Chi ha attraversato almeno due decenni di cultura manga sa che alcune storie arrivano in libreria con quell’aria un po’ provocatoria che sembra quasi una sfida lanciata direttamente al lettore. Non il classico romance da scaffale romantico, non il melodramma struggente che ti lacera il cuore pagina dopo pagina. Piuttosto qualcosa di più ruvido, più diretto, più adulto. Un tipo di racconto che il fandom conosce bene e che negli anni ha assunto forme sempre diverse dentro il grande universo del Boy’s Love giapponese.
Ed è esattamente quel tipo di energia che accompagna l’uscita italiana di Afterglow, manga firmato da Wagimoko Wagase e pubblicato da J-POP Manga, arrivato sugli scaffali italiani il 24 febbraio con la forma elegante e compatta del volume unico. Una di quelle uscite che, se frequentate fumetterie da abbastanza tempo, riconoscete subito al primo sguardo: copertina sofisticata, atmosfera intensa, promessa di una storia decisamente meno innocente di quanto il titolo potrebbe suggerire.
Dietro la patina romantica si nasconde infatti una narrazione che gioca apertamente con dinamiche adulte, con tensioni emotive forti e con quella tradizione narrativa che il BL coltiva da decenni. Chi ha vissuto l’evoluzione del genere sa che il Boy’s Love non è mai stato davvero una categoria semplice. È un territorio culturale complesso, stratificato, pieno di codici che cambiano nel tempo. Dai primi manga degli anni Ottanta, che avevano quasi il sapore di un melodramma teatrale, fino alle produzioni contemporanee che oscillano tra introspezione psicologica, erotismo esplicito e fan service consapevole.
Afterglow si inserisce proprio in questo spazio ambiguo.
La storia parte da una situazione che sembra uscita da un drama televisivo giapponese. Kiyotaka Higuchi è un medico brillante, uno di quei professionisti che sulla carta dovrebbero avere il futuro già scritto davanti. La cardiochirurgia come destinazione naturale, una carriera prestigiosa pronta a decollare, il tipo di percorso che in Giappone significa status sociale, rispetto e sicurezza.
Poi qualcosa si incrina.
Un trasferimento improvviso cambia tutto. Il medico modello finisce catapultato in un piccolo paese del Kyushu, lontano dalla carriera che immaginava e costretto a reinventarsi come internista. Non è solo una questione di lavoro. È una frattura più profonda, quasi identitaria. Il manga lo racconta attraverso piccoli dettagli quotidiani che chiunque abbia vissuto una fase di sbandamento professionale riconosce immediatamente: l’incapacità di accettare il cambiamento, la frustrazione silenziosa, la sensazione di essere stati messi da parte.
La provincia giapponese, con i suoi ritmi più lenti e le sue comunità compatte, amplifica questo spaesamento. Gli anziani pazienti parlano con un accento difficile da comprendere, la routine dell’ambulatorio sembra lontana anni luce dall’adrenalina della sala operatoria. Giorno dopo giorno la tensione si accumula fino a trovare uno sfogo poco elegante ma tremendamente umano: l’alcol.
E qui entra in scena Tenju.
Figura che sembra uscita da una leggenda urbana della narrativa yakuza, Tenju incarna uno dei tropi più classici della narrativa BL contemporanea: il personaggio pericoloso, magnetico, fisicamente imponente e moralmente ambiguo. Non un criminale caricaturale, ma una presenza che porta con sé un fascino oscuro e inevitabile.
L’incontro tra i due avviene in una notte che segna una frattura narrativa piuttosto evidente. Higuchi, ubriaco e emotivamente distrutto, si ritrova improvvisamente salvato da questo uomo misterioso. Quella che inizia come un gesto di aiuto si trasforma rapidamente in un contatto molto più intimo, dando il via a una relazione che mescola attrazione, bisogno e vulnerabilità.
Chi conosce bene il linguaggio del manga BL riconosce subito il terreno su cui Wagase decide di muoversi. Non stiamo parlando di una lunga saga sentimentale piena di svolte narrative. Afterglow appartiene a una tradizione specifica del genere, quella che in gergo viene definita PWP, acronimo di “Plot? What Plot?”. Una definizione quasi ironica che circola da anni tra i fan e che descrive perfettamente quelle storie dove la trama esiste principalmente come cornice per relazioni molto fisiche e momenti di forte intimità tra i protagonisti.
Chi ha vissuto gli anni delle doujinshi nei primi forum anime italiani ricorda benissimo quanto questa formula fosse diffusa. Fanzine, autoproduzioni, scanlation che circolavano su siti dall’estetica improbabile e server lentissimi. Il BL più esplicito spesso trovava spazio proprio lì, lontano dai cataloghi editoriali mainstream.
Con il passare degli anni il genere si è evoluto. Molte opere hanno cercato maggiore profondità narrativa, altre hanno scelto una strada più commerciale e romantica. Le storie costruite principalmente attorno alla tensione erotica sono diventate meno frequenti nelle pubblicazioni ufficiali, sopravvivendo soprattutto in contesti più di nicchia o volutamente provocatori.
Afterglow gioca esattamente su questo confine.
Wagimoko Wagase prova a costruire una cornice emotiva attorno ai suoi protagonisti. Higuchi è un uomo ferito dall’orgoglio e dalla perdita di status. Tenju rappresenta invece una forza quasi primordiale, una figura che irrompe nella vita del medico portando con sé una combinazione di desiderio e pericolo. La relazione tra i due si muove su un terreno dove l’attrazione fisica diventa il vero motore narrativo.
Il disegno è probabilmente l’elemento che convince di più. Wagase dimostra una padronanza notevole nel rappresentare i corpi e le espressioni, costruendo tavole visivamente molto curate. Linee pulite, anatomie precise, un senso di dinamica che rende le scene particolarmente efficaci. Chi apprezza il BL più esplicito troverà qui una componente grafica decisamente soddisfacente.
La sensazione generale è quella di un’opera consapevole della propria natura. Afterglow non cerca davvero di trasformarsi in un grande romanzo sentimentale. Piuttosto abbraccia la propria identità di storia breve e intensa, costruita attorno all’attrazione tra due uomini provenienti da mondi completamente diversi.
Un dettaglio curioso arriva dalla stessa autrice, che sotto la classica sovraccoperta del volume ha inserito una postfazione illustrata. Un piccolo regalo per i lettori che amano scoprire il dietro le quinte creativo. Proprio lì Wagase racconta il significato del titolo: “afterglow” indica quel bagliore che resta nel cielo dopo il tramonto. Un’immagine poetica che, secondo l’autrice, rappresenta la luce che il dottor Kiyotaka riesce a portare nella vita di Tenju.
Un contrasto interessante, perché l’opera nel suo insieme rimane piuttosto diretta e carnale, mentre il titolo suggerisce qualcosa di più contemplativo. Quasi un riflesso emotivo che resta sospeso dopo l’intensità di ciò che è successo.
Chi si avvicina a questo manga dovrebbe farlo con aspettative chiare. Afterglow non è una saga complessa piena di sottotrame psicologiche. È una storia breve, intensa, visivamente curata e decisamente esplicita. Proprio per questo motivo potrebbe diventare una lettura molto apprezzata da chi ama il lato più adulto del Boy’s Love.
Chi invece cerca una narrazione articolata, ricca di sviluppo emotivo e costruzione narrativa più profonda potrebbe restare con la sensazione che qualcosa manchi.
Eppure, in fondo, anche questo fa parte della storia del BL. Il genere è sempre stato una galassia piena di sfumature diverse. Alcune opere puntano sull’introspezione, altre sull’estetica, altre ancora sull’energia pura dell’attrazione tra personaggi che si incontrano nel momento sbagliato della loro vita.
Afterglow sembra appartenere proprio a questa terza categoria.
Curiosamente, voci di corridoio parlano già di un possibile seguito. Se davvero arriverà, potrebbe essere l’occasione per vedere se Wagase deciderà di approfondire il rapporto tra Higuchi e Tenju o se continuerà a muoversi sul terreno della passione immediata che caratterizza questo primo capitolo.
E adesso sono curioso di sapere cosa ne pensa davvero la community.
Il Boy’s Love negli ultimi vent’anni è cambiato tantissimo, anche in Italia. Alcuni lettori cercano storie sempre più complesse e mature, altri continuano ad amare quel lato più diretto e provocatorio che ha fatto nascere il genere.
Afterglow si colloca proprio su quella linea di confine.
Quindi la domanda resta aperta: voi da che parte state? Sul lato romantico del BL… oppure su quello più istintivo e senza filtri? Parliamone nei commenti di CorriereNerd.it
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