Si è spento un faro della satira grafica mondiale. Jules Feiffer, il geniale vignettista e fumettista americano, ci ha lasciati all’età di 95 anni. La sua penna, acuta e ironica, ha per decenni scandagliato le profondità dell’animo umano e le contraddizioni della società americana, regalandoci strisce indimenticabili che hanno fatto epoca.
Nato nel Bronx nel 1929, Feiffer ha trasformato il fumetto in un’arma di critica sociale, disegnando personaggi memorabili e dialoghi pungenti che hanno saputo cogliere l’essenza del suo tempo. Le sue strisce, pubblicate sul prestigioso Village Voice, erano un vero e proprio affresco della vita quotidiana, un’analisi lucida e impietosa dei vizi e delle virtù dell’uomo comune.
La sua eredità è inestimabile. Feiffer ha vinto un Premio Pulitzer, un Oscar per il cortometraggio animato “Munro” e ha ispirato generazioni di autori, da Tullio Pericoli a Quentin Blake. Le sue opere, caratterizzate da uno stile inconfondibile e da una profondità psicologica sorprendente, hanno conquistato un pubblico vastissimo, superando i confini nazionali.
Con la scomparsa di Feiffer, il mondo del fumetto perde uno dei suoi più grandi interpreti. Ma la sua opera continuerà a vivere, a farci riflettere e a farci sorridere.
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