conosce anche solo superficialmente la figura di Angelo, suona quanto mai vera.
In un mondo in cui gli eroi sembrano esistere solo tra le pagine di un fumetto o sul grande schermo, questa graphic novel ci ricorda che ci sono stati – e ci sono ancora – esseri umani capaci di imprese degne di un supereroe, ma con la semplicità e l’umiltà di chi si sente parte di qualcosa di più grande.
“Angelo d’Arrigo. L’uomo che volava nel vento” è un’opera da leggere, da assaporare e da condividere. Non solo per chi ama i fumetti, ma per chi ama i cieli, la libertà, la bellezza delle storie vere che ci ispirano a essere migliori.
E ora tocca a voi, amici nerd del CorriereNerd.it: avete mai sentito parlare di Angelo d’Arrigo prima d’ora? Cosa ne pensate di queste storie che fondono scienza, natura e poesia? Se il graphic novel vi ha colpito come ha colpito me, condividetelo sui vostri social, commentate qui sotto e fatemi sapere se anche voi, almeno una volta, avete sognato di volare davvero.
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