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100 Years: il film segreto di John Malkovich e Robert Rodriguez

Cosa accadrà tra cento anni? Chi saremo, come vivremo? E, soprattutto, che mondo vedranno i nostri pronipoti? Sono domande che ci tormentano da sempre, l’eterno dilemma della fantascienza e il sogno di ogni autore. Ma c’è chi non si è limitato a immaginarlo, bensì ha osato creare qualcosa che vivrà per vederlo. Non è l’ultima invenzione della Silicon Valley, né un esperimento di qualche laboratorio segreto. È la storia di “100 Years”, il film misterioso e geniale nato dalla mente di John Malkovich e diretto da Robert Rodriguez, che giace in una cassaforte da quasi un decennio e che vedrà la luce solo il 18 novembre 2115.

Questa non è una semplice pellicola, ma un’opera d’arte concettuale, un vero e proprio atto di fede nel futuro e, a sorpresa, la più incredibile e audace campagna pubblicitaria mai concepita. Dietro a questo progetto c’è infatti il cognac Louis XIII, un marchio di lusso che, per tradizione, non si produce in un anno, ma in un secolo. Per raggiungere l’eccellenza, questo nettare dorato richiede che le sue eaux-de-vie invecchino per un tempo lunghissimo, un’attesa quasi mistica che unisce diverse generazioni di Maestri Cantinieri. L’idea di un film che rimanesse segreto per 100 anni è nata da questa filosofia: la celebrazione della pazienza, dell’artigianato e di un’eredità che si tramanda nel tempo, proprio come avviene per il cognac.

L’operazione è stata un capolavoro di marketing e narrazione. I pochi teaser rilasciati hanno fatto il giro del mondo, creando un’aura di mistero e curiosità che non accenna a svanire. In questi trailer futuri, Malkovich, in una veste d’attore e sceneggiatore, ha immaginato tre scenari. Nel primo, un futuro post-apocalittico e distopico, un po’ alla Mad Max o alla Fallout, dove il mondo è tornato a una sorta di età della pietra tecnologica. Nel secondo, un’utopia tecnologicamente avanzata, quasi alla Gattaca o alla Blade Runner, dove robot e droni convivono con gli esseri umani. E poi, il più enigmatico: un futuro completamente vegetale, dove la natura ha ripreso il sopravvento, con i protagonisti vestiti di muschio e foglie, quasi a suggerire una rinascita ecologica. Queste visioni, così diverse tra loro, ci interrogano su quale delle tre strade il nostro pianeta prenderà, stimolando la nostra immaginazione e, onestamente, facendoci un po’ invidia per chi vedrà il film.

Il regista Robert Rodriguez, maestro del cinema d’azione e autore di cult come Sin City e Machete, ha definito il progetto “una sfida incredibile ed emozionante”. Lavorare a qualcosa che non vedrà la luce per un secolo è un’esperienza unica, una sorta di capsula del tempo cinematografica. La pellicola, insieme a una bottiglia del pregiato cognac, è stata sigillata in una cassaforte high-tech costruita su misura, esposta per la prima volta al Festival di Cannes nel 2016. Questa cassaforte, che si aprirà automaticamente solo tra un secolo, non è solo un contenitore, ma un simbolo di quell’attesa e dedizione che definiscono sia il prodotto che l’opera stessa.

100 Years” non è solo un film, ma una riflessione profonda sul concetto di tempo, sull’importanza di creare qualcosa che superi la nostra stessa esistenza. È un lascito, un regalo ai nostri nipoti, che avranno il privilegio di vedere cosa pensavamo del loro mondo. La proiezione, infatti, sarà accessibile solo ai discendenti di coloro che hanno ricevuto un biglietto metallico speciale. Un gesto che lega indissolubilmente il concetto di eredità a quello di visione. È un progetto che unisce l’arte, il lusso, la fantascienza e, in un certo senso, la storia. È la dimostrazione che, nel mondo frenetico di oggi, c’è ancora spazio per la pazienza, l’attesa e il mistero. E non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserverà il futuro, anche se, per farlo, dovremo aspettare un secolo intero.


E voi, cosa ne pensate? Riuscirete a trasmettere il vostro biglietto ai vostri discendenti? Quale futuro, tra i tre ipotizzati, vi affascina di più? Condividete la vostra opinione qui sotto e fate sapere a tutti i vostri amici di questa incredibile storia!


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Gianluca Falletta

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta, creatore di Satyrnet.it, finalista nel 2019 di Italia's Got Talent, è considerato "il papà del Cosplay Italiano". Come uno dei primi sostenitori e promotori del fenomeno made in Japan in Italia, Gianluca, in 25 anni di attività ha creato, realizzato e prodotto alcune delle più importanti manifestazioni di  settore Nerd e Pop, facendo diventare Satyrnet.it un punto di riferimento per gli appassionati. Dopo "l'apprendistato" presso Filmmaster Events e la Direzione Creativa di Next Group, due delle più importanti agenzie di eventi in Europa, Gianluca si occupa di creare experience e parchi a tema a livello internazionale e ha partecipato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World, Luneur Park e LunaFarm cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l'esigenza di offrire entertainment per il pubblico. Per info e contatti gianlucafalletta.com

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